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"Tutte le scuole del mondo sono aperte ma non qui" | Foto

Rinviato ancora l'inizio della scuola, un folto gruppo di mamme si è ritrovato stamattina davanti a Palazzo civico per esprimere tutta loro perplessità nel merito e nel metodo: "Riaperture cadenzate, i più piccoli non possono più stare a casa".

"siamo arrabbiate"
"Tutte le scuole del mondo sono aperte ma non qui"

La Spezia - Si sono date appuntamento di buon mattino davanti all'ingresso di palazzo civico munite di cartelli e desiderose di risposte da parte del sindaco Peracchini. Dopo che nella tarda mattinata di ieri il Comune aveva rinnovato l'ordinanza posticipando ancora l'inizio della scuola ma senza fornire una data certa, è bastata una chiamata informale alla partecipazione perché in un centinaio si ritrovassero, decise a far valere le loro ragione. Alla fine erano poco meno di un centinaio le mamme che hanno partecipato alla protesta: "E’ una richiesta d’aiuto da parte delle famiglie spezzine che vorrebbero avere delle risposte che arrivino non dalla sera prima - spiega a Cds Laura poco prima che il cappannello diventi sempre più folto -. Lo chiediamo a gran voce perchè abbiamo il diritto di poterci organizzare e dare delle certezze ai figli". Chiedono di poter incontrare il sindaco ma non con una delegazione bensì con un colloquio nella pubblica piazza, affinchè tutte possano sentire. Convinte che non sarà la situazione dei contagi di un giorno a fare da ago della bilancia su una scelta così importante, convinte che la scuola, di ogni ordine e grado, non è un parcheggio, ma un diritto. Ma anche che la risposta non può essere sempre la Dad o Did per i più "grandi" e i nonni, quando ci sono, per i più piccoli: "Hanno bisogno di andare a scuola e socializzare" - ripetono in coro.

Si avvicinano ben presto, sinceramente arrabbiate, altre giovani mamme: Alessandra, Eloise, Debora. Sono andate oltre i gruppi Facebook che proliferano, per affrontare dal vivo i decisori. E porli di fronte a quelle che loro considerano vere e proprie contraddizioni: si chiedono quali sarebbero le "misure antiassembramento" che secondo il presidente della regione sembrano dare i loro frutti. Con la perplessità di alcuni distinguo che sono un paradosso: "I bambini non possono andare a scuola ma possono assembrarsi al parco, senza salire sui giochi, che lì c'è il Covid. Ci sono assembramenti ovunque, è tutto aperto, ma le scuole no e poi perché soltanto nel comune della Spezia? Perché le altre scuole sono aperte? E quali sono i criteri per decidere se stare aperti o chiusi? E’ il numero dei tamponi in se? Oppure sono i ricoveri semplici o come dice Gimbe contano le terapie intensive?". Una pioggia di domande che hanno tutta l'intenzione di porre al sindaco.

"Hanno potenziato gli autobus?", qualcuno si chiede. E un po' tutte le mamme intervengono volentieri, aggiungendo un pezzo al mosaico della protesta: "Gli asili nido funzionano come "campus" già da giugno, e sono regolarmente ripartiti a settembre nella piena sicurezza". Simona è mamma di una bambina di 8 anni e titolare di due asili nido: "Ci sono titolari dei nidi privati con buone proposte. Perché non aprire a step? I bimbi piccoli non possono stare ancora a casa. E siccome il problema dello spostamento dei lavoratori del Muggiano non si risolve certo in due giorni, si potrebbe far partire le scuole per i più piccoli che non usano i mezzi pubblici. Prima le elementari poi via via le medie e monitori come va mentre gli studenti più grandi possono lavorare in Dad. Ma ci vuole una rete di sostegno ai genitori considerando che lavorano. La scuola e l'aggregazione servono ad integrare. E che dire di tanti bimbi che non possono accedere alla Dad perché i genitori sono stranieri? Perché noi siamo tutto fuorché insegnanti: siamo spedizioniere, dottori, impiegate. E così non riusciamo a lavorare, il sindaco dice che non ci sono soldi. Noi non vogliamo soldi ma poter lavorare". Un ultimo passaggio per tornare indietro af agosto: "Abbiamo posto la questione della festa per la promozione dello Spezia in serie A mentre nei campus estivi non c'è stato un caso. I contagi hanno iniziato ad esserci quando il virus se lo sono preso gli adulti. E alla fine a rimetterci sono i bambini perché le scuole di tutto il mondo sono aperte ma non qui".

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