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"Volere la Luna", un progetto per "attivare" 400 giovani spezzini

Ecco la proposta coordinata da Palazzo civico per partecipare al bando lanciato da Anci e presidenza del Consiglio dei ministri. Numerosi i partner coinvolti e le linee di azione previste. Servono 120mila euro di finanziamento.

"Fermenti in Comune"
Giovani

La Spezia - Si chiama "Volere la Luna", contempla ben 16 linee di azione e punta a coinvolgere all'incirca 400 giovani spezzini il progetto coordinato dal Comune della Spezia nell'ambito dell'avviso pubblico "Fermenti in Comune", promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri e Anci, con lo scopo di sviluppare idee e attivare iniziative prioritarie per le proprie comunità.
Una proposta sola, ma tantissimi soggetti coinvolti, visto che il progetto è stato presentato da Isforcoop come capofila in rappresentanza di associazione Arci Canaletto, Aps Senza Confini, l'associazione Il Galeone, l'associazione culturale Gli Scarti, Radio Rogna, l'associazione Spezia Dinamika, la cooperativa Bequadro, Agenzia di Formazione, Lesmobiles Asd, Agesci e MoCa Future Designers.
Il finanziamento richiesto è pari al massimo consentito (ovvero 120mila euro) e, nel caso in cui il progetto venga selezionato tra quelli da sostenere da parte di Anci e della presidenza del Consiglio dei ministri, sarà affiancato da un cofinanziamento di 30mila euro, pari al 20 per cento del valore totale.
Il progetto, di cui è stata nominata coordinatrice Claudia Bettati, ha individuato due aree di intervento (sfide sociali) tra le cinque disponibili (leggi qui), ovvero "Inclusione e partecipazione" e "Formazione e cultura".

Il progetto "Volere la Luna"
La presentazione del progetto inizia spiegando che "nei primi anni Sessanta il presidente Kennedy annunciò al mondo che gli Usa avrebbero portato l'uomo sulla luna entro il decennio successivo. Si decise di creare un'equipe di lavoro formata da giovani, una squadra di ingegneri, ricercatori, piloti... Con la tecnologia dell'epoca andare sulla luna non era possibile, ma i giovani non lo sapevano e ci sono andati".
I giovani saranno quindi il fulcro dell'intera proposta, che mira ad affrontare le criticità specifiche causate dall'emergenza sanitaria e sociale nel contesto spezzino, già particolarmente ostico per chi ha meno di 35 anni.
Non solo per la disoccupazione giovanile che supera il 24 per cento e per un tasso di inattività che sfiora il 32 per cento: "la recente emergenza sanitaria - si legge nelle premesse del progetto - ha aggravato ulteriormente questa condizione, incidendo in particolare sui gruppi più vulnerabili, facendo peggiorare le condizioni di vita dei giovani che rappresentano nel Comune dellaa Spezia il 17% della popolazione totale (fascia di età 15-35 anni)".
"Con il rapido mutare della composizione etnica e sociale, sono emersi nuovi bisogni, nuove forme di povertà economiche, sociali, sanitarie, abitative, educative e culturali. Affrontare queste sfide richiede nuovi punti di vista, nuove alleanze più efficaci combinazioni delle forze in campo. I giovani non possono che essere gli attori del ripensamento e della rinascita dei territori. Il partenariato ha deciso di adottare soluzioni innovative e sostenibili rispetto alle seguenti criticità: mancanza di un canale informativo condiviso, che si traduce in una scarsa conoscenza dell'offerta di servizi sul territorio; necessità di creare laboratori tematici al fine di poter affrontare le nuove sfide sociali ed economiche; necessità di promuovere esperienze formative che sviluppino le competenze dei giovani del territorio; necessità di creare occasioni di crescita personale e di scambi intergenerazionali tra giovani e anziani".

Le linee di azione proposte sono, come detto, ben 16: spazio musicale scolastico, redazione webzine ragazzi dai 16 ai 35 anni, laboratorio teatrale, "In aria" - webradio e podcast per il Dialma, percorso laboratoriale rivolto ai giovani, percorso laboratoriale rivolto alla disabilità, percorso laboratoriale rivolto agli anziani, laboratorio permanente di produzione radiofonica aperto a tutti, app, aggregazione sicura, supporto motivazione, laboratorio sulla consapevolezza del movimento, hub dinamico, spazio studio Canaletto, spazio musicale Canaletto, cineforum.
I proponenti auspicano una durata delle attività superiore alla durata minima dei due anni del progetto, secondo un modello di sostenibilità a medio/lungo termine che ha visto, in partenza, la messa in rete delle idee, la contaminazione tra i partner e un processo di progettazione partecipata.
Gli ideatori dell'iniziativa, infine, prevedono il coinvolgimento diretto di circa 400 giovani e quello indiretto di circa 3mila persone, tra giovani e anziani.

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