Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 09 Aprile - ore 23.15

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Bonifica Pitelli, i soldi per partire ci sono. Ma da dove?

La Regione finanzia due progetti di interventi nel Sir e nell'ex area di Pertusola. Federici: "Visto, più veloci adesso che quando eravamo sito nazionale".

Bonifica Pitelli, i soldi per partire ci sono. Ma da dove?

La Spezia - Due milioni e 600mila euro per dare il via alla bonifica del sito industriale nell’area ex Pertusola sopra Lerici e per la bonifica dell’ex sito di interesse regionale di Pitelli alla Spezia. Sono stati stanziati dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli. E di questi un milione e 300mila euro saranno utilizzati per la messa in sicurezza delle vecchie strutture inquinanti dell’ex sito industriale di Pertusola, tramite asportazione della sorgente primaria dell’inquinamento e del materiale residuo, partendo, come ha speficato in sede di conferenza stampa dal sindaco Marco Caluri, dalla condotta. Un progetto il cui valore complessivo è di circa 3 milioni e che verrà finanziato per 1,3 milioni di euro dalla Regione e per la restante parte suddiviso tra l’Autorità Portuale della Spezia e il concessionario, la Navalmare. Ulteriori 1,3 milioni di euro sono stati stanziati, a favore del Comune della Spezia per rimuovere piccole quantità di terreno inquinato, sulla collina di Pitelli, di proprietà di privati che non hanno contribuito all’inquinamento. "E' una delibera importante per il territorio grazie a fondi ministeriali giacenti per il Sir di Pitelli - ha detto l'assessore regionale allo sviluppo economico Renzo Guccinelli in sede di presentazione -, che dà il via ad interventi sollecitati dai comuni di Lerici e la Spezia".

Alla dottoressa Fabrizia Colonna, direttrice di Arpal provinciale, il compito di spiegare la natura dei due distinti interventi: "Puntiamo finalmente alla risoluzione del problema senza guardare indietro. Sono state individuate zone di inquinamento, facendo l'analisi del rischio: alla Spezia l'inquinamento è dovuto al piombo che si mischia, a macchia di leopardo, con il benzopirene. Per questo è in corso di elaborazione da parte di Ire e Arpal un progetto ad hoc con relativa gara d'appalto. Nella parte lericina la situazione è più complessa e massiva e serviranno certamente altri soldi per la bonifica". "Concretizziamo il lavoro di un anno e mezzo - ha aggiunto Davide Natale - e diamo risposte ad aziende e cittadini secondo la linea che abbiamo presentato in consiglio comunale. Ora vogliamo fare lo stesso nelle aree militari per eventuali progetti di bonifica. Con il sindaco Massimo Federici e il presidente Burlando abbiamo scritto al Ministro Pinotti per un intervento da parte del Ministero". Propositi inediti, resta da capire se la caratterizzazione all'interno delle pertinenze militari sia stata fatta o si debba ancora fare.
Nel ringraziare la Regione Liguria, invece Massimo Federici ha voluto togliersi quelli che lui stesso chiama 'sassolini nella scarpa': "Siamo di fronte ad un percorso concreto e ai 'soldoni del Sin' voglio sottolineare come la mia esperienza rispetto a quei meccanismi sia stata negativa. Con le modalità e i tempi romani si doveva attendere anche oltre un anno per convocare una semplice conferenza dei servizi e per una decina d'anni è stato così. Col Sir possiamo agire, decidere. E poi in questi giorni leggo che fra le figure apicali di chi doveva gestire la questione Sin c'era chi falsificava le carte per spartirsi i soldi".

Si conoscono dunque le cifre di massima, la natura degli interventi, ma non il dove. Si sa che alla Spezia sarà una sorta di 'bonifica da campo', un "lavoro piccolo ma prolungato nel tempo a hot spot". Ma i luoghi non sono ancora chiari: a precisa domanda, si è parlato di una ventina di hot spot. Probabilmente la zona interna alla Polveriera, quella di San Bartolomeo e Ruffino, orti e giardini di privati, oggi coltivati ma potenzialmente a rischio. Ma manca (o non è stata opportunamente indicata in conferenza stampa) una mappatura delle aree: sul sito dell'Arpal emergono soltanto quelle aree pubbliche e private di soggetti detti in senso lato "non inquinatori" (tipo E) indagate con esecuzione di caratterizzazione, monitoraggio delle acque sotterranee e Analisi di Rischio di secondo livello. E naturalmente da questo discorso rimangono fuori le aree dei rifiuti per le quali è prevista la messa in sicurezza permanente, come nel caso della famosa area del Campetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News