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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 20.55

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"Spezia non sarà sommersa, ma attenti ai campanelli d'allarme"

Andrea Corigliano, fisico spezzino e metereologo, oggi pomeriggio era in Sala Marmori per un evento dedicato ai cambiamenti climatici: "Spesso si fa confusione, i fenomeni vanno studiati approfonditamente".

Estremizzazione o tropicalizzazione?
"Spezia non sarà sommersa, ma attenti ai campanelli d'allarme"

La Spezia - Alluvioni, raffiche da cicloni e perturbazioni violente spesso vengono associati ai cambiamenti climatici, ma il passaggio non è così immediato. Si tratta infatti di una serie di fenomeni che vanno valutati come campanelli d'allarme. A fare chiarezza su un tema così discusso quanto complesso è stato Andrea Corigliano, fisico, spezzino doc, diplomato al Liceo Pacinotti e laureato in fisica all'Università di Bologna.
Corigliano ha lavorato con il celebre Mario Giugliacci e una volta acquisita la laurea è diventato uno dei metereologi più conosciuti e apprezzati del settore. Tra le missioni del giovane fisico anche quella di rendere un tema complesso come la meteroologia alla portata di tutti con una serie di otto volumi. Oggi pomeriggio era alla Spezia per l'evento "Cambiamento climatico ed eventi estremi nello Spezzino', organizzato dal Lions Club 5 Terre per un approfondimento sul tema. Città della Spezia l'ha incontrato.

Fenomeni estremi, cambiamenti climatici e futuro. Si dice che la Spezia potrebbe diventare una nuova Venezia, se non addirittura essere sommersa. E' possibile?
"Sarebbe importante far capire alla cittadinanza il problema legato ai fenomeni estremi e quelli che, secondo la comunità scientifica tendono e diventare sempre più frequenti e intensi. Tra questi, c'è anche l'innalzamento del mare ma non arriveremo ai livelli per i quali bisognerebbe adottare una gondola per muoversi. Il problema più importante è quello dell'estremizzazione dei fenomeni: l'alluvione del 2011 e il passaggio del ciclone Vaia del 29 ottobre del 2018.
Devono attirare l'attenzione anche i lunghi periodi di "calma" come questo febbraio con temperature al di sopra della media e con assenza di precipitazione. Questi sono campanelli d'allarme che fanno capire come il clima stia cambiando direzione. Molto differente da quella che avevamo qui fino a quarant'anni fa".

Le perturbazioni che hanno caratterizzato il territorio vengono spesso associate al clima tropicale. La Spezia diventerà "tropicale"?
"Spesso viene fatta confusione tra la tropicalizzazione del clima con l'estremizzazione del clima. Per tropicalizzazione si intende il clima tropicale ma è caratterizzato dall'avere piogge monsoniche, per la maggior parte dell'anno, e temperature al di sopra di circa 15°. La Spezia non rientra in questa categoria climatica perché noi rientriamo nel clima temperale. Quindi quando assistiamo a fenomeni intensi e inaspettati (l'alluvione e il passaggio di Vaia, ndr) siamo davanti a un'estremizzazione del clima: un'alternanza tra periodi siccitosi ad altamente piovosi, oppure a periodi anticiclonici con figure di alta pressione che si dilungano fino a due settimane. Una tropicalizzazione possiamo anche vederla quando ci sono le piogge a carattere di nubifragio sono monsonici. Ma il clima non è tropicale, è estremo".

Il passaggio di Vaia ha fatto registrare un record per le raffiche di vento. L'alluvione del 2011 ha sconvolto il territorio. Come vengono interpretati questi fenomeni?"
"L'evento del 29 ottobre scorso è stato eccezionale. Non per il fenomeno in se perché si trattava di un ciclone mediterraneo che alle nostre latitudini si può verificare. Il problema è la rapidità con cui questo fenomeno si è innescato: l'intensità del vento è stata tale da superare un record. La centralina del Comune ha registrato una raffica da 171 chilometri all'ora. E' un valore da intensità d'uragano, si tratta di una raffica non una velocità media del vento. L'ultimo record è stato registrato nel 2012 con una raffica di 126 chilometri all'ora. La differenza tra i due valori è altissima. I record vengono battuti per pochi metri all'ora. I climatologi e i ricercatori prendono in considerazione questo picco per valutare il cambiamento climatico.
Se pensiamo invece all'evento alluvionale del 2011, in dodici ore a Brugnato è caduta la metà della pioggia che dovrebbe cadere in un anno. Anche quello è un altro campanello d'allarme che ci indica la direzione di un cambiamento climatico. Sono tanti gli aspetti e non bisogna fare l'errore di associare eventi di questa portata al cambiamento climatico. E' un processo che va studiato nel tempo e che ha necessità di continue conferme. E' fondamentale parlarne e tenere conto degli eventi per far capire che il cambiamento climatico è un tema attuale perché sono scale completamente diverse".

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