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Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Luglio - ore 22.26

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Cani e gatti imbalsamati, una tradizione spezzina

Sembra strano ma nei cinquant'anni di carriera di Mauro Cultrera, storico imbalsamatore spezzino, non sono mancate le richieste per trattare e immortalare "Fido". CDS ha incontrato Cultrera e il suo "erede".

Cani e gatti imbalsamati, una tradizione spezzina

La Spezia - La tassidermia è un'arte. Consiste nell'immortalare, con le sue fattezze e le sue espressioni, un animale non più vivente. La tassidermia, come cita la Treccani, è la tecnica di preparare a scopo scientifico, soprattutto per i musei di scienze naturali, le pelli degli animali in modo da rendere possibile la conservazione, e di imbottirle dando loro l’aspetto e l’atteggiamento che avevano in vita. Il termine, che propriamente è riferito alla preparazione di mammiferi, uccelli e altri vertebrati, è a volte esteso anche alla preparazione di invertebrati conservati per lo più in alcol o formalina, o di insetti e altri artropodi conservati normalmente a secco, infilzati su spilli.
Per la tassidermia, tra le costanti nei secoli troviamo l'imbalsamazione di trofei di caccia nelle battute esotiche e, anche se per molti può sembrare assurdo, quella degli animali d'affezione.
Canarini, cani e gatti. Se per molti può sembrare un orrore il solo pensiero di riproporre il proprio animaletto domestico fisso e impagliato in un angolo della propria casa, c'è stato chi lo ha voluto fare ugualmente.
E di questo ne sa qualcosa Mauro Cultrera, storico tassidermista spezzino che per oltre cinquant'anni ha condotto questa attività. "Ho cominciato nel 1964 - racconta Cultrera ai taccuini di CDS - ora da un paio d'anni ho smesso di lavorare, ma si è avvicinato a me un altra persona appassionata di quest'arte e da poco ha passato l'esame di preparatore. Negli anni ho ricevuto le richieste più diverse, anche per l'imbalsamazione di animali trovati privi di vita a bordo della strada e non mi sono mancati clienti che mi chiedessero di preparare il loro canarino, il cane o il gatto. Però purtroppo sugli animali di affezione è necessario un ragionamento particolare. La tassidermia è l'arte di riproporre nelle sue movenze naturali un animale e la preparazione di uno selvatico è diversa rispetto ad uno di affezione. Mi è capitato di lavorare per nonni che mi chiedevano di imbalsamare il canarino, perchè i nipotini non vedendolo più si disperavano, ma quando si tratta di cani e gatti è molto diverso. In quei casi subentra un fattore emozionale molto forte, infatti ai miei clienti ho sempre chiesto se si sentissero pronti a rivedere il proprio amico a quattro zampe in quelle condizioni. Anche perchè nessun animale impagliato potrà mai sostituire l'affetto e le emozioni che poteva condividere con il padrone quando era in vita".
Ed è a questo punto che Cultrera ha raccontato la curiosa storia di Silvestro, un gatto imbalsamato che per trent'anni è rimasto nel suo laboratorio. "Vennero da me e mi chiesero di prepararlo - spiega - quando mi si presenta clientela di questo genere ho sempre preso le dovute precauzioni. La tassidermia richiede processi lenti e molto costosi, quindi ho sempre cercato di capire se il cliente si sentisse pronto ad affrontare una cosa del genere. Per Silvestro non andò così, me lo portarono, lo preparai e rimase lì con me in laboratori per trent'anni".

Cultrera per decenni è stato l'unico imbalsamatore della Liguria e in laboratorio continua a coltivare le sue arti anche se non è più il suo mestiere. Da qualche anno, come detto, si è avvicinato a lui Andrea Foce un giovane geometra che ha passato l'esame da preparatore e potrebbe risollevare le sorti del laboratorio. "Sarebbe molto importante per me - spiega Foce ai taccuini di CDS - riuscire a rilevare il laboratorio. Mauro è il mio maestro, purtroppo con la soppressione della Provincia e il passaggio di competenza alla Regione ci sono problemi a livello burocratico e amministrativo. Le leggi sulla tassidermia sono diventate sempre più ferree anche per un aspetto legato al bracconaggio. Io continuo a coltivare la speranza per poter lavorare, ma mi rendo conto che la situazione è molto difficile. I costi della tassidermia sono elevatissimi, io ho contatti anche con colleghi europei ai quali è stata chiesta anche l'imbalsamazione di un Dogo argentino può venire a costare al cliente finale anche 1.500 euro. E poi come mi ha insegnato il mio maestro riuscire a restituire lo stesso sguardo ad un animale con il quale si è condiviso tanto oltre che essere difficilissimo, infatti usava spesso delle fotografie per un risultato migliore, può essere sconvolgente".

L'arte della tassidermia ha avuto un ruolo importantissimo negli anni delle esplorazioni. Infatti nelle spedizioni oltre alla figura del cartografo era necessaria anche la presenza di un preparatore, il cui ruolo era quello di studiare gli animali e riproporli per i musei e per le ricerche scientifiche nelle loro movenze naturali. Quest'arte negli anni, oltre che perfezionarsi, ha aperto numerosi scenari portando diventando terreno fertile anche per le polemiche, nonostante tutto all'estero esistono diversi laboratori dai quali spuntano gioielli e altre particolarissime sculture tassidermiche. In Inghilterra ad esempio è maturato un particolare interesse per l’epoca vittoriana e dal diffondersi dell’iconografia e l’estetica della sottocultura goth, l’antica arte tassidermica è diventata praticamente una moda una moda. Televisivamente parlando, uno dei cani imbalsamati più celebri è Rowdy, il compagno di avventure di JD e Turk nel telefilm Scrubs.

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