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Cian cianin, la città raccontata dalle Semiacerbe

Si tratta di un collettivo creato da Giulia Grillo, Giulia Faconti ed Erica Portunato. In un video raccontano quello che c'è da scoprire in città assieme alle attività dentro e fuori il centro storico.

l'idea
Cian cianin, la città raccontata dalle Semiacerbe

La Spezia - Investire sulla città e le sue tradizioni ma stando al passo coi tempi. Non è una novità che in tanti si allontanino dalla città natale per cercare fortuna altrove ma c'è anche chi, in controtendenza, cerca rendere ancora più salde le radici con il proprio territorio. Erica, Giulia e Giulia, del collettivo Semiacerbe, ci stanno provando e raccontano a Città della Spezia la loro idea.
Tutte e tre nascono alla Spezia una è graphic designer scrupolosa esaminatrice di e-mail e inesauribile fonte di slogan. Ha studiato design della comunicazione a Firenze, approfondendo gli studi specialistici con un progetto grafico realizzato a Valencia in Spagna.
Erica Portunato è fotografa, illustratrice e creatrice accidentale di neologismi. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Carrara e successivamente ha intrapreso un corso di Fotografia Avanzata allo I di Milano.
Infine Giulia Faconti è illustratrice, para-sarta e si definisce una "traduttrice fallita". Sta finendo gli studi in Traduzione specialistica e Interpretariato presso l’Università di Genova. Racconta che nonostante il suo percorso di studi sia distante dal mondo dell'arte, per non morire di noia sul divano, ha "sempre continuato a scarabocchiare".

Che cos'è Semiacerbe, come mai questo nome? Di cosa di occupa?
Semiacerbe è: un collettivo che si occupa di arti visive operando in diversi ambiti della comunicazione: fotografia, illustrazione, e graphic design. Uno studio di progettazione che svolge un'attenta ricerca per identificare le esigenze del cliente.
Semicerbe è anche un laboratorio creativo, che vorrebbe diventare un luogo di incontro (anche virtuale) capace di dare spazio a workshop, mostre ed eventi culturali.
Semiacerbe è idee, è sperimentazione, è contaminato e contaminante del proprio territorio. Il nome è stato concepito in modo tale che fossero racchiuse in esso l’idea di crescita, di evoluzione, senza però mettere da parte la volontà di non smettere mai di imparare e di mettersi in gioco.

La vostra sede è in centro città, come mai questa scelta logistica?
L’aver affittato uno studio nel centro della nostra città ci offre sicuramente una maggiore visibilità rispetto a prima, ma abbiamo preso questa decisione anche per poter portare a un livello superiore la nostra esperienza di immersione nel tessuto cittadino.

Siete molto giovani e molti vostri coetanei hanno scelto di mettere a frutto i propri talenti fuori provincia oppure all'estero. Cosa vi ha spinto a provare qui il vostro progetto?
Riuscire a creare un progetto di direzione artistica nella nostra città ci è sembrata da subito una bella sfida.
Siamo convinte che l’evasione individuale non porti a nulla di davvero completo, ma che l’unione collettiva possa invece essere utile alla realizzazione di un progetto che possa valorizzare la nostra piccola provincia, che troppo spesso viene un po’ data per scontata da noi giovani.

Spezia si sta rivelando un "paese per giovani"?
Bisogna ammettere che Spezia sia cambiata molto negli ultimi dieci anni, la nostra città ha deciso di schiudere un po’ il suo guscio di muscolo e di aprirsi (in parte) al mondo esterno. Purtroppo, già prima della diffusione del Covid-19, la maggior parte degli spezzini non si era ancora resa conto del cambiamento che si era innescato nel resto del mondo e non è tutt'ora pronta ad accettare questa nuova modernità. Soprattutto dopo la conversione obbligata e iper accelerata al “digitale”.

Di recente il collettivo ha realizzato un video molto particolare che cerca di raccontare un territorio.
Abbiamo pensato che la realizzazione di un video potesse essere il mezzo adeguato per farci conoscere in città e, allo stesso tempo, per conoscere la città stessa. Abbiamo chiesto l’adesione di varie attività commerciali pensando a quelle che potessero essere le più identificative ed identitarie, il passaparola poi ci ha aiutato per la concretizzazione del video. Il video racconta la città, i suoi luoghi, le sue tradizioni e le attività commerciali che la popolano, il tutto confezionato e progettato con uno sguardo “creativo”, trasmettendo quella che è la nostra visione della città. Le tre ragazze del video, con quei oggetti apparentemente bizzarri, siamo proprio noi, le Semiacerbe, attraverso questi oggetti raccontiamo un po’ di noi stesse e di cosa ci occupiamo. Il progetto non ha lo scopo di pubblicizzare le singole attività, anzi grazie al loro contributo siamo riuscite a comunicare il rafforzamento dell’immagine del territorio, la promozione delle relazioni commerciali, raggiungendo un obiettivo di messa in rete, attraverso una promozione unitaria delle attivita` che caratterizzano il nostro territorio.
Il video è stato realizzato in collaborazione con Mindbox, una casa di produzione video di Viareggio, un progetto nato a sei mani che porterà sicuramente a collaborazioni future".

Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Ora come ora… sopravvivere e, con noi, far sopravvivere anche le tradizioni spezzine.




I protagonisti del video Biolino, Eva e Grant, Pantondo, Elettra Secury System, Studio Danza 82, La Rosa Blu, La Taverna del Metallo, Distrò, Osteria della Corte, Mammi Pasta Fresca, Tabaccheria del Prione, Coè De, Piccolo Blu, Panino D’Amare, Nomad, Petra Brasserie, Lab Concept Store, Trei Canti, L’Etoile, Les Cadeaux, Bama, MK Store, WaySide, MiniShoe, Loggia dè Banchi, Piccolo Faro, Camaldi, Arte Bianca, Fabbrica Preziosa, Gusto Crudo, Tipografia Ferdeghini, Ruggeri Intimo, Canese Dante, Il Caval Bianco di Madame Bovary.




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