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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Febbraio - ore 19.10

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Adriana 9 anni e Franco 14, per non dimenticarli mai

Oggi in tutto il mondo si celebra il Giorno delle Memoria. La Spezia ricorda circa seicento deportati. La metà non tornò mai.

IL GIORNO DELLA MEMORIA
Adriana 9 anni e Franco 14, per non dimenticarli mai

La Spezia - Adriana Revere morì ad Auschwitz non più di 48 ore dopo il suo arrivo, avvenuto il 24 febbraio del 1944. Era nata alla Spezia il 18 dicembre del 1934 in una famiglia ebrea. Arrestata da italiani sotto la Repubblica Sociale a Vezzano Ligure il 2 febbraio del 1944 insieme al padre Enrico, maresciallo telegrafista espulso dalla Marina Militare dopo la promulgazione delle Leggi Razziali, e alla madre Emilia Eva De Benedetti.
Arrivarono nel campo di concentramento dopo un lungo viaggio in treno da Carpi. Sulla banchina ferroviaria una prima selezione da parte delle SS divise la famiglia Revere: da una parte il padre avviato al campo, dall'altra madre e figlia condotte alle camere a gas. Sullo stesso vagone viaggiava Primo Levi, che in "Se questo è un uomo" avrebbe raccontato quegli attimi in cui "scomparvero così, in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli. Quasi nessuno ebbe modo di salutarli. Li vedemmo un po' di tempo come una massa oscura all'altra estremità della banchina, poi non vedemmo più nulla".
Quando Emilia e la figlia Adriana furono uccise, la piccola aveva 9 anni, 2 mesi e una settimana di vita. Il padre Enrico sarebbe stato fucilato nell'ottobre dello stesso anno.

“Aveva le orecchie grandi a sventola, il viso affilato, il mento lungo; parlava gesticolando con le braccia magre, educato, pieno di paura. (…) Entrava furtivamente, pieno di timore, e cercava gli amici italiani, come un cane bastonato e affamato cerca il padrone tra la folla. E le domande che faceva erano sempre le stesse: domande che volevano una risposta di speranza; una risposta che gli permettesse di essere meno solo fra quella povera gente sconosciuta e dolorante”.
E' il ricordo di un compagno di lager di Franco Cetrelli, il più giovane deportato politico italiano nei campi di sterminio. Spezzino di Migliarina, fu catturato dai tedeschi durante il rastrellamento del 19 settembre del 1944. Compì 14 anni nel campo di Bolzano, poi fu avviato a Mathausen con il numero 126119 tatuato sul braccio. Morì in quel luogo il 22 aprile del 1945, tre giorni prima che la sua la Spezia venisse liberata. Aveva 14 anni e 4 mesi.

Oggi è il Giorno della Memoria.

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