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Culle vuote e divorzi, l'allarme della Curia: "Numeri impietosi"

Il messaggio della Diocesi: "Contrastare la crisi della famiglia tradizionale".

"Una sfida per la società"
Culle vuote e divorzi, l'allarme della Curia: "Numeri impietosi"

La Spezia - L'inverno demografico preoccupa la Curia spezzina. "Dal 2014 al 2018 - osserva la Diocesi con una comunicazione ufficiale - la popolazione residente nella provincia, dopo aver conosciuto un limitato aumento nel primo decennio del millennio, legato soprattutto all’ingresso di persone immigrate da paesi stranieri, ha ripreso inesorabilmente a decrescere". In effetti i numeri parlano chiaro: dai 222.377 abitanti del 2014 siamo arrivati nel 2018 a 219.909 nel 2018. Il calo, lento ma progressivo, c’è stato anno per anno e tutto lascia ritenere che l’anno in corso e quelli immediatamente successivi non facciano eccezione.

"I motivi di questo calo progressivo di popolazione - ancora dalla Diocesi -, che da un lato è certamente legato anche alla difficile situazione economica e sociale della provincia, ma dall’altro, come per un moltiplicatore vizioso, si riverbera a sua volta in senso negativo su detta situazione, aggravandola, sono certamente molteplici, ma è difficile non collegarli alla stagnazione delle nascite ed a quella che può essere definita come la crisi della famiglia tradizionale. L’indice di natalità (numero di nati per mille abitanti), che nel 2002 in provincia era pari a 7,1, a partire dal 2013 è sempre stato stabilmente al di sotto della soglia simbolica del 7 per mille, e nel 2017, ultimo dato disponibile, si è attestato al 6,5 per cento. E’ vero che nel comune capoluogo, dove risiede quasi la metà della popolazione provinciale, tale indice è più alto, pari al 7,3 per cento (ma era comunque 7,5 per cento nel 2002), ma ciò porta con sé la conseguenza di un progressivo accentuato calo di popolazione, e soprattutto di “nuova popolazione”, sia nei comuni della cosiddetta “cintura” – ad esempio, a Lerici siamo addirittura al 5,4 per cento – sia ancora di più in quelli dell’entroterra. Cambiano, in buona sostanza, il volto della provincia spezzina e la sua composizione sociale. Rimandando ad ulteriori analisi l’approfondimento di questi dati, appare abbastanza evidente come il tema della famiglia, e della sua “tenuta”, sia al centro di queste tendenze. Per il mondo cattolico, poi, questo aspetto è tanto più centrale, quanto più i documenti del magistero e quelli della pastorale ordinaria insistono da tempo nel sottolineare l’esigenza di contrastare, in termini positivi e di non trascurabile contributo al bene comune della società, la crisi in atto nella famiglia tradizionale".

La Curia sottolinea a questo proposito il dato relativo al numero dei matrimoni civili rispetto a quelli religiosi: "questi ultimi, mentre in Italia nel 2017 erano ancora una leggera maggioranza, in Liguria sono da anni poco oltre il 35 per cento del totale. Spezia, in questo, si fa per dire, sta leggermente meglio, avendo un dato di matrimoni civili stabile al 62,2 per cento dal 2013 al 2017". Ma non è solo questo. "Se in Italia il numero dei secondi matrimoni (quindi con almeno un divorzio alle spalle) è cresciuto dal 2013 al 2017 dal 10,8 al 14 per cento - si legge ancora -, in provincia della Spezia il dato è stabilmente più alto: dal 15,4 al 18,5 per cento. Appare evidente che siamo in presenza di fenomeni di carattere strutturale, che non si possono affrontare in forma semplificata. Appare altresì evidente, per conseguenza, l’importanza di una sempre più adeguata pastorale familiare, sia a livello di singole parrocchie, sia a livello diocesano". Basta sfogliare la collezione delle pagine di Spezia 7 per rendersi conto dell’impegno della consulta diocesana per la Pastorale della famiglia. Tra le varie attività, i corsi periodici di preparazione al matrimonio e i numerosi percorsi di approfondimento, che anche quest’anno riprenderanno dopo l’estate. Per la Diocesi queste e altre iniziative "meritano il sostegno di tutti, proprio anche nella prospettiva di ridare vitalità ad un territorio provinciale che subisce una crisi prolungata nella quale ha un ruolo importante il progressivo indebolirsi di quel 'fattore famiglia' che per decenni ha assicurato il suo futuro. Più volte si è detto che quella relativa alla difesa della famiglia è una sfida importante per la nostra società. I dati statistici, impietosi ma espliciti, ce lo confermano".

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