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"Rinvio scuole scelta impopolare, ma salute pubblica viene prima di tutto"

Il sindaco incontra la delegazione in protesta: "Sono il primo a voler vedere i bambini ritrovarsi con i loro compagni e le loro insegnanti ma perché questo accada prima dobbiamo abbassare la percentuali dei contagi".

l'incontro

La Spezia - Prima la protesta in pubblica piazza poi l'incontro col sindaco, richiesto a gran voce dalle mamme. E così è stato per una delegazione che ha visto coinvolti anche insegnanti e dirigenti scolastici. La loro perplessità è oramai arcinota e riguarda le misure di prevenzione sanitaria intraprese dall'amministrazione comunale, attraverso l'ordinanza di Regione Liguria, che ha sancito che le scuole del Comune della Spezia non devono ancora riaprire alle normali attività didattiche in presenza. A margine dell'incontro il primo cittadino ha ammesso la delicatezza della situazione: "Come padre, ancora prima che come sindaco, comprendo perfettamente tutte le preoccupazioni e le difficoltà che in queste settimane stanno affrontando le famiglie spezzine a seguito della sospensione dell’attività didattica in presenza. La scuola non è un parcheggio, ma è chiaro che sono oggettive le difficoltà organizzative nel tenere in equilibrio la vita familiare e quella lavorativa, soprattutto nel momento in cui queste difficoltà perdurano da otto mesi. Ancor più comprendo anche la delusione di tutti i bambini e i ragazzi che si sono ritrovati alla vigilia della ripartenza ancora in attesa di riprendere veramente la loro vita scolastica normale".

Elementi che la delegazione ha riversato sul tavolo del sindaco confermando il profondo disagio che vivono i ragazzi e i loro genitori: "Ho sottolineato le ragioni di una scelta difficile ma che è stata dettata dal solo esclusivo interesse della salute di ogni famiglia e di ogni bambino. Purtroppo nel Comune della Spezia, alla vigilia della ripartenza scolastica del 14 settembre, la percentuale fra i tamponi fatti e i positivi riscontrati era del 14%, mentre la media nazionale era del 1,5%. Numeri che non potevano certamente essere ignorati: sarebbe stata una scelta irresponsabile e scellerata riaprire le scuole perché la ripartenza avrebbe messo in movimento fra famiglie, bambini e ragazzi oltre trentamila persone. Un’eventualità che dalla commissione di prevenzione sanitaria composta da virologi e epidemiologi è stata ritenuta troppo rischiosa in un momento in cui la curva dei contagi avrebbe dovuto affievolirsi. Con lo stesso criterio è stata valutata la percentuale tra tamponi e positivi che ad oggi sussiste sul nostro territorio e, con le stesse motivazioni, è stato ritenuto prudenziale rimandare ancora".

Il sindaco rivendica la scelta: "Rimandare l’avvio scolastico è una scelta impopolare, ma chi ha l’onore e l’onore di governare non può guardare al consenso del minuto, soprattutto quando in gioco c’è la salute pubblica dei cittadini che, nella bilancia delle decisioni, pesa sempre più di qualsiasi altro argomento. Il cordone sanitario di Asl5 è a pieno regime e sta lavorando senza sosta per tracciare i cluster e i positivi attraverso un numero mai registrato prima di tamponi così da contenere il più possibile il contagio, isolarlo e disarmarlo. Per il ritorno in classe, i protocolli ministeriali in accordo con Asl sono già pronti per essere attuati, come tutti gli edifici scolastici sono pronti per accogliere gli studenti in sicurezza. Sono il primo a voler vedere i bambini andare a scuola, ritrovarsi con i loro compagni e le loro insegnanti, iniziare finalmente la loro vita quotidiana sociale, ma perché questo accada prima dobbiamo abbassare la percentuali dei contagi e che ciascuno si impegni indossando sempre e correttamente la mascherina, mantenendo la distanza interpersonale e lavandosi frequentemente le mani perché la responsabilità individuale e il senso civico sono i soli a fare la differenza”.

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