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"Non siamo in grado di affrontare la terza ondata"

I sindacati dei medici e degli infermieri lanciano l'ennesimo allarme: "Sarzana quasi saturo. Alla notte due medici per oltre cento pazienti Covid e pronto soccorso. Al pomeriggio uno per 46. Poco personale per ventilare i gravi".

nursind e anaao

La Spezia - L'allarme, l'ennesimo, arriva il giorno dopo in cui il sistema sanitario spezzino certifica di essere entrato nel periodo di maggiore pressione ospedaliera dall'inizio della pandemia. Un totale di 155 ricoveri con 15 pazienti in terapia intensiva non si erano visti neanche durante i giorni peggiori di marzo ed aprile. E da allora, nonostante siano passati circa 7 mesi, medici ed infermieri denunciano di non aver ricevuto quei rinforzi che hanno chiesto per mesi. "Stiamo subendo le scelte del sistema sanitario ligure che ha continuato a non intervenire sul fronte assunzioni di medici e infermieri, per i servizi ospedalieri e territoriali quando e come avrebbe potuto. Anche quando l'ondata covid di marzo si era affievolita. Ed ora, in ASL 5 non siamo pronti a fronteggiare questa che per noi, è già la terza".

Il Nursind, sindacato infermieristico, ed Anaao, sindacato dei medici ospedalieri, per bocca dei rappresentanti Assunta Chiocca e Michela Ardini, chiedono subito un tavolo a Regione Liguria e ASL. “Per i dirigenti medici non sono stati espletati concorsi in numero sufficiente ad utilizzare le deroghe concesse da Alisa e spesso vi è stato un eccessivo ed ingiustificato ricorso ai concorsi a tempo determinato per coprire carenze numerose e croniche. Per il personale infermieristico non sono stati espletati concorsi a tempo indeterminato e soltanto a novembre sono spuntati i primi concorsi a tempo determinato per un anno. Chi ne fa le spese è tutto il personale attualmente in forza, medico ed infermieristico, sottoposto a turni massacranti e che a stretto giro non riusciranno più ad avere la capacità di erogare la mole di servizi necessari; ad oggi infatti sono anche per questo fortemente compresse l’assistenza per le patologie differenti dal Covid".

A Sarzana si denuncia una situazione "al limite della saturazione. E' la fotografia di un servizio che non è stato ripensato alla luce delle carenze di personale e di strutture, che è ricaduto negativamente sui pochi sanitari cui viene chiesto di garantire un numero sproporzionato di prestazioni, stremandolo, che sta creando disagio alla utenza e innalzando il rischio clinico fino a livelli inaccettabili.
Un’emergenza nell'emergenza è poi la scorretta ricollocazione delle risorse umane esistenti: a fronte della recente grande richiesta sanitaria in ASL5 per pazienti Covid , i reparti ancora puliti del San Bartolomeo sono stati trasformati frettolosamente in reparti Covid con assegnazione di medici ed infermieri in unità operative di non loro competenza, senza formazione preventiva oltre che il ricollocamento continuo di infermieri interinali che crea discontinuità di servizio".

La sproporzione tra pazienti e personale è impressionante. "Nell’ex reparto di cardiologia per esempio, gli infermieri stanno gestendo sottorganico soprattutto nel turno notturno, pazienti che si sono ritrovati a dover ventilare e ai quali dover fornire un’assistenza che richiede una stretta e attenta sorveglianza dovuta alla nota instabilità clinica che comporta la malattia e che può farli peggiorare rapidamente. Sempre di notte a Sarzana due medici di guardia inter-divisionale seguono tutti i ricoverati del nosocomio, in grande prevalenza Covid, per un numero complessivo maggiore di 100 pazienti oltre a dover gestire i ricoveri notturni da Pronto Soccorso con ricadute sul già scarso numero di medici cui è affidata l’attività diurna: un solo medico di pomeriggio deve seguire fino a 46 pazienti Covid e al mattino un medico deve gestire visite, terapie e anamnesi di 20 o più pazienti SARS COV2 positivi".

"La carenza di sanitari, severa, cronica colpevole e preesistente, rende inadeguati i servizi a prescindere dall’epidemia attuale che poi esaspera la situazione. Temiamo che le poche e temporanee assunzioni autorizzate, comporteranno una duplice conseguenza: di sanare solo parzialmente e per breve tempo il deficit e il non rinnovo dei contratti per entrambe le categorie, a fronte di dispendio di risorse amministrative e di tempo, e di rendere ancora meno appetibile i posti banditi soprattutto per i pochi medici disponibili sul territorio nazionale e contesi dalle varie ASL. Se i nostri timori fossero fondati ci chiediamo come sarà possibile garantire cura e assistenza secondo gli standard di sicurezza nella nostra ASL".

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