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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 22.39

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"Peracchini vuole vendere il parco del Colombaio"

I consiglieri Melley e Centi hanno spulciato i faldoni del bilancio partecipato e contestano alcuni punti: "Alienano cinque scuole senza dire cosa ci faranno. La misteriosa stangata degli autovelox e quella fideiussione aleatoria per l'ex area Ip".

IL CASO
"Peracchini vuole vendere il parco del Colombaio"

La Spezia - "Abbiamo letto e riletto il corposo documento unico di programmazione e abbiamo scovato cose troppo importanti per essere sottaciute. Pensiamo che in un'ottica di partecipazione sbandierata, il sindaco Peracchini avrebbe dovuto intraprendere innanzitutto il percorso del Bilancio Partecipato. Invece non c'è stato neppure un giro di incontri nei quartieri per spiegare le priorità di intervento previste a bilancio per il 2018. Ed ha trascurato le consultazioni con le forze sociali". Guido Melley e Roberto Centi inforcano gli occhiali e analizzano punto per punto i nodi fondamentali del bilancio di previsione, scovando diverse questioni sui quali chiedono conto alla giunta. La prima è grossa, inedita, sbalorditiva: "Se vogliono vendere il Parco del Colombaio con annesse strutture di ristorante e campi sportivi, lo devono dire chiaramente alla città. Al di là del valore presunto di 1,4 milioni, che sembra a dir poco eccessivo, ci si chiede come si possa pensare di liberarsi di un'area così prestigiosa, con un indubbio interesse storico, ed esempio concreto di valorizzazione da parte del privato che in tutti questi anni ha investito per renderla l'area pubblica che è oggi". Melley e Centi si dicono pronti a promuovere una sollevazione popolare per fermare la vendita, che tuttavia non è la sola: "Secondo il Dup 2018-2020, la nuova amministrazione vorrebbe alienare la ex scuola del Termo (valore stimato 1,6 milioni di euro); l'ex scuola di Fabiano (1,2 milioni) e quella di Campiglia (0,5 milioni); ed infine l'immobile ex scolastico del Limone destinato ad ospitare alloggi Erp (1,5 milioni). Senza dimenticare il complesso scolastico di via Firenze nel quartiere Umbertino (quasi 2 milioni) per il quale Guerri e Frijia a suo tempo avevano fatto le barricate, quando si pensò ad una trasformazione ad uso turistico. Mi chiedo cosa hanno da dire ora!". Fra le vendite su cui i consiglieri vogliono vederci chiaro anche l'attuale sede del Comando di Polizia Municipale di via Lamarmora (quasi 1,5 milioni, il sindaco tuttavia aveva già annunciato il cambio di sede). "La cittadinanza è d’accordo a vendere parchi pubblici ed ex scuole? Siamo contrari alla vendita di tutte le ex Scuole Comunali previste nel DUP licenziato dalla Giunta, e vogliamo impedire che Peracchini metta in vendita un parco pubblico come quello del Colombaio, uno spazio sociale e aggregativo del quartiere e della città, o come qualunque altro. Proporremo di stralciare dalla delibera in Consiglio previsioni che non hanno alcun significato se non quello di favorire operazioni immobiliari oscure a danno della libera fruizione di aree pubbliche da parte della cittadinanza. Lanciamo un appello a tutta la città nel dire un chiaro e forte no alla messa in vendita del parco".

"L'unica cosa che sanno rispondere è che prima c'erano gli altri. E 'buco' è diverso dal debito bancario.
"A qualsiasi nostra richiesta, la risposta è sempre quella: chiedetelo a quelli che hanno governato per quarant'anni! E allora diciamo che bisogna avere rispetto per il lavoro dei consiglieri e delle commissioni. Non rispondere con superficialità ma sul merito" - attaccano Melley e Centi che battezzano il bilancio come un documento con pochissime idee, senza scelte strategiche e con proposte azzardate. "Ci sono almeno 2,5/3.0 milioni di euro di entrate correnti previste a bilancio che rischiano di non concretizzarsi e di produrre entro l'anno un "buco" vero e proprio. Le nostre valutazioni emergono raffrontando i dati 2016 e 2017 con le previsioni "generose" per il 2018. Non siamo stati ascoltati, lo pretendiamo". Melley torna sul tema del buco di bilancio al quale il sindaco ha fatto più volte riferimento puntando il dito contro il suo predecessore Massimo Federici: "La realtà è che l'amministrazione precedente ha lasciato non un "buco", ma debiti per circa 45 milioni di euro contabilizzati al 31/12/17. Il ricorso al debito bancario (mutui) non è un errore per un Comune che deve fare investimenti sul proprio territorio: la cosa importante è che non si superino limiti di sostenibilità finanziaria per le casse dell'ente. Peracchini predica bene e razzola male: nel bilancio di previsione 2018 prevede di contrarre nuovi mutui per quasi 6 milioni di euro e questo dato provocherà inevitabilmente un innalzamento del monte debiti del nostro Comune che, nei dati previsionali del 2019, salirà alla quota di 47 milioni di euro. Sarà il "buco" di Peracchini?"

Autovelox per fare cassa? E la fideiussione aleatoria dell'area ex Ip. Detto delle vendite, i consiglieri del gruppo LeAli a Spezia entra nel merito delle varie voci, partendo dal tema multe: "Nel consuntivo 2016 le multe a bilancio risultarono di circa 3,5 milioni di euro, mentre nel previsionale 2018 sono stimati 5 milioni di euro. Com'è possibile arrivare a una tale somma? Stangando gli automobilisti con i nuovi autovelox il cui acquisto è stato recentemente reclamizzato da Peracchini e Medusei? Sugli autovelox va detta una sacrosanta verità: alla Spezia città non sono mai stati installati autovelox, perché sono strumenti che non devono servire a fare cassa, ma fungere da deterrente per limitare la velocità su assi viabilistici ad alta incidentalità". C'è poi la famosa questione relativa alla fideiussione per l'area ex Ip: "Il sindaco prevede un introito derivante dal recupero di una fideiussione da 1,5 milioni di euro. Ma la fideiussione in questione riguarda un contenzioso in atto con il soggetto attuatore della bonifica dell’area. Un contenzioso di cui non si possono conoscere in anticipo e con certezza tempi e i risultati. Un'altra entrata aleatoria".

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