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Brogi: "Sport outdoor e commercio, lavoriamo per la ripartenza"

L'assessore svela alcune delle idee per i prossimi mesi: "Palestra alla Maggiolina, pista bike al Montetto e segnaletica d'effetto abbellire il centro. Nella speranza che finisca il valzer dei colori".

L'intervista di CDS
Lorenzo Brogi

La Spezia - Non c'è solo il commercio sulla scrivania di Lorenzo Brogi. L'assessore dal suo ufficio affacciato sui Giardini, Viale Italia e la Morin guarda avanti con attenzione all'arrivo della primavera e all'importanza delle attività all'aria aperta. "Se il nostro progetto sarà premiato tramite il bando "Sport nei parchi" realizzeremo una palestra a cielo aperto alla Maggiolina, sulla falsa riga di quella che è al Montagna", spiega Brogi.
"A maggio - prosegue l'assessore al Commercio, allo Sport e al Decoro urbano - inizieranno i lavori per la pista da mountainbike all'interno del campo del Montetto di Pegazzano. Vedremo in seguito se ampliare il percorso verso il Colombaio. Puntiamo molto sulla creazione di opportunità di praticare sport all'aria aperta per i cittadini".

A che punto è, invece, l'approvazione del documento sul commercio discusso alcune settimane fa (leggi qui)?
"Presto la bozza di delibera sarà discussa per il licenziamento nella commissione presieduta da Fabio Cenerini. Si tratta dell'intesa con la Regione, che viene dopo il parere positivo delle associazioni di categoria. E' un provvedimento molto atteso".

In che cosa consiste?
"Di fatto ci sarà la reintroduzione delle autorizzazioni per alcune tipologie attività in alcune aree della città come il centro storico e i portici di Canaletto e Migliarina, zone in cui si prediligerà il commercio di qualità. Inoltre sarà incentivata la vendita di prodotti a filiera corta e la promozione di prodotti certificati".

Negozi di qualità in contesti di pregio. Serve anche un buon decoro...
"Gli uffici stanno revisionando il Piano del paesaggio urbano per garantire alla città più decoro. Questo documento amplia e migliora quanto potrebbe essere introdotto dall'intesa e ha l'obiettivo di alleggerire i vincoli che non hanno più senso di sussistere e ai quali sono sottoposte le attività. Si punta a una semplificazione per migliorare la qualità dei manufatti e arrivare coordinamento di insieme di tutto ciò che attiene al paesaggio e all'estetica cittadina".

Non sembra convinto dell'efficacia dell'intesa...
"L'intesa è uno strumento utile che aiuterà a migliorare le cose, ma servirebbe una riforma a livello statale del comparto del commercio. Le leggi Bolkestein e Bersani hanno snaturato il tessuto commerciale con una liberalizzazione senza freni inibitori per alcune tipologie di attività che alla lunga hanno danneggiato il settore, anche a causa di aperture multiple e ridondanti. Servirebbe una riforma che porti a dare agli enti locali maggior potere decisionale in materia di commercio. L'intesa con la Regione è oggi l'unico strumento a disposizione e ricordiamo che è circoscritto ad aree individuate sulla base dei criteri di tutela dei beni culturali e architettonici previsti dal decreto Madia".

In pratica un ritorno alle licenze?
"Non si tratta di licenze, ma qualcosa di molto simile. Ma, ripeto, dovremmo andare oltre il Piano regionale del commercio".

Quanto manca all'introduzione della Deco, la Denominazione di origine comunale?
"Siamo in procinto di formare la commissione, per essere pronti in tarda primavera a rilasciare le prime denominazioni. La Deco porta in seno la valorizzazione del territorio, dei suoi prodotti e della sua storia. Ritengo sia interessante anche dal punto di vista turistico e infatti è in corso una collaborazione con l'assessore al Turismo, Maria Grazia Frijia, per unire gli scopi della sua delega con quelli del Commercio e dello Sport. Sono fiducioso che grazie a questo lavoro la nostra Deco possa essere un marchio di promozione da esportare fuori dai confini e possa veicolare interesse".

Il quadro sanitario e l'arrivo dei vaccini fanno guardare ai prossimi mesi con un minimo di ottimismo, anche perché si intravede la bella stagione, anche se lontana. C'è un po' più fiducia nel mondo del commercio?
"Il bel tempo favorisce le uscite da casa. Domenica c'era tanta gente in giro, ma la crisi inibisce gli acquisti per l'incertezza che regna sovrana. Con il valzer dei colori, poi, la situazione si complica ulteriormente. La speranza è che non ci spostiamo dal giallo, se non verso il bianco, perché c'è un estremo bisogno di tornare alla normalità. In questo frangente dobbiamo chiedere ai più giovani il massimo rispetto delle regole, che sono uguali per tutti. Per sostenere il commercio, però, non bastano solamente il sole e il ritorno al colore giallo: servono aiuti per le imprese e un serio ripensamento delle misure perché quelle attuali sono troppo drastiche e colpiscono solo alcune categorie".

I saldi iniziati nei giorni scorsi come stanno andando?
"La prima domenica ha dato uno spunto all'economia locale, ma non è sufficiente. La riga si tira alla fine di questo mese, sperando che rimaniamo sempre gialli. Se così non sarà la spinta data dall'aver posticipato i saldi sarà persa".

Nei prossimi mesi ci saranno novità per quanto riguarda l'arredo urbano?
"Stiamo sviluppando il Piano del marketing del 2018. Dopo la Città fiorita stiamo pensando di fare nuovi interventi con installazioni verticali e aeree di segnaletica, indicazioni, scritte, poesie, frasi di benvenuto all'arrivo in centro città... Le collocheremo in punti strategici e di effetto, ma il tutto si potrà apprezzare solamente post Covid: lavoriamo per la ripartenza. Anche in questo procediamo fianco a fianco con Frijia e il suo assessorato, per abbellire il centro storico, che è il nostro centro commerciale naturale. Inoltre abbiamo acquistato una trentina di panchine e rastrelliere per sostituire alcuni arredi presenti o installarli in nuovi punti del centro e delle periferie, come in Viale Italia, a Migliarina. Nel secondo semestre dell'anno ne acquisteremo altre".

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