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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 15.57

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Al Parco delle Clarisse un aranceto come cent'anni fa

Grazie alla campagna crowdfounding e Carispezia si completerà un lavoro di recupero eccellente, iniziato a suo tempo con gli Orti urbani sotto il castello San Giorgio. Ancora 17 giorni per contribuire."Erano famose quanto i limoni di Monterosso".

il progetto
Al Parco delle Clarisse un aranceto come cent'anni fa

La Spezia - Lo sapevate che nel 1827 alla Spezia si producevano 9.000 quintali di arance negli orti posti all'esterno delle mura cittadine che una volta raccolti venivano poi inviati nella vicina Genova per essere spediti dentro grandi barili nel Nord-Europa? Il rapporto fra la cittadina del tempo e l'agrume arancione si è poi modernizzata visto che gli aranci sono diventati motivo ornamentale della centralissima Corso Cavour, uno dei simboli della città ottocentesca, in trasformazione. Ebbene gli Orti di San Giorgio, l'associazione no profit nata nel 2012 grazie alla volontà di un gruppo di amici che gestisce in concessione e cura la manutenzione dell'area verde pubblica situata sopra il centro storico, ha raccolto un'altra bella sfida: dopo aver creato un orto botanico, gli orti urbani e quelli scolastici, l'idea stavolta è quella di seminare, nell'adiacente Parco delle Clarisse, almeno 30 piante di arancio che potranno trovare dimora grazie all'aiuto di chi vorrà. L’aranceto è un ulteriore passo verso il completo recupero della zona dove un tempo sorgevano i vivai comunali e ancora prima un orto coltivato all'interno della città medievale murata che, grazie all’entusiasmo ed all’impegno dei soci, ha ripreso vita. "Insieme - fanno sapere i promotori - potremo riproporre in città la coltivazione degli agrumi così come avveniva nella prima metà del XIX secolo quando le "arance di Spezia" erano note tanto quanto i limoni di Monterosso e venivano esportate in mezza Europa. Zapperemo, semineremo, annaffieremo, ci prenderemo cura dei nostri aranci e lo faremo insieme, attraverso la condivisione e la cooperazione. L'aranceto sarà anche lo spunto per fare altro: un luogo d'incontro, uno spazio dove potrai far giocare i bimbi o concederti un po' di relax, dove potrai fare attività culturali, giardinaggio, educazione ambientale e volontariato sociale prendendoti cura di un "bene comune"."

Il nostro "community garden" ha bisogno di te. L'obiettivo finale è creare comunità. "Per mostrare ai propri figli che i vasetti di marmellata non crescono sugli alberi, se ami Spezia e la vuoi rendere ancora più bella, se ritieni che un albero possa salvare la città, se hai sempre desiderato di piantare un albero e in casa non hai spazio, se vuoi preservare la biodiversità e coltivare futuro. Unisciti a noi nella realizzazione di questo nuovo progetto e partecipa anche tu ad un investimento che sicuramente ti darà i suoi frutti" - è l'appello degli associati. Il tuo sostegno economico sarà per noi fondamentale per sostenere tutte le varie spese inerenti il progetto sia relativamente all'acquisto degli alberelli sia per quanto riguarda tutta la parte didattica per una corretta gestione dell'agrumeto ai quali ovviamente potrai partecipare anche tu". Per dare una mano basta partecipare alla campagna crowdfounding sul sito Eppela (clicca qui), ancora aperta per altri 17 giorni e che al momento ha già superato quota 2.700 euro. Fondazione Carispezia, che ha come obiettivo anche quello di avvicinare le organizzazioni del territorio a questo sistema di sostegno, parteciperà alla raccolta, raddoppiando le donazioni fino a un massimo di 5 mila euro a progetto nel momento in cui verrà raggiunto il 50% del traguardo.

Con il denaro raccolto per prima cosa verrà preparato il terreno a mano dal momento che i mezzi meccanici non riescono ad arrivare alle nostre piane, terreno che sarà poi arricchito con sostanze nutritive rigorosamente biologiche. Poi si passerà a scavare le buche per le messa a dimora degli alberelli che verranno acquistati. "Sarà necessario poi predisporre un idoneo impianto di irrigazione. In tutto questo saremo seguiti da esperti professionisti che si dovranno occupare insieme a noi della crescita in salute delle piante proteggendole da malattie e parassiti e per cui sarà necessario acquistare macchinari e prodotti bio da irrorare perché purtroppo il solo amore in questi casi non basta. Ci attende una lunga strada prima di arrivare al primo raccolto piena di insidie e difficoltà per questo motivo ci rivolgeremo ad agronomi e giardinieri di comprovata esperienza che ci aiuteranno anche nella ottimizzazione dei costi di realizzazione in modo tale da gestire al meglio la tua donazione". Un lavoro che permetterà anche di fare cultura attraverso la coscienza dei luoghi: sì perché "Vicolo degli Aranci" era infatti una stradicciola parallela alla "Via degli Orti", oggi conosciuta come via Gioberti, un tempo tra i caseggiati De Nobili ed il mare. Via che ha tramandato il ricordo della presenza di numerose piante di arancio e, insieme, la testimonianza del clima particolarmente mite del Golfo. Si narra che, ai tempi, le "arance di Spezia" fossero conosciute ed apprezzate al pari dei limoni di Monterosso.

La tessera d'iscrizione all'associazione costa 10 euro all'anno e dà accesso ad uno sconto del 10% sulle piantine bio e sui prodotti acquistabili all'Azienda Agricola Dimostrativa di Pallodola e ai corsi con cadenza mensile tenuti dalla nostra agronoma. Nelle aree gestite dall'associazione i soci possono organizzare varie iniziative quali picnic, corsi di yoga, etc.

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