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"Un progetto di ombra e luce che racconti Spezia città mediterranea" | Foto | Video

Cruise Terminal e stazione marittima del futuro raccontati dal progettista, architetto Alfonso Femia.

Come Barcellona e Marsiglia
"Un progetto di ombra e luce che racconti Spezia città mediterranea"

La Spezia - E' stata bandita dall'Autorità di Sistema portuale del Mar ligure orientale la gara per l'affidamento in concessione, mediante project financing, del servizio di assistenza passeggeri e realizzazione della nuova Stazione marittima nel porto della Spezia. Oggi, nella sede della AdSP, si è tenuta la conferenza stampa cui hanno partecipato la presidente dell'Authority Carla Roncallo, il presidente della Regione Giovanni Toti, l'assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone e il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. A base della gara, bandita ai sensi dell'Art.183 del D.Lgs 50/2016, è stata posta la proposta inizialmente presentata da Royal Carribean e MSC, compagnie alle quali in un secondo momento si è aggiunta Costa Crociere

"Il progetto - scrive il progettista, architetto Alfonso Femia - si caratterizza in una stratificazione orizzontale di piani trasparenti a tratti porosi, uniti da una grande pergola urbana, 'monumentale' ed artistica per come potrà essere realizzata, e per la valenza che avrà nel captare e riflettere la luce, ripercorrendo alcune tra le grandi esperienze architettoniche contemporanee (Marsiglia, Barcellona). Ogni volume avrà pertanto un ruolo ed una identità, in grado di assumere un ruolo specifico ma allo stesso tempo di comporre un unicum".

"Il terminal crociere - continua il progettista - seguendo la geometria del nuovo molo, e i vincoli tecnici a cui deve rispondere, si sovrapporrà tra molo e calata al fine di perimetrare e gestire i vari flussi nei momenti di massima attività, stabilendo con la sua forma un fronte parallello al fronte urbano retrostante, sul quale si appoggia come giacitura sia la pergola sia l'edificio multifunzione. La pergola urbana, oltre alle funzioni qualitative sopradescritte, ospita il sistema distributivo di connessione tra il Terminal e l'edificio multifunzione. La pergola urbana si configura pertanto come una pensilina a ordine gigante, che connette lo spazio del nuovo molo/terminal alla Calata Paita. E' un elemento che vuole costruire un "paesaggio" al di sotto del quale in maniera funzionale e flessibile realizzare i volumi che compongono le attività del terminal crociere. Una struttura che ordina, ospita, accompagna, gestisce i vari flussi, demarca i "territori" (terminal, accessi, funzioni, città, ...). Una copertura porosa, parzialmente utilizzabile per eventi pubblici, che definisce una "piazza sospesa sul mare". L'edificio multifunzione è un edificio poroso e permeabile al piano terra che permetterà di relazionarsi con il futuro parco lineare e di attivare funzioni pubbliche dedicate al tempo libero, allo sport e al commercio dedicato allo sport. Ospiterà una concierge per tutta l'area e anch'esso sarà caratterizzato da un sistema di facciate trasparenti.
La luce e l'ombra saranno i materiali di progetto che si declineranno edificio per edifico con specifiche soluzioni architettoniche, con l'obiettivo che il nuovo complesso racconti la città della Spezia, la sua dimensione mediterranea e il suo tessuto urbano, sempre in equilibrio tra natura e artificio".


Il nuovo terminal crociere. "L'occasione di instaurare un dialogo tra porto e città, tra passato e futuro - lo definisce l'architetto Femia -. La costa di una città portuale è l'insieme di diverse azioni dell'uomo che attraverso l'artificio hanno modificato profondamente i caratteri della natura in un suo divenire paesaggio portuale, secondo modalità che spesso possono essere in grado di riattivare nuovi ruoli e destini, nella ricerca di un equilibrio maggiore tra due territori contigui (la terra e il mare) ma spesso troppo separati tra loro. Ciò che un tempo era stata una linea di costa variabile al flusso del mare, nei decenni è diventata una linea minerale e regolare che determina con esattezza il confine tra città e mare, tra spazi urbani e spazi portuali. È questa una linea articolata e complessa, soggetta a mutazioni nel tempo che accoglie, disegna, struttura ciò che l'equilibrio, il dialogo, i futuri possibili costruiscono, attraverso l'importante e fondativo rapporto tra porto e città. La Spezia, tra le città mediterranee, è una delle più significative esperienze di questo mutarsi nel tempo, in una condizione paesaggistica e di golfo tra le più affascinanti e grandi del Mare Nostrum, che può confrontarsi solo con città come Algeri o la vicina Genova. Ma dove Algeri e Genova, seppur abbracciate dalla loro geografia, si trovano di fronte l'orizzonte del mare, alla Spezia, per la conformazione morfologica del suo golfo, l'orizzonte è una successione continua di linee e attività create dall'uomo che si fondono in un unico paesaggio, costituendosi come una continua sequenza di paesaggi differenti".

La Calata Paita, spiega ancora il progettista, "rappresenta una area significativa per la linea di 'costa' limitrofa alla linea 'urbana' della città, laddove la città via via si rarefà come densità e fronte costruito verso una successione di spazi pubblici che conquistano il rapporto con il mare nel suo svilupparsi da nordest a sudovest. Questa condizione di sguardo ampio e profondamente legato all'identità della Spezia, insieme alla necessità di dare riposte a domande funzionali, sono alla base della proposta progettuale di project fìnancing relativo al nuovo terminal crociere e alle sue aree limitrofe che, oltre all'edificio del terminal, contempla due altri importanti manufatti e un'area di pertinenza, capaci, al contempo, di definire le azioni fondative per il possibile sviluppo urbano della Calata Paita tra il Terminal e il fronte urbano di viale Italia".

"La proposta progettuale per il terminal - conclude l'architetto -, si compone nella volontà di costruire un paesaggio nel paesaggio tra porto e città tale per cui, il terminal è una parte ovviamente significativa ma non vuole essere né isolata né episodio autonomo e/o autoreferenziale. Il progetto propone un sistema di spazi che potremmo considerare urbani (l'edificio pubblico/terminal, la piazza urbana /pergola, l'edificio filtro/multifunzione) in quanto la loro posizione, geometria, volumetria, ricercano responsabilmente di assolvere ai requisiti principali di un opera del genere: accessibilità, sicurezza, equilibrio paesaggistico, rapporto urbano nei momenti di non attività, qualità architettonica e vuole al contempo anticipare o fare parte di un disegno più ampio che costituirà il recupero della Calata Paita da parte della città della Spezia".

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