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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Luglio - ore 07.25

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Appello dei pacifisti: "Il porto non invii materiali militari ai sauditi"

Un corposo gruppo di associazioni fa appello a lavoratori e istituzioni.

"Rispettare trattati"
Appello dei pacifisti: "Il porto non invii materiali militari ai sauditi"

La Spezia - No, da Spezia armamenti non ne devono partire. Questa la ferma convinzione di un nutrito gruppo di sodalizi locali che sta seguendo con attenzione i fatti genovesi. "A seguito della mobilitazione delle nostre associazioni nazionali e locali - spiegano in una nota -e, soprattutto, dell’annuncio di scioperi da parte dei sindacati dei lavoratori portuali di Genova, in particolare CALP e FILT-CGIL, l’Agenzia Marittima DELTA ha confermato ieri che non provvederà all’imbarco degli 8 generatori della Teknel sulla nave-cargo saudita Bahri Jazan destinati al porto di Jeddah attualmente stoccati presso i magazzini del Centro di Smistamento Marittimo di Genova. I generatori saranno inviati via terra “ad altra destinazione”. Consideriamo il mancato imbarco un risultato significativo, frutto delle sinergie tra le nostre associazioni e reti nazionali e locali con i lavoratori portuali di Genova ed i loro sindacati di rappresentanza. Nei giorni precedenti l’arrivo della nave-cargo saudita Bahri Jazan avevamo, infatti, fatto appello alle maestranze del porto di Genova di non prestare il proprio servizio per operazioni di carico di merci e materiali militari o di uso duale destinati all’Arabia Saudita".

A parlare sono Accademia Apuana della Pace, ACLI La Spezia, Acqua Bene Comune La Spezia, ANPI Sarzana, ARCI La Spezia, Associazione L’Alveare La Spezia, Associazione Culturale Mediterraneo La Spezia, Associazione di solidarietà al popolo Saharawi La Spezia, Cittadinanza Attiva La Spezia, Emergency La Spezia, Gruppo di Azione Nonviolenta La Spezia, Legambiente La Spezia, La Sinistra La Spezia, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza (OPAL) di Brescia.

"Essendo ignota al momento la destinazione che i generatori dovranno raggiungere via terra - proseguono - annunciamo che terremo monitorato il porto della Spezia. Rinnoviamo il nostro appello a tutte le maestranze del porto della Spezia a non prestare alcun servizio per operazioni di carico di merci e materiali militari o di uso duale destinati all’Arabia Saudita e agli altri Paesi intervenuti nel conflitto in Yemen. Ribadiamo che non è compito né delle autorità locali (Prefettura, Questura, Autorità Portuale), né dell’azienda stabilire se si tratta o meno di materiali militari: ciò viene definitivamente stabilito dall’Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) che ne autorizza l’esportazione proprio in quanto materiali militari e con le opportune procedure".

Le associazioni chiedono "di nuovo al Governo italiano di sospendere l’invio di ogni tipo di materiali d’armamento alla coalizione miliare capeggiata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti che da più di quattro anni è intervenuta nel conflitto in Yemen utilizzando anche bombe aeree di fabbricazione italiana per effettuare bombardamenti indiscriminati e causando migliaia di vittime innocenti. Queste esportazioni sono in totale contrasto con la legge 185/1990 e col Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT) ratificato dal nostro Paese".

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