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Da Vinci in stallo, Nascetti: "Non posso accettare che cada nel silenzio"

Grido d'allarme dell'ammiraglio che ha preso in carico la realizzazione del progetto di musealizzazione dell'ex sommergibile. Nel mirino c'è l'attuale immobilismo di Palazzo Civico.

Da Vinci in stallo, Nascetti: "Non posso accettare che cada nel silenzio"

La Spezia - "Se si continua a menare il can per l'aia in questo modo sarà impossibile rispettare le scadenze previste". L'ammiraglio Dino Nascetti lancia l'allarme: a Palazzo Civico la musealizzazione del sommergibile Leonardo Da Vinci è avvolta nel silenzio e quindi diventa sempre più difficile poter centrare il termine dei lavori entro il 2 maggio 2019, data del cinquecentesimo anniversario della morte dell'artista e inventore toscano al quale è intitolato il sottomarino.

Lo sfogo dell'ammiraglio prende corpo su Facebook, con un post nel quale denuncia l'immobilismo che ha attanagliato il progetto: "Quando il 26 ottobre 2017 lo Stato Maggiore della Marina ha approvato la proposta per l'utilizzo museale dell'ex sommergibile Leonardo Da Vinci ho pensato che fosse cosa fatta. Il progetto poteva e doveva partire immediatamente per poter rispettare l'impegno della sua inaugurazione entro il 2 maggio 2019, ricorrenza del quinto centenario dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci. Ma così non è stato. Questioni burocratiche (solo queste?) ostacolano il conseguimento di questo obiettivo che, prima delle ultime elezioni comunali, era stato condiviso da quasi tutte le forze politiche, anche perché si trattava di un progetto potenzialmente in grado di generare utili significativi e non perdite di denaro pubblico. Sembra che nei prossimi giorni (o settimane) possa essere presa una decisione a riguardo. Ci risentiremo su questo argomento perché non posso accettare che semplicemente la cosa cada nel silenzio". Parole accompagnate da un render della collocazione del Da Vinci su Calata Paita sovrastato da un grosso punto interrogativo rosso. Subito sotto una serie di commenti di amici che lo invitano a non mollare, ma anche qualche amara presa d'atto: "Realizzare le proprie idee alla Spezia è veramente difficile".
Un grido che punta a smuovere un po' le acque in quel di Piazza Europa, visto che sino a oggi tutti gli altri attori in scena hanno fatto la loro parte. A cominciare dagli alti in grado della Marina militare, a Roma e in riva al Golfo, che hanno anche attribuito la gara per l'intervento di consolidamento e messa in sicurezza del battello propedeutico allo svolgimento dei lavori della vera e propria musealizzazione. Massima disponibilità a partecipare alle spese anche da parte dell'Autorità di sistema portuale. Dopo il pronunciamento dello Stato Maggiore il Comune ha invece sollevato problemi di ordine burocratico. A due mesi di distanza la situazione pare ancora bloccata, destando molta preoccupazione in quanti hanno deciso di impegnarsi per la realizzazione del progetto e anche qualche dubbio sulla effettiva volontà dell'amministrazione targata Peracchini di volerlo davvero portare avanti.

A conferma di una situazione ancora poco limpida ci sono le voci secondo le quali ultimamente in Comune starebbe circolando l'ipotesi di rivedere il punto di destinazione finale del sottomarino.
Eppure l'approvazione dello Stato Maggiore della Marina è stata data su un progetto già definito: si dovrebbe probabilmente rifare il percorso da capo. E quali potrebbero essere le alternative a Calata Paita?
"Sistemando il Da Vinci vicino al terminal crocieristico - spiega l'ammiraglio Nascetti a CDS - si potrebbe contare sul sostegno da parte dell'Adsp, che verrebbe a mancare invece se ci si dovesse spostare in aree demaniali militari. In Calata Paita il sommergibile sarebbe un'attrazione turistica di valore e un richiamo forte al Museo tecnico navale per tutti i crocieristi che sbarcheranno in città. Le ipotesi di collocarlo nel Lagora o all'interno di Porta Sprugola si sono rivelate tecnicamente ed economicamente impraticabili. Ora forse viene messa in dubbio la soluzione migliore, per valutarne altre. C'è un piano triennale di impiego delle risorse che inizia nel 2017 e si conclude nel 2019. Siamo nel 2018 e non è stato ancora fatto nulla: se si va avanti così non ce la faremo".

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