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"Scuola e famiglia, c'è un problema di attivismo disordinato"

Così l'altro giorno don Aldo Basso in occasione dell'aggiornamento annuale per i docenti di religione cattolica.

"Scuola e famiglia, c'è un problema di attivismo disordinato"

La Spezia - Riprendono domani le lezioni in tutte le scuole della provincia dell Spezia. L’attenzione della chiesa locale e del mondo cattolico nei confronti di quella formidabile “agenzia educativa” che resta la scuola è sempre stata grande, e lo si è visto nei giorni scorsi anche nei lavori del corso di aggiornamento annuale per i docenti di Religione cattolica, svoltosi nel salone di Tele Liguria Sud. Don Aldo Basso, ad esempio, direttore dell’ufficio Scuola ed educazione della diocesi di Mantova, in una delle sue relazioni ha sottolineato lo stretto legame che in campo educativo deve esistere tra famiglia e scuola: “Oggi – ha detto tra l’altro – si ha spesso l’impressione di trovarci di fronte a famiglie indaffarate, più preoccupate di fornire cura che educazione ai propri figli. Ebbene, non siamo di fronte ad un vuoto educativo, a padri e madri indifferenti e svogliati. Piuttosto siamo di fronte ad un attivismo in parte disordinato che segnala la difficile transizione che oggi si sta vivendo in questo campo, dal modello autoritario a un modello persuasivo, dalla cultura dell’imposizione a quella della ragionevolezza”. E’ dunque necessario, anche se difficile, un collegamento quanto più stretto possibile tra l’educare in ambito familiare e quello, pur in sé differente, in ambito scolastico. Di notevole interesse anche i contributi forniti da un altro relatore, Roberto Romio, docente all’Università “Antonianum” di Roma, che ha trattato i temi “Vecchia e nuova didattica: un confronto non più rinviabile” e “Linguaggi e metodologie per una nuova didattica”. “Negli ultimi decenni – ha osservato Romio – l’intero sistema educativo italiano è stato impegnato in un grande sforzo di riforma nato dalla spinta innovativa europea, ma anche dalla presa d’atto della crisi del modello educativo centralista tradizionale e della conseguente perdita del suo primato educativo”. Di qui la necessità di individuare nuovi spazi e nuovi contenuti rispetto alla didattica tradizionale: un campo di ricerca al quale, per sua stessa natura, l’insegnamento di Religione cattolica può offrire un contributo importante e significativo. La scuola, per recuperare e compiere al meglio il proprio ruolo centrale per la formazione delle nuove generazioni, deve quindi porsi alla ricerca di “nuove alleanze”, sia in senso “orizzontale” (con la famiglia, ad esempio), sia in senso “verticale”, ovvero nuovi approfondimenti e nuovi modelli didattici.

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