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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 23.40

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Aree militari, Pinotti: "Lavoro epico" | Foto

Il sindaco e il ministro della Difesa rivendicano gli accordi degli ultimi anni con la Marina. Il direttore dell'Agenzia del demanio: "Città smart nell'utilizzo di federalismo demaniale e baratto amministrativo". Tartarini: "Convivenza possibile".

Aree militari, Pinotti: `Lavoro epico`<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/Il-ministro-della-Difesa-in-citta-per-2379_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - "Il lavoro complessivo che abbiamo fatto alla Spezia nell'ambito della cessione o della concessione delle aree militari è qualcosa di epico". Parola del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, quest'oggi in città per siglare l'accordo sul trasferimento di 2.500 metri quadri e degli "ex locali lavanderia" tra l'Aeronautica, il Comune della Spezia e l'Agenzia del demanio.
"Ho iniziato il percorso come sottosegretario - ha ricordato il ministro -, con l'operazione che ha riguardato l'ex ospedale Falcomatà, al quale sono seguiti numerosi altri accordi. Non sono state operazioni semplici, ma attraverso la task force strutturata a Roma con i vertici militari abbiamo creato condizioni e strumenti per raggiungere questi traguardi. La Marina rimane alla Spezia, ma abbiamo trovato le soluzioni per una convivenza migliore con la città. E oggi aggiungiamo due tasselli al mosaico".

Il sindaco Massimo Federici ha parlato di "un rapporto con la Marina con momenti innovativi e interessanti". Ed è poi passato ad elencare tutte le biglie andate in buca nel corso degli ultimi anni.
"Qualche giorno fa sono stato al Montagna dove stanno stendendo il manto della nuova pista: entro fine mese avremo il più bel campo di atletica leggera all'aperto d'Italia. Affianco procedono i lavori del Falcomatà e i laboratori. Università e ricerca si incontrano e si compenetrano in luogo evocativo come arsenale, che va sempre di più verso un utilizzo duale. Inoltre grazie al federalismo demaniale e all'inventiva dell'architetto Erario abbiamo acquisito il sistema dei forti e delle mura e il grande compendio della polveriera di Valdurasca. Non dimentichiamo l'area delle casermette, dove presto sorgeranno imprese che operano nel settore della nautica e del refitting, e l'area ex Inma grazie alla quale potranno essere effettuati interventi urbanistici a favore dei residenti della zona. Attività che ben si intrecciano con il contributo governativo di 17 milioni di euro che abbiamo ottenuto per riqualificare i quartieri del Levante. Un quadro la cui cornice abbraccia tutto il territorio cittadino e che si completa oggi con Cadimare e con l'accordo sulla sperimentazione di accesso all'area di 5.000 metri quadri ottenuta in concessione per la popolazione di Marola".
"Una serie di risultati così significativi - ha rivendicato in conclusione il primo cittadino - non è mai stata centrata nemmeno nei tanto decantati anni Ottanta".

Un'opinione confermata dal direttore dell'Agenzia del demanio Roberto Reggi: "In questa città abbiamo trovato una interlocuzione particolarmente costruttiva. La Spezia ha portato a frutto al massimo la legge sul federalismo demaniale del 2010, dimostrandosi una delle città più smart in questo senso. Le fortificazioni per lo Stato era un costo, mentre oggi, grazie ai 3 milioni di euro che il Comune ha impegnato per i prossimi anni, diventeranno parte di un sistema al servizio degli escursionisti e del turismo. A questo si è aggiunto un utilizzo del baratto amministrativo, che consente di ottenere per esempio aree in cambio di lavori e al quale l'amministrazione spezzina ha fatto immediatamente ricorso per l'operazione di Cadimare".

In base all'accordo siglato oggi il Comune corrisponderà all'Aeronautica la somma di 180mila euro (questo il valore stimato dall'Agenzia del demanio) in quattro anni, inserendo gli interventi nel Piano delle opere. Inoltre è stata regolarizzata, con la cessione definitiva a Palazzo civico, la posizione di due aree in uso al borgo di Cadimare dal 1998 (vedi immagini nella fotogallery).
Per quel che riguarda lo spazio a mare che l'amministrazione ha ottenuto in concessione per 19 anni dietro il pagamento di un canone di 5.000 euro annui, la vera novità è l'intesa sul sistema di accesso che sarà concesso ai civili dopo la realizzazione della nuova recinzione (per la quale i fondi sono già stati stanziati) che separerà la base navale dal "waterfront marolino". In via sperimentale i cittadini potranno transitare attraverso il varco di Porta Marola senza limitazioni, consentendo così alla Marina militare di valutare i flussi di persone e le eventuali modifiche da apportare in futuro.

Ad entrare maggiormente nel dettaglio delle due operazioni è l'assessore alle Aree militari, Jacopo Tartarini, che ha seguito da vicino la stesura degli accordi e dei protocolli.
"A Cadimare le condizioni del caseggiato delle ex lavanderie consigliano l'abbattimento dello stabile e la ricostruzione, che, al termine percorso di coinvolgimento della popolazione, potrebbe anche avvenire con posizione e dimensioni differenti per consentire un migliore utilizzo dell'area consegnata al paese. Pensiamo all'utilizzo che potrà essere fatto del nuovo edificio dalle associazioni del luogo e dalla borgata marinara, dando anche ai cadamoti la possibilità di avere molto spazio in più per gli utilizzi sociali".
Ma quello che Tartarini tiene a sottolineare è l'approccio nuovo che sta alla base dell'utilizzo misto di aree interne alle mura arsenalizie.
"Valichiamo un muro, questo è un bene per Marola, che avrà un più semplice e ampio accesso al mare, e per Cadimare, ma soprattutto è la prova che civili e militari possono convivere anche all'interno di un perimetro chiuso. E questo è il criterio in forza del quale - sostiene l'assessore - molti altri accordi potranno essere stretti in futuro. E' la dimostrazione che la si può superare la convinzione, che talvolta è dei militari, talvolta dei civili, che non sia possibile alcuna mescolanza".

Se il secondo mandato Federici e l'assessorato di Tartarini si chiudono con due ulteriori accordi, i successori dovranno gestire il percorso di acquisizione e riqualificazione delle due aree, mantenendo lo sguardo verso l'orizzonte degli altri beni militari che fanno gola alla città, l'area ex Mardichi e la striscia della base navale corre lungo il Lagora e si estende dai laboratori dell'università al Museo navale.

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