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Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Maggio - ore 14.04

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Cannabis light, non fa paura Salvini ma la decisione della Cassazione

"Il vice premier non cambia la legge, il problema è l'audience. Il mercato ha subito anche una battuta d'arresto perché la 'moda' sta passando" raccontano i negozi specializzati del centro.

gli effetti
Cannabis light, non fa paura Salvini ma la decisione della Cassazione

La Spezia - La questione cannabis light ha scatenato un putiferio mediatico e politico, mentre nelle Marche due negozi sono stati chiusi. Il giorno dopo le chiusure e i litigi tra i due vicepremier Salvini e Di Maio, nel mezzo poi c'è il premier Conte che smorza i toni dicendo che la questione 'non è in agenda', che cosa rimane? Nessuno meglio dei commercianti del settore può trovare risposta a questa domanda.

Nel territorio comunale della Spezia sono presenti almeno cinque negozi, tre dei quali si trovano in centro città e offrono una vastissima gamma di prodotti. Della canapa industriale si usa tutto e l'Italia, fino al secondo Dopoguerra, era il secondo produttore mondiale dopo l'immensa Russia. Dal seme allo stelo, non c'è qualcosa che non si possa ricavare dalla canapa: cibo, abbigliamento, medicinali.
Se nella seconda metà degli anni Quaranta la produzione è crollata, molte aziende in questi settant'anni hanno continuato nel settore mettendo sul mercato prodotti biologici, che non hanno nulla a che fare con gli effetti psicotropi spesso denunciati nelle cronache.
Ma dopo le sfuriate mediatiche rimane davvero da chiedersi quali siano gli effetti delle dichiarazioni del vicepremier e l'annunciata stretta sulle regole, anche per i commercianti che attendono il pronunciamento della Corte di Cassazione in merito alla legge 242 del 2016 che stabilisce le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa.

Città della Spezia ha incontrato i gestori e i dipendenti di tre negozi del settore Carolina di "Mc Flower", Emanuele e Ilaria dipendenti di "Golden Weed" e Gianluca di "Erbaristeria". In tutti e tre i casi vengono commercializzati tutti prodotti a base di canapa.
"Non mi preoccupano le dichiarazioni del Ministro Salvini - spiegano da Mc Flower - quanto l'effetto mediatico che possono avere parole di quel genere. Non si capisce bene da cosa sia mossa tutta questa acredine, visto che di fatto, qua non si vende droga. Sicuramente le parole del ministro producono degli effetti sul calo delle vendite al quale comunque stiamo assistendo perché il boom di questi anni era anche dettato principalmente dalla moda. Avere dei pregiudizi è molto grave, di fatto si rischia di perdere l'informazione corretta su questi prodotti e viene demonizzato un effetto di una pianta dalla quale si possono fare 500 usi".

I negozi specializzati nella vendita di prodotti a base di canapa e i suoi derivati devono rispettare regole rigidissime soprattutto sui livelli di Thc. C'è chi ne fa uso per fini medici e tramite l'utilizzo del Cbd dal quale vengono ricavati anche dei farmaci.
"E' un nostro dovere morale e nei confronti del cliente - spiegano Emanuele e Ilaria da Goleden Weed - fare anche più controlli del dovuto. La prima garanzia per i clienti, che usano i prodotti anche per problemi di salute, è quella di sapere di avere a disposizione un prodotto di qualità e soprattutto legale. Noi non siamo contro maggiori controlli, perché è giusto. Ma bisognerebbe fare appello anche alle forze dell'ordine con le quali bisogna assolutamente collaborare. Servono delle certificazioni, impegno a garanzia contro le persone improvvisate. E' vero che le dichiarazioni di Salvini possono suscitare dei pensieri, ma di fatto non cambiano la legge. La nostra preoccupazione è per il pronunciamento della Cassazione (a febbraio si era espressa a favore consentendo la commercializzazione della cannabis light, ndr) e abbiamo il sentore che comunque qualcosa nei prossimi mesi cambierà. Se questo avverrà in senso negativo sarà un enorme dispiacere per la clientela che utilizza i prodotti per motivi di salute".
Le aziende che lavorano con la canapa industriale rappresentano una buona fetta di mercato e che nel commercio al dettaglio è stimato un giro da 40milioni di euro.
"Di fatto - ha spiegato Gianluca di "Erbaristeria" - quanto affermato da Salvini non cambia di una virgola la legge già in vigore. A creare maggiore preoccupazione è l'interpretazione della norma. Se fosse chiara e ne fosse permessa la corretta interpretazione migliorerebbe il lavoro di chi opera nell'assoluta legalità. Non ci spaventano i controlli, anzi, è giusto che ci siano perché sono a maggiore garanzia di chi lavora con dedizione e trasparenza".

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