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"Non perdiamo maestranze Arsenale. Più apertura su aree militari"

Il sindaco Pierluigi Peracchini è intervenuto alla cerimonia per i 150 anni della base navale.

"Forte come il marmo"

La Spezia - Si sono svolte questa mattina le celebrazioni del 150° anniversario della fondazione dell’Arsenale Militare Marittimo, alla presenza del Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Amm. Giuseppe Cavo Dragone, dell'Ammiraglio di Divisione Giorgio Lazio Comandante Marittimo Nord, e delle massime autorità cittadine. Alla cerimonia dell’Alzabandiera solenne è seguita la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti per la Patria all’interno della base navale di via Chiodo, poi lo scoprimento della targa commemorativa al Monumento alla Storia dell'Arsenale Militare e l’inaugurazione in piazza G. Patroni di ‘Porta IX #’, opera marmorea realizzata da Giulia Vaccari con l'impegno dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, donata alla Città della Spezia dall’Associazione ‘Amici del Museo Navale e della storia’. Al termine della mattinata si è tenuta la presentazione del francobollo celebrativo dedicato all'Arsenale e l’annullo filatelico e l’inaugurazione del nuovo percorso museale.

"Autorità civili, religiose e militari, cittadini tutti - ha esordito il primo cittadino - permettetemi di ringraziare tutti voi per la vostra presenza all’inaugurazione del Monumento Porta 9#, in occasione del 150° anniversario della fondazione dell’Arsenale Militare Marittimo e in particolare ringrazio della sua presenza il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Amm. Giuseppe Cavo Dragone. Il grande giornalista e scrittore spezzino a cui è titolata questa Piazza, Gino Patroni, chiamava La Spezia con il suo tipico e celebre umorismo “periferia dell’Arsenale”. Il suo non era soltanto umorismo, ma anche una grande consapevolezza sociale in un momento storico in cui l’Arsenale Militare era, per le famiglie spezzine, lavorativamente parlando, la principale fonte di sostentamento. Soltanto per dare qualche dato, negli anni Ottanta i soli dipendenti civili dello stabilimento sfioravano le tremila presenze. E non è soltanto una questione di numeri, ma di professionalità, di mestieri estinti o che sono in via d’estinzione: penso ai palombari interni per taccare le navi nei bacini o ai maestri d’ascia che lavoravano i legni delle navi. Oggi, purtroppo, sono tutti mestieri, saperi, conoscenze ed esperienze che sono andate perdute ma che hanno caratterizzato fortemente la popolazione spezzina".

"150 anni dell’Arsenale Militare - ha continuato il sindaco - significano 150 anni della storia della nostra Città: abbiamo una storia secolare, indipendente da quella dell’Arsenale, ma è indubbio che uno dei motori che ha accelerato il processo di divenire comunità è stata proprio la sua costruzione. La città è cambiata con l’Arsenale, l’Arsenale è cambiato con la Città e forse, in questo momento storico, Gino Patroni si sorprenderebbe nell’affermare, con il suo solito sarcasmo spezzino, che ad oggi è l’Arsenale ad essere “periferia della Spezia” perché dal punto di vista lavorativo, ha perso purtroppo la sua centralità. Colgo allora l’occasione del momento per affermare che da questi 150 anni potrebbe partire un cambiamento per la prima volta costruito insieme alla Città, passo dopo passo, anche affrontando il problema della carenza di personale, civile e militare perché non si perdano le maestranze arsenalizie e con una maggiore apertura nell’affidamento delle aree della Marina Militare. Oggi con questo monumento, Porta 9#, non celebriamo soltanto i 150 anni di storia dell’Arsenale ma il rapporto profondo fra Città e Arsenale, con l’auspicio che negli anni che verranno esso si manterrà forte come il marmo per traguardare insieme un futuro migliore per la Città, per la Marina Militare, per l’Italia. Concludo ringraziando l’artista Giulia Vaccari con l’impegno dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze che ha realizzato l’opera che è stata donata alla Città dall’Associazione Amici del Museo Navale e della Storia, l’Assessore alla Toponomastica Paolo Asti per il lavoro svolto con grande dedizione e passione senza il quale oggi questa statua non potrebbe essere qui, e un particolare ringraziamento alla commissione toponomastica". L’opera è stata realizzata dall’Accademia delle Belle Arti e il marmo utilizzato per la realizzazione ed il trasporto sono stati donati dalla società spezzina, Triacca Trasporti srl.

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