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Area Enel, liberi solo 10 ettari. Ed è previsto un laghetto con le rane

Le ultime ipotesi presentate dall'azienda al mondo economico spezzino, che ha a sua volta illustrato le proposte da affiancare all'impianto a turbogas e ai pannelli fotovoltaici.

Esclusiva CDS

La Spezia - Inizia a prendere forma il futuro dell'area Enel. Negli ultimi anni e negli ultimi mesi gli stravolgimenti sono stati molti, ma l'ipotesi attuale è quella che sembra difficilmente modificabile nel caso in cui si vada davvero verso la riconversione dell'impianto a carbone verso una nuova centrale a turbogas. A illustrare il progetto è stata la stessa Enel, nel corso di una riunione che si è svolta nei giorni scorsi nella sede di Confindustria per consentire all'azienda di presentare alla Regione e ai possibili portatori di interesse le idee di massima che possano delineare eventuali utilizzi delle aree considerate da Enel non più strategiche per la sua attività.

E' così che è emerso che, di fatto, saranno restituite alla città per usi di tipo produttivo aree per una superficie totale compresa tra i 7 e i 10 ettari.
Enel ha infatti spiegato di aver presentato al ministero per lo Sviluppo economico il progetto di un hub energetico che fa perno sul ciclo combinato oltre a sistemi di produzione da fonte rinnovabile (fotovoltaico) e storage energetico.
Per realizzare questa proposta Enel avrebbe bisogno di tutte le aree a sua disposizione, ma poiché l'incidenza in termini occupazionali sarebbe certamente inferiore a quella attuale l'azienda ha pensato di non utilizzare delle aree in cui sono presenti oggi i carbonili (C e D, nell'immagine) rinunciando agli impianti fotovoltaici previsti e lasciandole a disposizione delle proposte dell'imprenditoria consentendo così di avere ricadute economiche e occupazionali più importanti. L’area C, in particolare, è già pronta per essere utilizzata.
Dei circa 70 ettari di proprietà Enel 26 sono quelli non utilizzabili a causa della presenza di boschi. In qualche modo assimilabile a questa categoria dovrebbe diventare l'area dell'ex bacino ceneri (E), con una superficie di 9 ettari. Lì, infatti, dopo la bonifica e la messa in sicurezza Enel ha pensato a una modifica orografica con la creazione di un laghetto all'interno del quale potrebbero essere introdotti numerosi esemplari di rana dalmatina, altrimenti nota come rana agile.
L’area B (10 ettari), nella quale insistono oggi la sala macchine e gli impianti ausiliari, sarà occupata dal ciclo combinato, mentre l’area A (16 ettari), che oggi accoglie le caldaie, i serbatoi, gli uffici e l'officina, sarà destinata all'installazione di impianti fotovoltaici abbinati a impianti di storage. Il fotovoltaico previsto produrrà circa 1,3 MW.

L'azienda prevede il ciclo semplice a gas concluso nel 2023 e la chiusura del ciclo combinato nel 2025, data cardine stabilita dal ministero e dal Piano nazionale per uscire dal carbone. Tra il 2021 e il 2022 si dovrebbe procedere con le demolizioni e la costruzione del ciclo aperto e fermando constestualmente la produzione da carbone.

Le idee che la città, gli enti di ricerca e il mondo economico locale hanno elaborato nel tempo e che sono state elencate nell'incontro dell'altro giorno sono "Power to gas", presentata dalle organizzazioni sindacali nei mesi scorsi, il "Polo di trasferimento tecnologico di soluzioni sostenibili per la cantieristica e l’economia del mare", l'impianto di produzione di materiali ecosostenibili per la nautica e per il comparto eolico, un focus sull’energia per la blue economy, lo sviluppo definitivo del progetto Green port (con l'elettrificazione delle banchine, principalmente per le navi da crociera, e dei mezzi portuali), centro di ricerca nei settori presenti sul territorio, centri di formazione sugli stessi temi, aree per la nautica...
La ex presidente di Confindustria, Francesca Cozzani, ha poi ribadito la proposta di realizzare alla Spezia il primo dimostratore in Italia per la produzione di idrogeno e metano sintetico da fonte rinnovabile non programmabile, mentre l'ingegner Roberto Guido Sgherri, presidente della Fondazione Its, ha proposto di caratterizzare il sito con aziende di sviluppo e servizio software nelle varie declinazioni, aziende di sviluppo elettronica e prodotti elettronici, di sistemistica meccatronica (anche pesante per cantieristica navale e ingegneria civile), di servizi per automazione navale ed industriale, di robotica e sistemistica e di efficientamento processi produttivi.

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