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Consumo del suolo, a levante le percentuali maggiori

E' uno dei temi affrontati nell'indagine realizzata dal Sistema nazionale protezione ambiente.

Il report
Consumo del suolo, a levante le percentuali maggiori

La Spezia - “In termini assoluti, in Italia sono oggi irreversibilmente persi circa 23mila chilometri quadrati di suolo”. Lo afferma il Rapporto ItaliAmbiente di Snpa (Sistema nazionale protezione ambiente) 2020, presentato ieri mattina in videoconferenza. Un documento che, come ha sottolineato nell'introduzione il presidente di Ispra e Snpa Stefano Laporta, rappresenta la fotografia di come le attività in ambito regionale possono oggi diventare esperienze di rilievo nazionale attraverso il Sistema nazionale di protezione ambientale. "Un’integrazione di esperienze sul territorio - ha osservato - che oggi ci consente di coprire tutto l’ambito nazionale, sia per i temi trattati che per le regioni coinvolte” . Tornando al consumo del suolo, solo uno dei tanti aspetti trattati nel corposo dossier, si rileva che, prendendo in esame le ripartizioni geografiche del territorio italiano, i valori percentuali più elevati si registrano al Nord: molte province che affacciano sulla Pianura Padana hanno ormai superato il 10 per cento di superficie impermeabilizzata con un sensibile incremento, in termini di ettari consumati tra il 2017 e 2018, registrato soprattutto nella pianura veneta.

In quindici regioni il suolo consumato supera il 5 per cento, con i valori percentuali più elevati in Lombardia (che supera per la prima volta quota 13 per cento), Veneto (12,4 per cento) e Campania (10,43 per cento). Seguono Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria e Lazio, con valori compresi tra l’8 e il 10 per cento. La Valle d’Aosta è l’unica regione rimasta, di poco, sotto la soglia del 3 per cento (2,92). “I risultati evidenziano un consumo soprattutto reversibile, essendo quasi il 67 per cento dei cambiamenti interessato da cantieri e altre aree in terra battuta che in buona parte saranno probabilmente convertiti in consumo di suolo permanente nei prossimi anni”, si legge nello studio. Per la Liguria, scendendo nel dettaglio, il Rapporto evidenzia un consumo del suolo tra il 7 e il 9 per cento per le provincie di Imperia, Savona e Genova, mentre per lo Spezzino il rosicchiamento è maggiore: tra il 9 e il 15 per cento, come, ad esempio, la maggior parte della Lombardia, il Veneto interno, l'area di Roma, il Parmense e il grosso della Puglia. I 'vicini' apuani invece si collocano tra il 7 e il 9 per cento di suolo consumato.

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