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De Terminal, una vicenda con luci e ombre

La commissione Controllo e garanzia ha sviscerato le motivazioni dell'avvio della subconcessione tra il Comune e la società Nora srl e dell'interruzione del rapporto.

Nuova concessione diretta con Adsp
De Terminal, una vicenda con luci e ombre

La Spezia - Le questioni amministrative, i mancati pagamenti dei canoni, il passato e il presente dello spazio in concessione al locale De Terminal sono stati i temi al centro della discussione della seduta della commissione Controllo e garanzia che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo civico.
L'incontro era stato richiesto da Luca Erba per analizzare l'argomento di una mozione presentata nel febbraio scorso ma non ancora discussa in consiglio comunale. All'apertura dei lavori, però, Erba non era presente e i commissari Fabio Cenerini e Patrizia Saccone ne hanno stigmatizzato l'assenza chiedendo poi alla presidente dell'Autorità di sistema portuale, Carla Roncallo, la ricostruzione della vicenda iniziata un paio d'anni fa con un accordo di concessione tra Via del Molo e Palazzo civico, che avrebbe poi ceduto gli spazi alla radice della Banchina Thaon di Revel per l'organizzazione di eventi culturali all'Ati che aveva dato vita a De Terminal.

Replicando alla precisa domanda sulla differenza dei canoni applicati al Comune e alla società che ha ripreso in concessione la struttura, Roncallo ha spiegato: "Quello richiesto due anni fa era il canone più basso possibile, con il vincolo che il locale non fosse a scopo di lucro e che la somministrazione di cibo e bevande fosse accessoria e direttamente connessa alla realizzazione di eventi culturali. Il canone applicato oggi è inferiore solamente perché anche gli spazi in questione sono ridotti rispetto a prima. A fine 2018 il Comune ci ha inviato richiesta di sospensione dell'accordo e un paio di mesi dopo Nora srl ha presentato domanda di concessione che, come previsto dalla normativa che regola le aree demaniali, è stata resa pubblica. Non abbiamo registrato nessun altro interesse e quindi abbiamo rilasciato una concessione, questa volta di tipo commerciale, della durata di quattro, ma vincolata al fatto che la zona potrebbe essere oggetto di una futura trasformazione. E' strana la richiesta di approfondimento su questa specifica concessione, visto che è solamente una delle 250 che abbiamo attive".
Mentre Erba varcava la porta di ingresso, l'assessore alla Trasparenza, Luca Piaggi, ha fornito le spiegazioni della rinuncia alla concessione: "Per un anno e mezzo il Comune fatto da banca a Nora srl, anticipando verso l'Adsp i canoni concessori e non incassandone per tutto il 2018, tanto da arrivare a vantare un credito di 6mila euro, ancora oggi completamente presente".
"Quello che non capisco - ha detto nel suo intervento Erba - è perché un ente come il Comune ha tolto la concessione e poco dopo l'Adsp l'abbia ridata allo stesso soggetto. Non è del tutto vero che il Comune si sia comportato come una banca e se c'è un debito spetta agli uffici mettersi in moto per recuperarlo. Non è un tema da dibattere qua. Ci fu l'anticipo di un anno della concessione, come sempre è richiesto dall'Adsp. Quello spazio era stato ritenuto strategico e meritevole di un rilancio: le strutture erano abbandonate pur essendo nei pressi di uno snodo per crocieristi, turisti e spezzini. Non voglio credere alle indiscrezioni che parlano di motivazioni vessatorie alla base dell'interruzione del rapporto tra l'amministrazione e Nora Srl a causa di rapporti non buoni con una parte della giunta. Quello che vorrei capire, insomma, è perché il Comune non sia più coinvolto nella valorizzazione di un pezzo di una fetta di area demaniale che è stata restituita alla città".

I dubbi sono sorti anche a Sauro Manucci, ma per ragioni opposte: "Che vantaggio aveva il Comune a fare questa operazione? E' stata di fatto una rimessa, con l'anticipazione dei canoni, la perdita degli interessi e infine anche un debito. Tutte cose di cui bisognerà rispondere ai cittadini".
Per Cenerini quello di Erba è stato un "intervento buffo". "L'ex assessore stigmatizza l'amministrazione per aver revocato un accordo in cui anticipava denaro e non veniva ripagata... Come si può fare una cosa del genere? Il Comune, nel mezzo tra Adsp e la società morosa, che ci faceva? È da chiedersi perché tutto questo sia stato fatto all'epoca, non perché si sia andati verso una rinuncia".

A questo punto le domande rivolte all'ex assessore al Turismo, Erba, sono aumentate: "Fu il Comune a cercare di valorizzare gli spazi della Banchina di Revel?. Non poteva farlo direttamente l'Adsp? È normale che un ente pubblico si faccia garante per un privato? E, guarda caso, è avvenuto tutto sotto elezioni...".
La presidente Dina Nobili ha fatto notare come non fosse all'ordine del giorno un'audizione del commissario Erba e Cenerini ha subito colto la palla al balzo: "Possiamo fare richiesta di una successiva commissione".
Ma sembra che non ce ne sarà bisogno, perché le risposte sono poi comunque arrivate.
"La vera domanda - ha rincarato la dose Piaggi - non è perché si sia rinunciato a una concessione così farraginosa, ma perché non venne fatta in modo più semplice. E non dimentichiamo il debito accumulato, seppure ridotto. La concessione prevedeva un contratto di un anno rinnovabile per un secondo, quindi a fine 2018 avremmo comunque dovuto emettere un nuovo bando. E Nora non avrebbe potuto partecipare perché era inadempiente".

"La vicinanza alle elezioni non è dovuto al mio lavoro, ma a quello degli uffici spesso oberati di impegni: il dialogo con Adsp, infatti, era iniziato sei mesi prima. Collega Saccone, non prefiguriamo possibili reati, come il voto di scambio in questa sede. Sul meccanismo della concessione e della subconcessione: in quel momento la nuova dirigenza dell'Adsp era appena subentrata e non aveva alcuna volontà di gestire una concessione diretta, mentre accettò la proposta di valorizzazione da parte del Comune. La stessa cosa era stata fatta per i tre 'funghi' di Largo Fiorillo, con il management precedente. Sulla morosità non posso certo dare una motivazione, noi abbiamo operato in maniera corretta. Se due enti trovano accordo per togliere dall'abbandono un bene pubblico, senza creare un danno, non vedo quale sia il problema. Non dimentichiamo che quell'area non era a disposizione dei cittadini ed era un rifugio per senza tetto".

Per Massimo Caratozzolo e Jessica De Muro l'avvio, teoricamente a costo zero e per una valida motivazione, e la fine del rapporto, dovuta al debito, tra l'amministrazione e i gestori del De Terminal non hanno nulla di strano, mentre, insieme al commissario Umberto Costantini, hanno chiesto alla presidente Roncallo come sia possibile che sia stato siglato un accordo di concessione con una società morosa nei confronti del Comune, sulla stessa area.
"Quello spazio era vuoto, ma in quel momento (dopo le vicende giudiziarie che avevano azzerato i vertici e nella fase di passaggio dall'Autorità portuale all'Autorità di sistema portuale, con la fusione con Marina di Carrara - Ndr) non era certo il mio primo pensiero - ha confermato Roncallo -. Non era tra le priorità dell'ente, ma quando il Comune ha proposto di utilizzarlo per arricchire l'estate, per fare eventi culturali e offrire qualcosa ai turisti abbiamo accettato. Per quanto riguarda la seconda concessione, ci siamo attenuti alle leggi: quando riceviamo una manifestazione di interesse la pubblichiamo e se non ci sono altre richieste procediamo con l'affidamento. Apprendo oggi che i canoni non erano stati rimborsati al Comune, ma non avremmo potuto comunque respingere la richiesta di concessione, poiché la società non risulta morosa nei nostri confronti".

Riguardo al debito che ora grava sulle casse comunali, Luigi De Luca ha domandato al dirigente Massimiliamo Curletto quali saranno le mosse dell'amministrazione.
"Abbiamo trasmesso la pratica a Spezia risorse che procederà con la riscossione coattiva".
Appurato che la legge prevede, per il raggiungimento di accordi con gli enti pubblici, che ci sia una regolarità nei pagamenti con lo Stato, ma non con altri singoli enti, De Muro ha chiesto se nella prima concessione fossero effettivamente stati svolti gli eventi culturali previsti.
"Il Comune avrebbe dovuto comunicare gli eventi all'Adsp. Non mi risulta sia stato fatto, ma non sono direttamente informato perché non sono del servizio Turismo", ha concluso Curletto.

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