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"Quello che abbiamo visto ci ha fatto comprendere fin dove può spingersi l'odio etnico"

Delegazione del Consiglio regionale ligure in visita alle foibe.

a Basovizza e Monrupino
"Quello che abbiamo visto ci ha fatto comprendere fin dove può spingersi l'odio etnico"

La Spezia - La seconda tappa del viaggio organizzato dal Consiglio regionale della Liguria nella regione storica della Venezia Giulia, ora in larga parte ricompresa nei territori di Slovenia e Croazia, teatro del dramma delle foibe e dell’esodo, ha toccato l’ex risiera di San Saba a Trieste e le foibe di Basovizza e Monrupino, alle spalle della città. La ex risiera durante la Seconda Guerra Mondiale è stata trasformata in un lager nazista: è stata utilizzata per la detenzione ma anche per l’eliminazione di numerosi prigionieri, prevalentemente oppositori politici ed è stata l’unico campo di concentramento in Italia dotata di un forno crematorio. La ex risiera è stata impiegata anche come campo di transito per smistare i prigionieri destinati ai lager nazisti.

La delegazione italiana, di cui fanno parte gli studenti vincitori del concorso organizzato dal Consiglio regionale “Il sacrifico degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia” e alcuni rappresentanti dell’ANVGD, successivamente ha raggiunto le foibe di Basovizza e Monrupino dove perdettero la vita numerosi italiani che vivevano nella regione storica della Venezia Giulia, attualmente in larga parte non più territorio italiano. Buona parte di loro, che volevano mantenere la propria identità e cultura italiana, furono costretti alla fuga, dando vita ad un massiccio esodo che spopolò alcune città, quali Pola e Fiume. Ad accogliere gli studenti a Basovizza c’era l’assessore alla scuola del Comune di Trieste Angela Brandi, che ha annunciato un progetto dell’amministrazione per incentivare la visita degli studenti nella foiba triestina.

Sia a Basovizza che a Monrupino i ragazzi hanno deposto delle corone, per commemorare le vittime. «Quello che abbiamo visto oggi ci ha fatto ben comprendere quanti aspetti può avere l’odio etnico ed ideologico e fin dove può spingersi la violenza - hanno commentato - Spetta a noi, alla nostra generazione, fare in modo che simili fatti non si ripetano mai più. Su di noi pesa una responsabilità grandissima». La prossima tappa del viaggio toccherà la città di Fiume (Rijeka) dove è prevista la visita al liceo italiano e l’incontro con il console generale d’Italia.

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