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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 23.44

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Asl 5, in tre mesi spesi 340mila euro in Dpi

Per far fronte all'emergenza coronavirus, alla carenza di camici, tute e mascherine e ai forfait dei fornitori l'azienda sanitaria ha acquistato senza gara, ma con indagine di mercato, come previsto dalle norme.

La Spezia - Nelle settimane più difficili dell'epidemia da coronavirus l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale era complicatissimo. Molte Asl, compresa quella spezzina, si trovarono in enorme difficoltà ed ebbero a trovare anche porte chiuse a doppia mandata.
La situazione stava precipitando, ma alla fine gli uffici acquisti di Via Fazio trovarono i fornitori di mascherine, camici, tute... beni assolutamente indispensabili per proteggere il personale sanitario e i pazienti. Beni per i quali nei mesi di aprile, maggio e giugno la Asl 5 ha speso ben 341.874,4 euro.

E' quanto emerge dagli atti di ricognizione giuridica relativi all'acquisto dei Dpi nel trimestre aprile-giugno.
"Asl 5 si è trovata nella necessità di dover affrontare l'emergenza sanitaria in atto provvedendo a fornire i necessari dispositivi di protezione dei contagi virali e di cura in quantità e tipologia non previste per far fronte alle mutate esigenze delle strutture ospedaliere e territoriali - si legge nel documento -. Per far fronte a tale imprevedibile surplus di fabbisogni Asl 5 è ricorsa in prima istanza al fornitori già individuati da gare centralizzate emettendo ordini di fornitura alle condizioni contrattuali in corso, ma detti fornitori hanno dichiarato, con documentazione agli atti della S.C. Programmazione di non poter provvedere alle consegne del beni in quanto sprovvisti della merce ordinata e comunque impossibilitati a rispettare le consegne a causa dell'emergenza sanitaria. Preso atto che l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale forniti dalla Regione Liguria tramite la Protezione civile, inizialmente non è stato tempestivo e non sono stati sufficienti a soddisfare la domanda interna, determinata da fabbisogni definiti e monitorati dal Responsabile della prevenzione protezione, cui non hanno potuto far fronte neppure le donazioni di privati ed associazioni, le esigenze immediate hanno dovuto essere soddisfatte con la massima celerità possibile per scongiurare un pericolo imminente per la salute degli operatori sanitari".
Per sopperire alle necessità non derogabili si è provveduto ad emettere ordini di fornitura con aggiudicazione diretta a operatori economici diversi in grado di rispettare i vincoli tecnici e temporali dell'urgenza, previa indagine di mercato.

Acquisti svolti in emergenza, che hanno portato a spendere tra aprile e maggio 189.421 euro principalmente per l'approvvigionamento di decine di migliaia di camici sterili e centinaia di camici rinforzati, ma anche di 20mila cuffie sterili e oltre 16mila tute, mentre a giugno la spesa è stata di 152.452 euro per l'acquisto di altre decine di migliaia di camici, 650 mascherine Ffp3, 3.000 Ffp2 e altre 5mila cuffie sterili.
Numeri che rendono l'idea di quali siano stati il livello di emergenza e la complessità della situazione vissuta la primavera scorsa tra Sant'Andrea e San Bartolomeo.

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