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"Se siamo qui non è perché è venuto il papa a casa nostra"

"Se siamo qui non è perché è venuto il papa a casa nostra"

La Spezia - Sono stati i temi dell’annuncio della Parola di Dio e della testimonianza di fede ad essere al centro, domenica scorsa, dell’omelia del vescovo Luigi Ernesto Palletti nel corso della celebrazione diocesana di inizio del nuovo anno pastorale. Alla Messa in cattedrale, oltre a numerosi sacerdoti provenienti da tutta la diocesi, ai diaconi e alle religiose, erano presenti le catechiste e i catechisti di molte parrocchie della città e provincia, ai quali il vescovo ha conferito l’annuale “mandato” per l’esercizio della loro attività. Un’attività resa quest’anno più difficile dalle restrizioni sanitarie in atto, ma che sta iniziando regolarmente proprio in queste settimane. L’omelia del vescovo è iniziata con un riferimento alla “scaturigine” stessa della fede in Cristo nella vita di ciascuno di noi. «Diciamocelo con sincerità – ha detto monsignor Palletti rivolto a tutti i presenti –, se siamo qui non è perché il vescovo da piccoli ci ha annunciato la fede o il papa è venuto in casa nostra a dirci “Io successore di Pietro ti annuncio la fede”, ma è perché persone umili, povere, a volte in passato anche culturalmente non alfabetizzate - non ignoranti, badate bene, che è un cosa diversa -, ci hanno detto: “Là c’è Gesù, manda un bacino a Gesù”. Lì sì è accesa la fede. Poi siamo andati avanti: chi è diventato sacerdote, chi è diventato diacono, chi si è sposato e ha formato una famiglia cristiana, chi è diventato catechista: certo, questo è l’albero che è andato avanti, ma quel piccolo seme chi lo ha seminato ?». Il vescovo ha così concluso: «Ecco la potenza della Parola e la capacità di trasmettere fede e vita da parte di tutti. Accogliamola così, e chiediamo al Signore che veramente ci dia la forza di essere Suoi testimoni “sino agli estremi confini della terra”». L’anno pastorale proseguirà ora secondo le cadenze fissate dal calendario diocesano. I primi appuntamenti in programma, oltre alla Giornata missionaria mondiale di domani, saranno il 1° novembre la Giornata della santificazione e l’8 novembre la Giornata del ringraziamento per la gente dei campi e la Giornata del migrante e del rifugiato, spostata in tale domenica.

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