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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 13.53

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"Salvate gli alberi!" si diceva già nell'Ottocento

L'Archivio di Stato della Spezia organizza una mostra in occasione della Giornata nazionale del paesaggio. Un secolo e mezzo e fa si era già capito quali fossero i rischi idrogeologici dell'antropizzazione.

una storia da riscoprire
"Salvate gli alberi!" si diceva già nell'Ottocento

La Spezia - Un secolo e mezzo alla Spezia e provincia le amministrazioni pubbliche si adoperavano per impiantare nuovi boschi. Il primo abbozzo di una sensibilità ambientalista per gli alberi, visto che già alla fine dell'Ottocento erano state messe in pratica azioni pubbliche per il rimboschimento anche sulla costa e nell'entroterra. La “Giornata nazionale del paesaggio”del 14 marzo sarà una buona occasione per parlarne. Si tratta di un’iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali che ha lo scopo di promuovere, sostenere, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio paesaggistico della Nazione, nonché di sensibilizzare i cittadini, attraverso attività informative, educative e divulgative, sui temi ad esso legato. Nel corso di tale giornata viene inoltre assegnato il Premio nazionale del paesaggio, dedicato a progetti e attività volti alla conoscenza, promozione, riqualificazione e tutela del paesaggio.

L’Archivio di Stato della Spezia aderisce a questa importante iniziativa con l’allestimento di una mostra documentaria dal titolo "Il rimboschimento: misure adottate nel territorio spezzino". Scopo della mostra è mettere in evidenza come già nell’Ottocento le amministrazioni locali e nazionali si preoccupassero di una tematica ancora oggi così sentita. Non si trattava ancora, a tutti gli effetti, della sensibilità “ambientalista” diffusa ai nostri giorni, ma era comunque segnale di un riconoscimento dell’importanza degli interventi di rimboschimento a fini idro-geologici per il benessere e la tutela del territorio. Un impulso importante in questa direzione era stato dato in Italia dalla legge forestale del 1877.

Per quanto riguarda la provincia spezzina un’approfondita ricerca storico-documentaria sul tema ha evidenziato come le amministrazioni pubbliche si adoperassero per impiantare nuovi boschi in terreni e zone incolte e per ripristinare alberi laddove risultassero scomparsi, degradati o distrutti a causa di fattori ambientali o dolosi. I documenti esposti provengono da due fondi conservati dall’Archivio di Stato della Spezia: il Comune di Varese Ligure (in deposito) e la Prefettura della Spezia.
Si tratta di documentazione risalente al periodo tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, in particolare leggi, deliberazioni, progetti, carte topografiche e tavole esplicative relativi al rimboschimento e alla sistemazione di alcune zone del territorio spezzino. Il percorso espositivo presenta in dettaglio i provvedimenti relativi a zone quali monte Parodi, monte Santa Croce, monte Coregna e monte Castellana, i terreni compresi nel bacino montano del fiume Vara nonché alcune disposizioni in materia di boschi e di terreni montani.

La mostra potrà essere visitata da mercoledì 13 a venerdì 15 marzo 2019 negli orari di apertura al pubblico dell’Archivio di Stato della Spezia.

Per informazioni : dottoressa Ilaria Di Cillo 0187 506360

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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