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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 08 Luglio - ore 23.28

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Alcuni locali del centro: "No alla chiusura anticipata nel week end"

Un secondo fronte di gestori di attività che operano soprattutto la sera affida a CDS le sue lamentele nei confronti dell'ipotesi ventilata dall'amministrazione comunale. Voci contrarie anche al progetto della movida alla Morin.

"Serve più sicurezza"
Alcuni locali del centro: "No alla chiusura anticipata nel week end"

La Spezia - Sin dal suo esordio alcuni anni fa il fenomeno della movida ha dimostrato di essere tema complesso e di non semplice soluzione. All'inizio se ne parlava poco: i problemi riguardavano pochi locali e pochi condomini e le beghe venivano giocate a suon di carte bollate e risarcimenti. Poi, con il moltiplicarsi dei punti di ritrovo serale e l'arrivo del turismo, si è cercato di gestire l'argomento mettendo in piedi un progetto che permettesse alle tre categorie - gestori, avventori e residenti - di dialogare e comprendere le differenti esigenze. Oggi alle ruggini rimaste e a quelle che si sono sviluppate negli ultimi anni si aggiungono le difficoltà economiche della categoria che più di ogni altra ha sofferto la lunghezza del lockdown, i problemi nel far rispettare il distanziamento sociale imposto per questioni sanitarie e la voglia di svago "a tutti i costi" di una parte della gioventù spezzina. Se prima pensare di trovare una soluzione che accontentasse tutti era difficile, oggi sembra letteralmente impossibile.

Nelle ultime settimane ha preso corpo l'idea di un gruppo di locali di allestire una dependance del centro storico in Passeggiata Morin (leggi qui) mentre parallelamente si faceva strada l'idea di imporre un orario di chiusura a tutti i locali del centro per provare a limitare gli episodi di ubriachezza molesta e risse che si sono verificati a notte inoltrata nel corso degli ultimi week end.
Temi sui quali oggi intervengono altri gestori, di altri locali.
"Rispetto a 15 anni fa le serate spezzine si sono accese, ora si sta cercando di spegnerle nuovamente. Se gli abitanti si lamentano e presentano esposti - afferma Paolo Della Gala, titolare del Bistro del Bastione - la soluzione non è quella di far chiudere prima i locali o di spostarne alcuni (secondo quale criterio?) verso il mare. La vera risposta è quella di garantire una sicurezza maggiore. Perché una persona non deve poter prendere un caffè o una birra all'una di notte? Si installino più telecamere e si mettano in strada più forze dell'ordine. Se non sarà sufficiente propongo di raccogliere una somma per ogni locale e di dotarci di una vigilanza privata. La ristorazione e i locali serali creano reddito per molti, sono posti di lavoro. E non dimentichiamo che stiamo uscendo dalla serrata generale: la situazione è già difficile, se ci imporranno di chiudere a mezzanotte o, addirittura, come ha detto qualcuno, alle 22, andrò verso la chiusura dell'attività. Stiamo lavorando soprattutto nel fine settimana, senza dare alcol a minori, pagando affitti salati e rispettando le regole sanitarie e igieniche: perché spostare la nostra clientela sulla Morin? Così viene intaccato anche il valore della mia attività... Cosa ha fatto il Comune per noi nel corso dell'emergenza Covid-19? Niente, ha solo spostato il pagamento di alcune imposte, che si accumuleranno con altre. Altrove le hanno almeno cancellate".

Sulla stessa lunghezza d'onda si trova Valerio Pulice, titolare della panineria Fuori orario e della Birreria 88. "Chiudere a mezzanotte? Oppure addirittura alle 22? Non è accettabile per noi: apriamo alle 19 e soprattutto nel week end lavoriamo molto dalle 24 alle 2. Anche l'ipotesi della Morin non ci convince, non crediamo possa consentire di "spalmare" la movida e si rischierebbe di trovarsi i giardini sottosopra. E se le altre attività subiranno un danno che le porterà a chiudere? I nostri giovani dovranno ritornare in Versilia per divertirsi la sera? E ricordiamo che insieme ai locali muoiono anche le altre tipologie di attività economiche. La vigilanza privata potrebbe essere una soluzione - conclude Pulice - noi l'abbiamo già".

"E' assolutamente necessario un presidio maggiore da parte delle forze dell'ordine - aggiunge Antonella Favati, titolare di Pantondo - non per fare controlli a tappeto nei locali, ma per gestire meglio quei ragazzi che rimangono in giro sino alle 3 o alle 4 di notte. Sono gli stessi che l'inverno scorso prendevano a calci i bidoni in Via Prione e che scaraventavano a terra le piante di Natale poste al di fuori dei negozi. Non c'entrano i locali del centro cittadino con questi loro comportamenti. Obbligarci a chiudere prima è come dare un calcio a uno che sta morendo. Stiamo cercando di sopravvivere e non capisco perché un'attività dovrebbe pagare affitto, apparecchiature e prodotti per l'igiene per poi finire a lavorare sul mare con uno stand come quelli della fiera di San Giuseppe".

Altre voci che si uniscono al coro sono quelle di Vittorio Foce e Paolo Poggianti, proprietari di Temporaneamente. "Se ci sono problemi per i residenti che si predisponga un presidio di polizia più presente che intervenga in caso di schiamazzi o atti di vandalismo. Non è logico, non è il modo giusto di affrontare le cose, quello della riduzione dell'orario di apertura. Siamo chiusi da tre mesi - affermano - e in settimana si lavora poco o nulla. Costringerci a chiudere prima nel week end in una stagione in cui non ci sono crociere né turisti significa portarci sul ciglio del baratro. Lavoreremo solamente noi titolari, e i dipendenti che cosa faranno?".

A calmare le acque ci pensano gli assessori Lorenzo Brogi e Gianmarco Medusei, rispettivamente titolari delle deleghe al Commercio e alla Sicurezza.
"Per quanto riguarda il progetto dello spostamento di alcune attività sulla Morin - spiega Brogi - ricordo a tutti che si è trattato di una proposta, peraltro per il momento ancora solamente verbale, di un gruppo di locali del centro cittadino. Non c'è assolutamente niente di deciso o definito e se sulle nostre scrivanie arriverà un progetto sicuramente ci attiveremo con tutta la trasparenza necessaria, lanciando un bando ed eventualmente rimodulando la proposta come riterremo più opportuno".
Medusei, alla vigilia di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, spiega: "Per quando riguarda l'orario di chiusura al momento non è stato definito nulla e la questione è in fase di approfondimento. Ma non si tratta di un provvedimento che sarà preso dall'amministrazione comunale in autonomia, sarà concordato con la Questura e la Prefettura. Lo scopo primario è quello di far combaciare sicurezza e salute pubblica, che è uno dei cardini principali dell'azione delle forze dell'ordine in questo momento. Nel corso degli ultimi fine settimana sono state messe in campo molte pattuglie e l'intento è stato soprattutto quello di fare un'opera di dissuasione, per evitare di arrivare alla repressione".

I punti di vista sono molteplici, gli interessi da accontentare ancora di più. Nelle prossime si svolgeranno incontri tra gli enti e tra gli stessi locali. Verranno prese nuove decisioni e ci saranno ulteriori confronti e discussioni, tutti alla ricerca della quadra per una convivenza possibile.

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