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Dimensionamento scolastico, l'appello dell'Isa 3: "Non potete cancellarci"

Dimensionamento scolastico, l´appello dell´Isa 3: `Non potete cancellarci`

La Spezia - Alla protesta dei sindacati riguardo agli accorpamenti degli Istituti Isa, previsti dal piano di dimensionamento approvato dalla Regione Liguria, dal Comitato dei genitori dell'Isa 3 parte un appello affinchè la scuola venga salvata. Il comitato ci prova con una lettera indirizzata alla Regione, agli organi competenti scritta da Daniela Salis presidentessa del Consiglio d’Istituto ISA3- La Spezia e membro del Comitato Genitori ISA3.

"Con la presente i genitori del Comitato genitori Isa3 - La Spezia, costituitosi in data 20 novembre 2015, esprimono il loro profondo disappunto e la totale contrarietà in merito alla decisione di accogliere il piano di dimensionamento scolastico che vede ISA3 cancellato come istituto comprensivo e smembrato, una parte (sede di Via Napoli, via Firenze) sotto la dirigenza di ISA1 e l’altra parte (Fabiano) sotto la dirigenza di ISA2. E’ vero che l’Istituto è sottodimensionato (518 iscritti ad oggi), ma le soluzioni per far ridecollare una scuola, che è stata la memoria storica della città e che è la scuola di avanguardia e di frontiera con il più alto tasso di immigrati e stranieri iscritti, ci sono e sono state esposte nelle sedi opportune. Accorpare solo i due istituti sottodimensionati ISA3 e ISA 9, che negli anni passati hanno anche condiviso i plessi di Fabiano è, ad esempio, una soluzione proposta anche a livello sindacale. Eppure solo lo scorso anno lo stesso piano veniva non accolto e rinviato , e questo era parso a sostegno della strenua azione della scuola contro l’amministrazione comunale, che dava per scontata la razionalizzazione e che addirittura proponeva una espropriazione del palazzo dove è sita l’Infanzia di via Firenze, con 100 bambini e fiore all’occhiello per didattica innovativa ed integrata (a questo proposito .di segnalate e presunte illegittimità formali e sostanziali si sta occupando la magistratura cui è stato inviato un esposto da parte delle forze all’opposizione del Consiglio comunale della città della Spezia). Noi genitori ci domandiamo: che cosa è cambiato, da far approvare un piano così invasivo per tutti gli istituti cittadini che, nel nostro caso particolare, non tiene conto delle peculiarità della scuola del quartiere Umbertino e delle sue specificità? E che sopprime un istituto con più di 800 alunni e di grande qualità come ISA6? Possono comunque essere le scuole considerate come merce assemblabile, smontabile e interscambiabile? Questo per quali obiettivi, ci si chiede, considerando comunque che i principi cardine del buon andamento delle PA sono economicità, efficacia ed efficienza? Conti alla mano il piano non porta alcun sostanziale risparmio economico, di efficacia ed efficienza non se ne parla! L’anno passato, noi genitori avevamo accolto la decisione della giunta regionale come atto di rilettura politico-amministrativa consapevole e avveduta del piano di dimensionamento che vedeva La Spezia più realista del re, ed anche come possibilità e occasione di riqualificazione e di crescita per le scuole da sopprimere. ISA 3 si è impegnata in un Piano di Miglioramento molto forte per cui in questi 12 mesi tutte le componenti scolastiche di ISA3 (dirigente reggente, docenti, personale ATA e genitori) hanno lavorato per far migliorare la loro scuola, la scuola del quartiere in cui credono. Nello specifico la scuola si è attivata attraverso: incontri di formazione specialistica sull’insegnamento della matematica dall’infanzia al primo grado; promozioni di azioni di formazione e aggiornamento per tutto il personale, coinvolgimento delle famiglie nelle attività didattiche dei vari ordini di scuola; lavoro di miglioramento a seguito della visita del NEV (nucleo esterno di valutazione), che ha prodotto un rapporto positivo sulla scuola dell’infanzia e della primaria, tenuto conto della forte percentuale di immigrati che caratterizzano la popolazione scolastica del quartiere e soddisfacente per il primo grado, da potenziare e far crescere; un'analisi costante e puntuale dei bisogni e del contesto, che ha portato a una redazione dettagliata del RAV , con conseguente Piano di miglioramento della scuola su cui dirigente, docenti e tutto il personale si sta spendendo in maniera totale; attività di accoglienza delle famiglie straniere e non. Eppure non è stato facile, perché la storia recente dell’Istituto non è stata semplice: perdita dell’autonomia (siamo in reggenza), cambiamento di dirigenti scolastici, abbandono da parte dell’amministrazione locale che non ha completato la riqualificazione delle strutture scolastiche (ultimo piano di via Firenze, etc.). L’istituto ISA3, in particolare nel quartiere Umbertino, come si evince dai dati dell’Osservatorio Sociale, rappresenta l’ambiente educativo in cui integrazione, tolleranza e accoglienza sono alla base del lavoro quotidiano degli insegnanti e che vedono i nostri figli crescere secondo gli standard previsti per futuri cittadini europei. L’accoglimento della proposta dell’amministrazione di smembrare ISA3 appare come la migliore risposta per una politica di integrazione della città? Forse qualcuno non si è domandato perché ci sia una diminuzione sensibile degli alunni di secondaria di primo grado o primaria, o perché durante l’anno ci siano continui inserimenti di bambini che non trovano accoglienza in altre scuole. E noi ci domandiamo dove siano i servizi a supporto del personale educativo e insegnante per questo tipo particolare di utenza, ad eccezione della scuola stessa.. La ventilato e ora annunciata soppressione ha dato un colpo mortale alle iscrizioni, negli anni scorsi e soprattutto tutt’oggi. Come si spiega che nelle vostre decisioni siete stati guidati anche dalla “necessità di considerare un’ attenta armonizzazione degli interessi di tutti gli attori coinvolti nelle procedure di razionalizzazione della rete scolastica e formativa, al fine di individuare insieme possibili soluzioni condivise in risposta ad eventuali accertate criticità.”? Sappiate che la proposta di dimensionamento non è stata condivisa da alcuna delle componenti dell’ISA3: nè organi collegiali, in particolare il consiglio d’istituto, né dirigente, docenti, personale ATA, famiglie coinvolte. E’ questo quello che si intende per partecipazione e condivisione con le parti (noi cittadini)? Pensate che la risposta migliore sia affidare i plessi a altri dirigenti, facendo perdere l’identità storica e culturale della scuola di via Napoli, che diventerà uno dei numerosi plessi di un altro ISA, il cui dirigente si ritroverà a gestire scuole diverse, con identità diverse, con esigenze e utenze molte distanti e che, malgrado competenza e disponibilità, non sarà in grado di garantire quella piena efficacia che invece è dovuta ai bambini e alle loro famiglie. Prendiamo atto della decisione della Giunta Regionale, per cui riteniamo che poco si possa fare a questo punto: ma abbiate anche la certezza che centinaia di cittadini non si sono fatti prendere in giro, che a nostro parere si stia facendo un grossolano errore di politica del territorio, politica scolastica e di pura azione politica. La capacità e la competenza di un’amministrazione pubblica si misura dal trattamento che essa riserva ai bambini ed ai ragazzi, che nel bene e nel male rappresentano il nostro futuro sia nella necessità di considerare un’ attenta armonizzazione degli interessi di tutti gli attori coinvolti che nelle procedure di razionalizzazione della rete scolastica e formativa, al fine di individuare insieme possibili soluzioni condivise in risposta ad eventuali accertate criticità.


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