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Cgil riparte dalla cultura per parlare di lavoro

Ieri la proiezione di "Sorry we missed you" organizzata al Nuovo da Cgil. La segretaria Ghiglione:" Per capire i lavoratori dobbiamo ricreare l'empatia e il contatto con le persone in carne e ossa".

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Cgil riparte dalla cultura per parlare di lavoro

La Spezia - La Cgil riparte dalla cultura e dal cinema per parlare dello scottante tema del lavoro. L'occasione è stata ieri pomeriggio, al Cinema Nuovo, per la proiezione gratuita di "Sorry we missed you" l'ultima fatica del regista inglese Ken Loach pietra miliare della cinematografia contemporanea.
Non è bastato il pugno nello stomaco che Ken Loach riesce a dare allo spettatore nel dipingere uno scenario lavorativo sempre più degradante e senza diritti. In sala erano presenti anche due uomini, che come il protagonista del film, lavorano nel settore dei corrieri e ben conoscono le tematiche delle scadenze, la pistola "spaccasecondo". Senza malattie, rimborsi, assicurazioni.
Prima della proiezione la segretaria generale Lara Ghiglione ha detto: "Questa è la prima di tante iniziative che Cgil vorrà portare avanti per creare un'onda di riflessione non solo su queste tematiche. Per capire i lavoratori dobbiamo ricreare l'empatia e il contatto con le persone in carne e ossa. E' una scelta da proseguire, in momento dove soprattutto sulla rete regna spesso la cattiveria".
L'introduzione tecnica al film è stata fatta dal direttore del cinema Silvano Andreini. Al termine della proiezione Fabio Quaretti ha introdotto due corrieri. "Ho cominciato a lavorare 26 anni fa in questo settore - ha detto uno dei lavoratori - anche a me è stato detto che ero il padrone di me stesso perché facevo parte di un franchising simile a quello raccontato nel film. Sono stato costretto a chiudere la mia attività, ci ho rimesso 27mila euro".
"Ora alcune cose sono cambiate - hanno raccontato i lavoratori - non si lavora più 18 ore al giorno. Non è più permesso dalla legge, ma si comincia comunque alle 17 e si finisce alle 19. Ma siamo in un mondo così: il cliente ha sempre ragione e nel periodo di Natale un lavoro che andrebbe fatto in 3 viene fatto da una persona sola".

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