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"Tanti auguri Aldo, la storia si ripete"

"Tanti auguri Aldo, la storia si ripete"

La Spezia - In questi giorni Aldo Giacchè compie i suoi novant'anni. Conoscendolo bene, anche nella sua riservatezza, non so se gradirà del tutto questo mio pubblico augurio. Spero che intenda l'espressione di amicizia e stima che ho per lui. Egli rappresenta un passaggio importante nella storia contemporanea della nostra città: appena adolescente, nella natia Marola, si fa promotore presso gli amici più grandi di lui della Resistenza, indicando loro la via dei monti, per raggiungere i partigiani. Dopo la Liberazione si iscrive alla Federazione giovanile comunista, si diploma, diventa segretario della FGCI e alla fine degli anni' 60 segretario della Federazione provinciale del PCI, facendo poi parte degli organismi dirigenti nazionali.

Sindaco della nostra città per sette anni viene poi eletto senatore accompagnando l'impegno politico alla funzione legislativa. Una vita quindi dedicata al partito di appartenenza ed alle istituzioni della Repubblica. Concluso il mandato parlamentare, si impegna nel dibattito politico, nello studio e nella ricerca su nuove tematiche dell'assetto urbano e sociale della città, continua ad esercitare un ruolo significativo in quel partito che nel frattempo, anche col suo apporto ha cambiato identità e nome, cimentandosi nella ricollocazione di una grande storia politica e sociale per non farla esaurire o disperdere.

Posso testimoniare il suo vigore e la sua determinazione ancora nel 2016 quando, con me ed altri nostri compagni ed amici, si è impegnato nel dar vita al Comitato del No al referendum
costituzionale, per poi aderire infine ad Art.1- Mdp. Aldo Giacchè rappresenta in modo significativo tutta un'epoca in cui si sono intrecciate le lotte per la libertà e la democrazia, le lotte dei lavoratori, le battaglie sociali, civili e ideali, il protagonismo delle donne, i movimenti per un impegno civico e di partecipazione del cittadini.

Lui ora ci ripete quanto ancora ci sia da fare e quanto i democratici e la sinistra dovranno faticare e patire per adoperarsi al recupero di un ruolo ed una funzione che, anno dopo anno si è appannata fino a non essere più riconosciuta o addirittura percepita da grandi masse popolari. E forse le esperienze faticose della generazione di Giacchè possono ancora, in una società diversa e mutata, esserci di aiuto per capire come si affrontano i momenti più difficili, senza usare un di più di propaganda, ma cambiando politica, imparando dunque come si fa l'opposizione.

Anche a Spezia nei primi anni '60, in Consiglio Comunale vi fu un periodo di insufficiente
chiarezza nel gruppo comunista rispetto alla prospettiva da costruire: prevalevano gli aspetti
rancorosi o la recriminazione per le responsabilità degli altri fino ad episodi di contrapposizione aprioristica verso quelle stesse forze con cui invece avremmo dovuto confrontarci e dialogare su proposte innovative. Agivano stati d'animo umorali e tendenze rinunciatarie, prive di una effettiva strategia politica e che rischiavano di consolidare nel tempo l'isolamento politico del PCI. Occorreva imparare come invece si fa l'opposizione.

A ben vedere è lo stesso problema, in un contesto diverso, in cui rischia, dopo il voto, di infilarsi il PD. Che così non riuscirebbe neppure a parlare con quelle parti di elettorato che lo hanno abbandonato per votare 5 Stelle, ma anche Lega. La storia spezzina e le esperienze del passato ci possono aiutare nella ricerca di una via d'uscita dalle attuali grandi difficoltà.
Aldo Giacchè fu allora tra i protagonisti di una netta correzione politica: essa coinvolse tutto il
partito in una riflessione anche difficile. Si produsse così un reale cambiamento politico, si riprese contatto con la città e con strati crescenti di elettorato, fu possibile dialogare con le forze politiche più vicine.

Tutto ciò mentre si rinsaldava il legame con le lotte dei lavoratori, soprattutto attorno ai
temi della navalmeccanica e del cantiere del Muggiano ,che grandi ripercussioni ebbero sulle
vicende politiche comunali. Ci si poneva in un atteggiamento di ascolto e di riflessione verso nuovi e grandi movimenti, dai tratti per certi versi spigolosi, quale fu il movimento studentesco del '68, e mentre si appoggiavano anche i numerosi comitati popolari, sorti su tematiche ambientali, non tipiche della storia del PCI, quali quelle inerenti l'inquinamento ambientale. In pochi anni, cambiando politica ed atteggiamento culturale riconquistammo il Comune della Spezia, anticipando tendenze che agivano anche a livello nazionale.
Dunque, caro Aldo, a nome di quanti provano affetto, stima e gratitudine per te e per ciò che
tu, insieme a tutti gli altri compagni della tua generazione, hai rappresentato e rappresenti, grazie, e tanti auguri, a te ed anche ai tuoi famigliari che così amorevolmente ti sono sempre accanto.

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