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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 00.30

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Diplomati magistrali, c'è l'apertura dal Miur

Ieri l'incontro con Cgil, Cisl e Uil nel quale è stato specificato che fino alla fine dell'anno scolastico la situazione rimarrà invariata. Nasce il coordinamento diplomati magistrali abilitati è slegato dalle delegazioni sindacali.

Diplomati magistrali, c'è l'apertura dal Miur

La Spezia - Si spera nella luce in fondo al tunnel per i diplomati magistrali, a seguito delle decisioni del Miur, rischiano di dover non poter più lavorare nelle scuole d'infanzia e nelle primarie perchè il loro titolo non viene riconosciuto. Il caso è scoppiato poco prima di natale e a Roma i sindacati hanno incontrato il Ministero per capire cosa accadrà alle migliaia di insegnanti, alcune già di ruolo, che rischiano di finire in questo complicato calderone.
Le organizzazioni sindacali hanno incontrato il sottosegretario De Filippo che la disomogeneità delle situazioni soggettive dei ricorrenti, è stato chiesto un ausilio all’Avvocatura dello Stato. "Pertanto nessuna decisione e nessun provvedimento formale potranno esser presi fino a quando non sarà espresso questo parere - si legge in una nota dei sindacati che riportano quanto avvenuto nel corso dell'incontro -.. Ciò comporta che nell’immediato nessun docente vedrà a rischio il proprio posto di lavoro e la propria posizione in GAE. I ricorrenti con sentenza cautelare che hanno avuto l’assunzione a tempo indeterminato sono circa 6000, di cui l’82% nelle regioni del nord, il 13% al centro e il 5% al sud. Di questi 2/3 sono stati assunti nel 2016/17 e quindi hanno già superato l’anno di prova. Complessivamente i ricorrenti sono all’incirca 43.000, mentre gli iscritti in GAE a pieno titolo, presenti prima dei ricorsi sono circa 26.000".
Il segretrario della Flc Cgil Francesco Sinopoli, ha presentato le sue richieste relative salvaguardia dell’anno scolastico in corso: una misura necessaria per tutelare la continuità didattica, la serenità del lavoro dei tanti docenti che in forza delle sentenze cautelari stanno operando con serietà nelle scuole, alla riapertura delle graduatorie d’istituto, al fine dell’inserimento di quei docenti che, collocati in GAE e quindi in prima fascia d’istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia; alla ricognizione completa dei dati: anche con riferimento ai contratti in essere a tempo determinato e indeterminato stipulati dai ricorrenti.
Inoltre si è focalizzato sulla tutela dei lavoratori che potrebbero trovarsi espulsi dalla scuola per effetto del superamento del limite di 36 mesi stabilito dal comma 131 della Legge 107/15 nell'auspicio che si possa trovare una soluzione politica al problema.
"In un quadro complesso in cui si muovono interessi contrapposti e legittimi - si legge nella nota - , da parte dei docenti già presenti nelle GAE, dei laureati in Scienze della Formazione Primaria e dei diplomati magistrali, è necessario tracciare una soluzione che tenga insieme tutti gli interessi in campo. E’ quindi chiaro che a fronte della chiusura delle GAE è necessario individuare un percorso di accesso alle assunzioni in ruolo, in analogia con quanto già stabilito per i docenti abilitati della scuola secondaria".
Il Sottosegretario ha espresso un’apertura in questa direzione, dicendosi disponibile a formalizzarla in una nota di sintesi dell’incontro. Nel verbale stilato al termine dell’incontro è stata evidenziata l’esigenza, condivisa con le organizzazioni sindacali, di definire “un meccanismo di reclutamento da utilizzare per la scuola dell’infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per la scuola secondaria”. Una soluzione questa che comunque dovrà tenere conto della complessità inerente la fase conclusiva della legislatura.
La Flc Cgil ha ribadito che molti dei mali di questa vicenda sono da connettere con quell’atteggiamento di chiusura al confronto con le Organizzazioni Sindacali, che ha caratterizzato la fase di approvazione della Legge 107. Il Governo è stato sordo rispetto alle richieste delle organizzazioni sindacali di porre fine alla “strategia del ricorso legale” e oggi la scuola e i lavoratori pagano le conseguenze di tale atteggiamento.
Inoltre la Flc Cgil ha chiesto che in attesa del pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato rimanga aperto un canale di confronto con i sindacati, in modo che ci sia una costante collaborazione per tutte le problematiche che potrebbero emergere.
Infine Sinopoli ha ribadito che l’attenzione della Flc rimarrà alta e continueremo a chiedere un provvedimento legislativo che, nel rispetto di tutti gli interessi in campo, dia risposta ai tanti docenti abilitati (sia diplomati magistrali, che laureati in Scienze della Formazione Primaria) che hanno diritto ad accedere a un percorso di stabilizzazione nella scuola primaria e dell’infanzia.
Giorgia Vallone rappresentante sindacale di Flc Cgil alla Spezia ha aggiunto: "Chiaramente siamo davanti ad un'apertura e nel complesso l'incontro può essere giudicato positivamente. ma noi come sindacato abbiamo il dovere di andare avanti e saremo chiaramente a fianco dei lavoratori. Il Ministero si è impegnato con il sindacato e la nostra attenzione non calerà. Per chi manifesterà lunedì esercita un suo diritto".
Cgil, Cisl e Uil non hanno indetto questo sciopero e a margine sta emergendo un nuovo coordinamento diplomati magistrali abilitati che si sta organizzando in tutta Italia. Sta muovendo i primi passi e conta già un nutrito gruppo di insegnanti che per lunedì 8 gennaio dalle 9 alle 14 saranno davanti ai provveditorati, anche alla Spezia, mentre diverse delegazioni raggiungeranno Roma.
"Noi siamo apartitici e apolitici - spiega Provvidenza Migliaccio che assieme a Silvia Fazzolari sono le referenti del comitato per la Liguria -. Non abbiamo casacche vogliamo solo che siano rispettati i nostri diritti di lavoratori e lavoratrici perchè siamo davanti ad un trattamento ingiusto, iniquo. Il coordinamento ogni giorno raccoglie un crescente numero di adesioni e non possiamo sottostare alle diseguaglianze che stiamo vedendo in questo momento. Nella notte tra il 7 e l'8 gennaio partiremo dalla Liguria per raggiungere Roma, una delegazione di 10 spezzini sarà con noi, e cercheremo di far sentire la nostra voce".
Il coordinamento inizierà con lo sciopero dell'8 gennaio, continuerà la mobilitazione come precisa in una nota: "La mobilitazione proseguirà in varie forme al fine di far comprendere a tutti quanto grande sia l'ingiustizia che stiamo subendo a causa dell’ennesimo governo che anziché tutelare i diritti dei cittadini, li calpesta ignobilmente".
I primi step in pubblico per il coordinamento diplomati magistrali abilitati sono nelle piazze davanti ai provveditorati a Roma, in futuro non escluderebbero di fondare un'associazione oppure un sindacato.

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