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Anche gli spezzini potranno sposarsi in ville e appartamenti privati

Il Comune è pronto ad approvare un regolamento che consentirà di avanzare una manifestazione di interesse per far parte dell'elenco delle location esterne a Palazzo civico: la decisione spetterà a una commissione.

Matrimoni e unioni civili
Anche gli spezzini potranno sposarsi in ville e appartamenti privati

La Spezia - Presto alla Spezia ci si potrà sposare anche all'interno di ville e appartamenti privati, senza dover ricorrere a messe in scena: la celebrazione di nozze e unioni civili nei luoghi che saranno valutati idonei da una commissione avrà infatti lo stesso valore del rito compiuto all'interno di Palazzo civico, sulla terrazza del Castello San Giorgio o al Camec.

La commissione Statuto e Regolamenti, presieduta da Simone Vatteroni, ha approvato ieri, all'unanimità, il Regolamento per la celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili presso luoghi diversi dalla casa comunale acquisiti tramite manifestazione d'interesse da parte di privati cittadini", presentato dall'assessore ai Servizi demografici, Gianmarco Medusei, e dal dirigente dei Servizi informativi, Giorgio Pellitteri. In pratica, una volta che il consiglio comunale avrà approvato la proposta di regolamento, si potrà candidare la propria casa o qualunque altro spazio privato ritenuto di fascino come sede di matrimonio o unione civile. La commissione, che sarà costituita dal Comune con la partecipazione di esperti in storia dell'arte, urbanistica e altri settori da individuare, valuterà la proposta in base a criteri relativi alle peculiarità culturali, usi, costumi e tradizioni della città. In caso di valutazione positiva, ci sarà l'inserimento all'interno di un elenco di possibili location per matrimoni e unioni civili. Il privato dovrà occuparsi di pulizia e guardianaggio dell'immobile, e mettere nella disponibilità del Comune uno spazio per un periodo di tempo minimo prestabilito.

Gli sposi dovranno comunque corrispondere all'amministrazione comunale una somma vicina ai 400 euro che occorrono oggi per la celebrazioni di matrimoni e unioni civili al Castello San Giorgio e al Camec, per sostenere le spese di impiego dei funzionari e di altre pratiche.
"Andiamo così a offrire anche agli spezzini l'opportunità di accedere a immobili prestigiosi sotto il profilo storico e paesaggistico. Così ci adeguiamo ai tempi e andiamo nel solco della valorizzazione della vocazione turistica della nostra città", ha detto Medusei.
Patrizia Saccone si è detta d'accordo con l'iniziativa, ma ha giudicato la proposta "limitata" ricordando il periodo da assessore ai Servizi demografici e le richieste di poter celebrare le nozze su navi da crociera, sul Ponte Thaon di Revel, allo Stadio Picco, in Piazza Verdi... e di aver dovuto esaudire la richiesta replicando nella location desiderata la cerimonia che era già stata celebrata in Comune. "Luoghi pubblici come questi - ha affermato - dovrebbero essere aggiunti all'elenco delle possibili location". "Oggi stiamo parlando di strutture private, non comunali, ma non chiudiamo nessuna porta. Per i luoghi all'aperto e le piazze, però, ci vogliono anche verifiche dal punto di vista della sicurezza. Per il resto credo non ci saranno problemi a valutare luoghi come lo stadio o il Museo Lia, per esempio", ha risposto l'assessore.
Da Paolo Manfredini sono arrivate alcune domande su dettagli tecnici ed economici ancora da definire, mentre Massimo Lombardi ha espresso il suo parere favorevole ricordando di aver celebrato diversi matrimoni nel corso dell'estate e ritenendo molto suggestiva la possibilità di organizzare il giorno più importate della propria vita in un luogo particolare.

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