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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 19.06

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Associazioni spezzine fanno rete per insegnare la lingua ai migranti

"L'accoglienza fa parte della cultura del nostro territorio. Decreto sicurezza porterà all'aumento di situazioni illegali".

Associazioni spezzine fanno rete per insegnare la lingua ai migranti

La Spezia - Una rete di doposcuola per migranti in tutto il territorio provinciale con l’obiettivo di offrire loro un sostegno nell’apprendimento della lingua italiana, passaggio indispensabile per favorire la loro integrazione sociale e lavorativa. E’ una delle concrete iniziative prese da alcune associazioni che si sono messe insieme allo scopo di far conoscere e valorizzare quanto si sta facendo su questo delicato terreno "non solo per esprimere solidarietà e impegno civile - spiegano - ma anche per cogliere opportunità dalla presenza dei migranti nella nostra provincia". Le associazioni, con l’aiuto del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) e con il contributo del Sermig ((Servizio missionario giovani) hanno realizzato un percorso di formazione per oltre 20 volontari, tra cui diversi ex insegnanti, che aiuteranno i migranti nell’apprendimento della lingua.

Le associazioni sono: Acli Sarzana, Acli Patronato La Spezia, Amici di padre Damarco (Sarzana), Anpi Sarzana, Arci (vallata del Magra), Associazione Libertà e Giustizia (La Spezia), Banca Etica (Sarzana), Betania Amici del Sermig (La Spezia), Consorzio Cometa (La Spezia), Libera (Sarzana) e Voltalacarta (Sarzana, Castelnuovo Magra).

Rappresentanti delle Associazioni si sono incontrati nei giorni scorsi e hanno preso in esame il cosiddetto “Decreto Sicurezza” che, secondo loro, provocherà l’aumento incontrollato di situazioni illegali , terreno di coltura per la criminalità presente nel nostro Paese. "Abolire la protezione umanitaria e sostituirla con il permesso di soggiorno per motivi speciali - spiegano i sodalizi - aumenterà i contenziosi giudiziari perché quella disposizione è in contrasto con i principi della Costituzione". Nel corso dell’incontro sono state annunciate iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica "ai valori dell’accoglienza che fanno parte delle tradizioni e della cultura del nostro territorio. Le stesse che hanno reso possibili in Val di Magra i buoni risultati ottenuti dagli Sprar".

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