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Caritas: "Nostri ragazzi sanno di dover stare a casa, ma non sono prigionieri"

L'ente diocesano: "Sensibilizzazione avviata già a fine febbraio. Tanti gli accorgimenti adottati".

Fermare il contagio

La Spezia - Caritas diocesana La Spezia- Sarzana -Brugnato ha attuato, ormai da settimane, rigide disposizioni interne volte a tutelare i suoi ospiti, i suoi volontari e operatori, in linea con le misure di contenimento del Covid-19 disposte da governo e enti locali (tema toccato anche oggi da CdS, parlando di Santo Stefano). "Già alla fine di febbraio - si legge in una nota diffusa da Caritas - è stato organizzato un primo incontro di sensibilizzazione con gli ospiti di tutte le strutture presenti in provincia della Spezia: un’unita operativa della Croce Rossa Italiana , supportata dai mediatori di Caritas, ha informato i richiedenti asilo riguardo alle linee guida fornite dal ministero della Salute sul nuovo Coronavirus. Gli ospiti delle strutture gestite da Caritas vengono costantemente informati sulle misure di legge adottate dal governo".

"I nostri ragazzi sanno perfettamente che devono restare a casa - spiega il direttore don Luca Palei -, ma non sono prigionieri e qualora dovessero violare le disposizioni di legge ne risponderanno come qualsiasi altro cittadino residente nella provincia. Come tutti, hanno il diritto di muoversi nell’ambito delle possibilità previste dalla normativa vigente, quindi per lavoro, salute o bisogni essenziali’’.

Sono numerose le disposizioni che Caritas ha stabilito per proteggere al meglio i suoi operatori e i suoi ospiti: ad ogni persona che fa accesso nelle strutture comunitarie viene misurata la febbre con termometri frontali laser, nessun visitatore è più stato ammesso nei centri, ogni ospite e tutto il personale è stato munito di dispositivi di protezione personale. Inoltre, per evitare assembramenti è stato ridotto l’accesso alle aree comuni, come la sala mensa, ad un massimo di due ospiti alla volta, ed è stata creata un’ area per le persone che dovessero riportare uno stato febbrile.
"In questo momento così difficile per il nostro Paese - conclude don Luca - ci aspettiamo dalle autorità lo stesso sostegno e la stessa solidarietà che ci sta dimostrando la popolazione locale. Un sentimento di vicinanza e amore per il lavoro in prima linea degli operatori e dei volontari impegnati quotidianamente nell’accoglienza e nel sostegno delle persone in maggiore difficoltà del nostro territorio’’. Tra pochi giorni Caritas, con il sostegno di Fondazione Carispezia, ed in collaborazione con la Protezione Civile e altre realtà locali come Colazioni con il Sorriso, i frati della Mensa di Gaggiola, Missione 2000, Croce Rossa e il Tavolo delle Povertà, aprirà una nuova tensostruttura destinata all’accoglienza anche diurna dei senza dimora per permettere a tutti, proprio a tutti, di restare a casa.

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