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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Febbraio - ore 17.56

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Chiudono le iscrizioni per le superiori, genitori e studenti: "No alle classi pollaio"

Manifestazione davanti alla sezione provinciale dell'Ufficio scolastico regionale per il nascente Coordinamento scuole la Spezia: "Non sono stati cambiati i criteri per il numero di alunni per classe. Rischiamo il sovraffollamento".

la protesta spezzina
Manifestazione davanti alla sezione provinciale dell'Ufficio scolastico regionale

La Spezia - Anche alla Spezia decine di persone, tra docenti, genitori e studenti hanno aderito al documento "Priorità alla scuola". Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, il nascente coordinamento "Scuole La Spezia", al quale aderisce anche l'Unione degli studenti, si è ritrovato questo pomeriggio davanti alla sezione provinciale dell'Ufficio scolastico regionale.
All'iniziativa legata a Priortià alla scuola hanno dato il proprio sostegno anche Flc Cgil con Giorgia Vallone e Uil scuola con Davide D'Ambrosio.
Il tema di oggi era legato alla chiusura delle iscrizioni agli istituti secondari di secondo grado. Il timore è che per l'anno scolastico 2021-2022, con la speranza che la pandemia si sia fermata, è che si ritorni alle classi 'pollaio'.
"Siamo qua per i criteri invariati sulla formazione delle classi - spiega Donatella Giovannelli, mamma e membro del coordinamento Scuole La Spezia che sta nascendo in città-. Questo significa che avremo comunque classi troppo numerose. Una questione antica ma in tempi di pandemia non possiamo permetterci 'classi-pollaio'. Noi in queste settimane ci stiamo organizzando come coordinamento, siamo al lavoro, non ci fermiamo e vogliamo cercare più adesioni possibili al coordinamento".
Lorenzo Damiani, dell'Unione degli studenti e studente del Pacinotti, si è focalizzato sugli altri temi caldi della scuola. "Dopo mesi di stallo siamo tornati in classe, ma come? Chiediamo un rientro più tutelato e più spazi. Non ci fermiamo davanti ai contentini che ci sono stati dati. Anche se non ne discutiamo l'efficacia non sono sufficienti, abbiamo ancora dei compagni che per tornare a casa da scuola, siccome hanno poche corse, impiegano due ore per ritentare. Servono dei cambiamenti più incisivi. Noi andremo avanti con le nostre proteste e chiediamo investimenti".
La manifestazione si è replicata in altre 23 città italiane. A Genova i partecipanti hanno illustrato anche i numeri dei contagi: il 16% per gli under 18 e il 2% di focolai nelle scuole.

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