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"Più corse contro gli assembramenti? Senza contributi dovremmo alzare il biglietto a 10 euro"

I mezzi pieni all'uscita di scuola preoccupano le famiglie. La lettera di una mamma e le risposte di Peracchini e Masinelli: "Applichiamo le regole ma l'autoprotezione è la miglior risposta. E se la gente ha paura usi altri mezzi..."

"più risorse migliorano i servizi"
"Più corse contro gli assembramenti? Senza contributi dovremmo alzare il biglietto a 10 euro"

La Spezia - "Ci sono delle regole ministeriali. Io capisco tutto ma o si stanziano miliardi in più per il Tpl, tenendo conto che non stanno arrivando nemmeno quello riferiti al primo decreto, oppure c'è poco da fare. Le aziende non stanno in piedi coi miracoli o per spirito di servizio: più risorse si hanno più i servizi migliorano. Problemi di assembramento alle fermate? C'era gente al mare, in discoteca, al bar, la gente deve capire che i loro migliori protettori sono loro stessi". Lo spunto giornalistico arrivava dalla lettera di una mamma, non certo l'unica, giunta in redazione in questi giorni. Una missiva nella quale la signora Marinella raccontava la situazione che ogni mattina vive la figlia iscritta al primo anno delle scuole superiori, analoga a tanti altri studenti che abbiamo voluto sottoporre all'attenzione del sindaco Pierluigi Peracchini ma anche all'amministratore delegato di Atc Esercizio, Francesco Masinelli: "I mezzi pubblici della linea 12 Favaro-Rebocco e viceversa sono sempre molto pieni, soprattutto all'uscita di scuola dei ragazzi. Mi chiedo ma Atc dov'è? Mettere un paio di corriere in più forse gli costa troppo? Misure anticovid non esistono a quanto pare. Finestrini chiusi o addirittura autobus senza finestrini è normale? E' normale che gli autobus abbiano più di 40 persone all'interno? Non credo proprio. Dopo che ho fatto l'abbonamento a mia figlia, il più delle volte esce da scuola e arriva a piedi in piazza Europa, da li prende la L per tornare a casa. Fate un po' voi signori dell'Atc e signor sindaco. Cosa aspettate ad aggiungere dei mezzi in più in modo che si possa viaggiare un pochino più tranquilli e non essere attaccati visto la situazione in cui ci troviamo?"

Quelli della signora Marinella sono in realtà interrogativi comuni a tante famiglie. Domande che meritano le risposte dei diretti interessati. Regole ministeriali da applicare e mancanza di fondi, chiarisce Peracchini che invita i cittadini a autoresponsabilizzarsi o, nei casi più estremi, di evitare l'utilizzo dei mezzi pubblici: "L'80% è la capienza massima della normativa e si sta rispettando ma ripeto vale tutto e il contrario di tutto: se le linee guida sono queste, la gente deve da una parte informarsi o se ha paura, piuttosto che vivere con le ansie eccessive, muoversi con altri mezzi. Purtroppo con 1,50 Euro di biglietto si fa poca strada, se uno pensa di trovare autobus con sole dieci persone, sbaglia... l'Italia non è questa. Noi stiamo facendo uno sforzo che in Italia non sta facendo nessuno: in due anni abbiamo una flotta con 55 nuovi mezzi, dodici a metano e stiamo firmando la convenzione col Mit per altri ventidue filobus. Il Covid però è una cosa nuova e senza ulteriori investimenti o si portano i biglietti a 10 euro o questa è la situazione..."

Le paure delle famiglie, la carenza normativa, la percezione del pericolo reale, basi del ragionamento del dottor Masinelli: "Non farli salire? La legislazione dà un unico potere all'autista: quello di fermare il bus e chiamare le forze dell'ordine. Gli autisti, che sono dei professionisti, cercano di non arrivare a questo. E' una situazione molto complicata perché oltre a dover stare attenti a chi sale, bisogna guardare la strada e la legge non dà loro il potere di far scendere chi non potrebbe salire. Poi c'è la questione della percezione: prendiamo il caso di un autobus omologato a 80 persone che noi abbiamo abbassato a 75 per nostra scelta così da essere ancora più sicuri: ma se sull'autobus ne salgono 60 a chi è sopra sembra pieno. Gli autisti hanno disposizioni precise: quando ritengono che il veicolo sia già pieno non fanno le fermate perché questo è previsto nel normale piano tpl. Ma quando c'è uno scambio veloce tra chi entra da dove non dovrebbe salire diventa tutto più difficile". Avere più corse è utopico? "Abbiamo un numero di autobus e autisti programmati per la situazione ante-Covid: per questo abbiamo cercato di metterci avanti, con la sperimentazione delle corse su prenotazione. I dati dicono che è andata bene: su 6200 corse ne abbiamo fatte 1200, con le linee per Lerici e frazioni, Montepertico, Fabiano Alto, Lizza, Costa di Murlo, Antoniana. Se non si fa così diventa ingovernabile e infatti sono ancora in corso: se questo sarà lo scenario dobbiamo pensare a questo tipo di soluzione. Pensate che un autobus costa 250mila euro e per averlo servono almeno due anni, ecco perché bisogna risolverla con il buon senso: le risorse di prima non sono più sufficienti per un servizio capillare come il nostro".

E usare la vigilanza privata alle fermate come si fece contro l'evasione non potrebbe essere una soluzione, chiediamo: "Abbiamo inserito sei-otto persone esterne, il primo anno abbiamo risparmiato 280mila euro netti, che sono state 160mila il secondo e dal 35% della bigliettazione siamo passati al 40% quindi è andata bene. Ma farla sul Covid con soltanto il 50% dei biglietti venduti diventa impraticabile. Le aziende senza aiuti dal governo non ce la faranno e menomale che noi siamo messi meglio, anche per merito di chi c'era prima: avevamo a disposizione delle liquidità anche perché non avevano fatto investimenti". La mobilità leggera nel lungo periodo è la risposta? "Sì, sicuramente lo è per la città, ma l'extraurbano è un'altra cosa. Ricordiamo che Atc arriva ovunque in una provincia decisamente molto collinare. Noi abbiamo isolato il posto guida, abbiamo usato i finestrini aperti così l'aria circola, se ricordate all'inizio riducemmo autonamamente la capienza a 22 passeggeri quando ancora non c'era il dpcm. Dopodichè con solo 20 persone chiudi. Penso che fino a quando l'areazione sarò aperta, tutto sommato il mezzo non sia così ostile".

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