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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 13.07

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Alberi monumentali a quota 93, leccio della Gira scelto da Ministero

Il registro regionale è stato istituito con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le piante come patrimonio di particolare interesse naturalistico e storico-culturale oltreché per prevenire rischi legati

SAECULA SAECULORUM
Alberi monumentali a quota 93, leccio della Gira scelto da Ministero

La Spezia - Sono 93 gli alberi monumentali della Liguria inseriti nell’apposito registro regionale, aggiornato a febbraio. A detenere il numero maggiore di alberi è la provincia di Savona con 33 esemplari – 19 nel solo Comune capoluogo -, seguita da quella di Genova con 22 – 10 in città -, Imperia con 21- di cui 7 nel Comune capoluogo - e infine La Spezia con 17 – di cui 8 in città -. Rispetto al precedente registro regionale, sono 15 le new entry. Tra le specie più rappresentate nell’elenco regionale: leccio, faggio, roverella, ma anche specie esotiche come l’albero dei tulipani, l’araucaria, canfora, ficus, palma gigante del Cile, glicine e sequoia. Tra gli alberi monumentali liguri, 4 sono stati selezionati dal Mipaaf per essere inseriti in un libro di prossima pubblicazione: l'araucaria presente nei giardini di Genova Nervi, sede della prossima edizione di Euroflora; il glicine di Bordighera, custodito nel museo Bicknell; il leccio secolare in località La Gira alla Spezia e l’ippocastano della frazione Riesi a Bormida, nell’entroterra savonese (in allegato la scheda degli alberi).

Il registro regionale è stato istituito con l’obiettivo di tutelare e valorizzare gli alberi monumentali, nei boschi e nei centri urbani, come patrimonio di particolare interesse naturalistico e storico-culturale oltreché per prevenire rischi legati a mutazioni dell’assetto idrogeologico del territorio. L’elenco, il cui aggiornamento è stato deliberato dalla giunta regionale nel novembre 2015, ha tenuto conto del censimento degli alberi comunicato dai singoli Comuni. Le segnalazioni sono state quindi valutate dal settore politiche della montagna e della fauna selvatica della Regione e trasmesse all’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato. Per inserire un albero nell’elenco sono stati stabiliti come criteri: il pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni, alla forma, al portamento, alla rarità botanica, all’architettura vegetale, al contesto paesaggistico, storico-culturale-religioso e al valore ecologico.

Il leccio della Gira

Pianta secolare - la scorsa estate ha spento 326 candeline - dall’ampia e maestosa chioma che si estende per circa 25 m con le sue fronde largamente espanse.
Per la sua posizione, nel punto centrale di un tornante della statale Aurelia, l’esemplare è molto ben visibile e caratterizza il paesaggio della collina panoramica che sovrasta il bellissimo golfo di La Spezia.
Questa imponente pianta, oggi isolata, è testimone dei boschi che in passato improntavano la fisionomia del paesaggio vegetale delle regioni mediterranee.
In Liguria le leccete occupano oggi poco meno di 12.000 ettari, circa il 3% della superficie forestale regionale. Il leccio si trova spesso anche in boschi misti con roverella, in arbusteti della macchia mediterranea e pinete di pino marittimo o d’Aleppo. I boschi di leccio, un tempo diffusissimi su tutte le colline immediatamente a ridosso del mare, sono stati oggetto, nel passato, di intensa utilizzazione, sia per fornire legname ai cantieri navali della zona, sia durante le guerre. La lecceta è stata anche in parte sostituita da coltivi, da pinete ed in molti casi da insediamenti antropici. La distribuzione attuale è quindi molto frammentaria, ma prevalentemente localizzata lungo la linea costiera, in particolare nella riviera di levante, tra Chiavari e le Cinque Terre, e in quella di ponente nell’Imperiese, dove la lecceta può risalire anche nell’entroterra, fin verso i 1000 metri, nelle aree aventi esposizione soleggiata.

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