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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Novembre - ore 08.33

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"Rischi da frane e corsi d'acqua, ora il territorio è finalmente mappato"

Intervista all'assessore Piaggi, che detiene le deleghe alla Difesa del suolo, alla Protezione civile e ai Lavori pubblici: "Gli studi illustrano i sono i rischi per la popolazione e porteranno alla revisione del Piano di Protezione civile".

Il punto sul tunnel di Monesteroli
"Rischi da frane e corsi d'acqua, ora il territorio è finalmente mappato"

La Spezia - La prima allerta arancione dell'autunno 2018 è passata indenne. Ma la pioggia, quella vera arriverà, come ogni anno. E sarà meglio farsi trovare pronti a fronteggiare eventuali giornate difficili. Per questo a metà settembre è iniziata la pulizia dei canali e sono in arrivo alcune novità sul fronte della difesa del suolo e del dissesto idrogeologico. Attività decise dall'assessore Luca Piaggi, che detiene, tra le altre, le deleghe alla Difesa del suolo, alla Protezione civile e ai Lavori pubblici.

A che punto è l'intervento di pulizia degli alvei?
"La pulizia dei canali principali è ormai conclusa. Stiamo per procedere alla rimozione del materiale vegetale che era presente nei letti dei torrenti e dei canali e che è stato triturato. Nel frattempo procederemo con la pulizia delle aste secondarie".

E lo studio idrogeologico contestuale a possibili revisioni del Puc?
"Lo studio è praticamente concluso: è stato preconsegnato agli uffici comunali per una valutazione. Si tratta di un lavoro complesso perché affronta in maniera completa le tematiche geomorfologiche e idrologiche. I volontari e i tecnici hanno svolto un grande lavoro censendo tutte le abitazioni collocate in zone esondabili per vedere se ci sono situazioni a rischio. E' la prima mappatura del genere alla Spezia e porterà a rivedere il Piano di Protezione civile. Esistono anche qua zone sottostrada che potrebbero subire allagamenti, come è accaduto l'anno scorso a Livorno. Sono stati incrociati i dati idrologici, quelli di Protezione civile e quelli demografici per sapere se in caso di allerta si rendano necessari evacuazioni di cittadini e se ci siano casi di particolari difficoltà o disabilità. Si tratta di una situazione nella quale si potrebbero trovare in particolare zone perimetrali ad aste fluviali, che sono le più a rischio, come dimostra lo storico degli effetti del maltempo in città".

Da alcuni mesi avete dato il via anche al progetto Sentinelle del territorio. Quali risultati avete raccolto?
"A questo progetto ne sono associati altri tre, che rientrano nell'ambito dei finanziamenti Por/Fesr: quello della mappatura idrologeologica, quello della revisione del Centro operativo comunale e quello della costituzione del Centro operativo misto, ormai concluso. Sarà collocato negli uffici di Via Costantini e sarà dotato di generatori e server specifici per far fronte a ogni evenienza e per gestire le allerta. Nel frattempo stiamo realizzando i lavori per risolvere il problema della frana di Viseggi e abbiamo lanciato la gara d'appalto per il movimento franoso di Montalbano. Dopo sette anni di aperitivi sotto la frana, in un anno abbiamo fatto tutto, partendo da zero. Abbiamo risolto anche alcuni problemi catastali e siamo pronti a intervenire anche in Via dei Pilastri. Stiamo dedicando grande attenzione a questo settore, che rappresenta una delle nostre priorità. Lo dimostra anche il fatto che abbiamo impiegato 1,2 milioni di euro di finanziamenti nella rettifica e nello stasamento di alcuni canali tombati. Poi, nell'ambito di un progetto Cnr Irpi, abbiamo effettuato convenzioni con gli ordini professionali e abbiamo inviato sul campo geologi, geometri, architetti e ingegneri, in particolare nelle zone in cui abbiamo ritenuto necessario la presenza di un occhio esperto, per effettuare sopralluoghi tecnici e valutare ogni tipo di situazione a rischio. In tutto abbiamo affidato una decina di incarichi professionali".

Per quanto riguarda lo studio di fattibilità dell'utilizzo a fini turistici del tunnel che collega i Buggi a Monesteroli?
"L'azienda incaricata dello studio, la Rock soil, ha eseguito i sopralluoghi con il supporto del Gruppo speleologico lunense, visto che il tunnel è in gran parte allagato. A 350 metri dall'ingresso dei Buggi è stato trovato uno sfornellamento che impedisce di proseguire verso Monesteroli. Ma tutto sommato si tratta di un problema facilmente risolvibile dal punto di vista ingegneristico. Lo studio è iniziato mesi fa, ma è stato necessario attendere la fine dell'estate per avere un abbassamento del livello dell'acqua e per poter valutare la portata idrica minima annuale. L'indagine ovviamente riguarda anche la tenuta del versante costiero, quando avremo il report definitivo valuteremo cosa fare. Per il momento possiamo essere sicuri del fatto che lo sfruttamento potabile di quell'acqua è una riserva utile, con qualità e costi compatibili. Ma attendiamo: non escludiamo l'utilizzo turistico del tunnel".

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