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Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Ottobre - ore 15.30

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"Tutti gli spezzini si troveranno i costi del biodigestore in bolletta"

I comitati che si oppongono al progetto: "I cittadini pagano per disagi e rischi. Meglio portare fuori i rifiuti e pagare 110 euro invece che 105 per smaltirli in un impianto che potrebbe creare problemi”.

"la politica si svegli"

La Spezia - Una scure che ricadrà sulle tasche degli spezzini. E' questo uno degli effetti della realizzazione del biodigestore di Saliceti. A denunciarlo, i gruppi che da anni si battono contro il progetto di Recos. A pochi giorni dalla conferenza dei servizi che si terrà in Provincia, che potrebbe sancire un altro salto in avanti verso la costruzione dell'impianto, i comitati si sono ritrovati alla Camera del lavoro di Via Bologna per esporre le conseguenze tariffarie che il progetto potrebbe avere sulle bollette degli abitanti di tutta la provincia.

Ad approfondire questa tesi è stato Carlo Ruocco (Sarzana che Botta), che a nome anche degli altri comitati ha fatto un excursus, dal 2015 al 2019, specificando come i costi del progetto siano passati da 7.7 milioni a 50milioni. Cifre da capogiro, per i comitati, che ritengono si tradurranno in aumenti sostanziosi per tutti. “Per costruire un biodigestore – spiega -, nel 2015 e nel 2016, il costo a livello tecnico era di 7.7 milioni. Oggi per uno da 90mila tonnellate siamo passati a 50 milioni. Noi abbiamo preso come riferimento gli impianti che vengono costruiti in Emilia, uno da Iren e l'altro da Hera, e il costo è di 300 euro a tonnellata. Questo è contenuto anche nel Piano d'ambito della Regione Liguria: con quel prezzo a tonnellata, anche prendendo per buone 60mila tonnellate di rifiuto organico, arriveremmo a 18mila tonnellate. Questo investimento ricade sulle nostre bollette Tari. I soldi ce li mettiamo noi. E per il Tm, alla Spezia si pagano 181.5 euro a tonnellata contro i 155 di Genova. Nel 2015 l'azienda spezzina Bioener propose la stessa tariffa per il trasporto dei rifiuti spezzini fuori dalla provincia ma la proposta svenne scartata. E' necessario che qualche politico ci spieghi il perché. E poi, come se non bastasse vorremmo avete maggiore chiarezza anche su quanto incide il vecchio debito Acam, pure quello lo paghiamo noi in bolletta”.

"Siamo al paradosso: col progetto Saliceti andremo a pagare per conferire l'organico al biodigestore 110 euro a tonnellata, 105 col grazioso 'sconto' Iren. La stessa cifra offerta da Iren nella gara del 2015 per non fare nessun impianto e portare i rifiuti fuori provincia. In quella gara Iren aveva offerto, con l'impianto da 26.000 tonnellate a Boscalino, una tariffa di 89 euro. Nel 2018 la Regione, nel Piano d'ambito, la rivaluta a 93,5 euro. Ebbene noi dovremmo sborsare 16 euro in più la tonnellata per tutti gli anni a venire fino al 2043. Fino ad oggi la politica è rimasta passiva, escluso il sindaco di Santo Stefano che si è schierato apertamente contro. La Provincia, che è garante del contratto di servizio, sottoscritto da Iren e Acam, prevedeva un piccolo impianto a Boscalino da 20mila tonnellate (più altre 6mila). A tutte le autorità competenti abbiamo chiesto di far rispettare il Piano d'area e il Contratto di servizio. In questo contesto sono svantaggiati gli spezzini che sono quelli che fanno correttamente la differenziata. Costruiamo gli impianti e poi paghiamo le tariffe di conferimento più alte. I politici dovrebbero svegliarsi: i cittadini pagano per disagi e rischi. Meglio portare fuori i rifiuti e pagare 110 euro invece che 105 per trattarli in un impianto che potrebbe solo creare problemi”. Problemi a tutti - sottolineano i sodalizi - che non a caso sempre più stanno scegliendo il capoluogo come location delle loro iniziative, con l'auspicio di elevare il tema del digestore a una dimensione provinciale e non soltanto valligiana.

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