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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 22.38

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Dalle battaglie partigiane a Palazzo civico. Indimenticabile Varese Antoni

Il ricordo in due momenti al monumento della Resistenza e in Comune. Peracchini: "Rispettava e ascoltava tutti". Pagano: "L'antifascimo e la resistenza valori fondamentali della sua vita".

"tenace, entusiasta, caparbio"
Dalle battaglie partigiane a Palazzo civico. Indimenticabile Varese Antoni

La Spezia - "Varese Antoni è una figura che ha segnato la vita pubblica Spezia L'ho conosciuto quando io la segretaria della Cisl abbiamo fatto diversi XXV Aprile insieme. Ha sempre difeso il diritto di ogni persona anche se la pensava diversamente". Lo ha dichiarato il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini a margine delle iniziative dedicate al decennale della morte che si è tenuto questa mattina a Palazzo civico, dove era presente anche la figlia, preceduto dalla deposizione dalla corona alla momento del sindaco -  partigiano Varese Antoni al monumento della Resistenza ai giardini pubblici.

“Anche quando c'erano tensioni - ha proseguito il sindaco - ha sempre difeso il principio che in democrazia tutti devono portare le loro idee. Non solo, riconosceva tutto il lavoro e l'impegno svolto al mondo cristiano cattolico durante la Resistenza. E' stato sindaco della città per oltre dieci anni, è stato parlamentare. Un protagonista del dopoguerra e ha amministrato questa città anche con prese di posizione importanti, di coraggio e ha speso la sua vita per la collettività”.

A ricordare il Varese Antoni partigiano è stato Giorgio Pagano copresidente, in rappresentanza dell'ANPI, del Comitato Unitario della Resistenza. “Era partigiano nella brigata “Cento Croci”, fu un mortaista. Fu ferito e tornò a combattere tra i partigiani della brigata cento croci che scesero alla Spezia il 25 aprile 1945. L'ideale della Resistenza fu il faro della sua vita. Non c'è dubbio che la Resistenza e l'antifascismo furono i fattori costitutivi della sua vita e della Repubblica. Negli anni e più duri del conflitto e della divisione tra le forze politiche fu proprio lui a tenere il filo dell'unità. Questo filo rosso degli ideali dell'antifascismo lo guidarono sempre e lo portarono a essere un sindaco che mutava molto alla ricerca della partecipazione popolare all'unità della città. Poi fu presidente comitato unitario della resistenza e fu proprio lui a volere fermamente il monumento Resistenza giardini. Era caparbio, entusiasta e tenace”.

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Peracchini e Pagano


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