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Bornia: "Piano vaccini nazionale e regionale: disabili dimenticati"

La denuncia
Bornia: "Piano vaccini nazionale e regionale: disabili dimenticati"

La Spezia - "Le persone disabili non ricoverati nei centri di riabilitazione o nelle Rsa sono escluse dal Piano prioritario vaccinale nazionale. Mancano infatti nell’elenco di prima fase della campagna di vaccinazione quei soggetti con patologie croniche e chi li assiste, quindi caregiver, badanti e famigliari. Una situazione incredibile, denunciata dalle associazioni di tutela dell’handicap locali e Nazionali, in particolare la Consulta provinciale e Regionale che con una lettera indirizzata al presidente Toti chiede che la Regione Liguria (in mancanza di emendamenti del Ministro della sanità Speranza al piano nazionale vaccini) inserisca le persone con handicap e i loro assistenti nell’elenco prioritario". Lo denuncia Mauro Bornia, presidente della Consulta provinciale disabili e consigliere di quella regionale.

"Eppure - prosegue Bornia - il 2 dicembre scorso nella presentazione del piano delle vaccinazioni la Camera aveva approvato una risoluzione che impegnava il governo ad assicurare in via prioritaria la protezione alle persone che versano in condizioni di fragilità. Risultato? A livello nazionale nessuno, mentre l’unica Regione che si è mossa è stata quella del Lazio che con una propria determina ha inserito nella fase 2 “le persone con commorbilità severa, immunodeficienza e disabilità di ogni età” cioè i soggetti fragili non considerati nel piano nazionale di prevenzione Covid-19. All’inizio eravamo convinti che si trattasse della solita “svista” dovuta alla superficialità con cui si pensa alla disabilità che, nostro malgrado, siamo costretti a registrare anche da parte di chi, invece, quelle conoscenze dovrebbe avere, ma nonostante i ripetuti appelli a distanza di settimane assistiamo ad un assordante silenzio da parte del ministro Speranza e del commissario straordinario Arcuri. Chiediamo semplicemente con urgenza e certezza la garanzia del pieno accesso alle cure e alla salute in condizioni di sicurezza ed agibilità anche rispetto alle varie forme di disabilità, differenti fra loro, a partire dai vaccini che dovranno essere garantiti per tutti, soprattutto per le persone con quadri clinici di particolare rischio e non soltanto per coloro in stato di ricovero. Non si capisce proprio la decisione di aver esentato i disabili dall’obbligo delle mascherine e il rispetto del distanziamento e non aver previsto per loro una forma di priorità per i vaccini. Non si può certo pensare di chiuderli in casa perché neppure questo li metterebbe al riparo dal contagio essendo assistiti da famigliari o badanti, così come dovrebbe essere prioritario far accedere i componenti del nucleo famigliare di chi è affetto da disabilità mentale grave, che oltretutto stanno vivendo da mesi condizioni pesantissime a causa della parziale chiusura dei centri di riabilitazione e temono di portare a casa il contagio.
In mancanza di certezze a livello nazionale chiediamo quindi alla Regione Liguria di pronunciarsi adeguatamente sul piano di vaccinazione per chi risulta più esposto alle avversità causate dal virus, in tempi celeri e definitivi", conclude Bornia.

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