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Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Giugno - ore 22.30

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"No unitario alla centrale a gas, altrimenti si farà un referendum"

I capigruppo di opposizione auspicano il voto dell'intero consiglio comunale a favore della mozione che presenteranno lunedì sera. In caso contrario sarà avviato il percorso per dare la parola agli spezzini.

"La città ha il dovere di esprimersi"

La Spezia - Non è vero che il sindaco e la città non possono nulla contro la permanenza della centrale Enel alla Spezia e se il consiglio comunale di lunedì sera non si esprimerà con nettezza contro il nuovo stabilimento di produzione a turbogas saranno gli spezzini a esprimersi attraverso un referendum consultivo.
Sono questi i contenuti principali della conferenza stampa convocata questa mattina dai capigruppo dell'opposizione al completo (eccezion fatta per il Movimento cinque stelle e per Lorenzo Forcieri, fuori città ma aderente all'iniziativa) in vista della seduta straordinaria che si svolgerà lunedì sera su Enel.

"Peracchini dice che su Enel non si poteva fare niente. Non è vero. Gli chiediamo con forza di cambiare rotta, di riconvocare gli stakeholder e di riprendere il percorso per definire il futuro dell'area Enel, senza la centrale", ha esordito Federica Pecunia, capogruppo Pd e orgogliosamente melarese.
La serie di interventi critici nei confronti dell'amministrazione e del sindaco Pierluigi Peracchini è proseguita con l'ex alleato Massimo Caratozzolo: "Abbiamo un sindaco che ha fatto una campagna elettorale più ambientalista degli ambientalisti, ma che poi ha smentito tutto quello su cui aveva preso quei voti. Di Spezialand non si ha più alcuna traccia e anche sulla fine della produzione a carbone iniziamo a nutrire qualche perplessità. Non abbiamo garanzie su una chiusura del gruppo a carbone in tempi rapidi e anzi, con la proposta di installare un gruppo a turbogas, l'azienda butta la palla avanti ed evita i costi della bonifica. Noi diciamo no alla centrale, non alla permanenza di Enel, a patto che investa in un impiego dell'area con attività salubri e che creino occupazione. Da parte dell'amministrazione troviamo un muro di omertà: abbiamo fatto accessi agli atti per vedere le carte che delineano il percorso che porta sino a oggi, ma non abbiamo ricevuto niente. E' necessario sottolineare, quindi, che a ottobre l'ipotesi di una centrale a gas è stata votata dalla maggioranza che ha proposto un apposito ordine del giorno".
"Siamo portavoce di una larga fascia di popolazione che è rimasta sorpresa da questa accelerazione improvvisa verso la permanenza della centrale. Parliamo di gran parte degli spezzini, non solo di quelli dei quartieri del Levante. Volevano decidere insieme il destino di un'area - ha aggiunto Massimo Lombardi, capogruppo di Spezia bene comune - e invece si trovano a fare i conti con un'altra fonte di inquinamento. Ora è necessaria una mobilitazione forte e lunedì ci saranno interi quartieri in consiglio per dire no a questo piattino".
Luigi Liguori, medico e capogruppo di Spezia bella forte e unita, ha snocciolato alcuni dati sanitari: "La città ha pagato abbastanza nel corso dei decenni e ora che il traffico delle navi da crociera è in aumento anche il tasso di inquinamento è in crescita. Non si sa più nulla dell'indagine epidemiologica che era stata promessa per capire i motivi delle patologie che affliggono gli spezzini e in più si propone una centrale che brucerà 800 milioni di tonnellate di gas ogni anno, producendo 70 tonnellate di monossido di carbonio e biossido di zolfo, oltre a 30 tonnellate di polveri sottili e altri inquinanti. Un sindaco serio dovrebbe dimettersi a fronte di questa evenienza, invece di nascondersi dicendo che non ne sa niente e che le colpe sono di chi c'era prima".
A rincarare la dose ci ha pensato Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia: "A volte, quando c'è l'assenza totale delle istituzioni e delle maggioranze su determinati argomenti, le opposizioni devono surrogare e farsi promotrici di iniziative nell'interesse di tutta la città. Auspichiamo un pronunciamento unitario sulla nostra mozione, che non è di parte, ma a favore di tutti gli spezzini, ma se non ci sarà saremo pronti a raccogliere le firme per indire un referendum consultivo. Non è vero che la città non conta, vogliamo ribadirlo facendola esprimere, e anche se si trattassi di una battaglia già persa bisogna dire il proprio no in maniera chiara e decisa. Peracchini ha chiesto a Toti di aprire un tavolo di confronto? Ma è la città che deve muoversi in prima persona".
"La stessa città - ha concluso Paolo Manfredini, capogruppo del Partito socialista italiano - che si aspettava lo smantellamento della centrale entro il 2021, che dopo mesi di attesa ha visto accantonare lo studio svolto da Enea, che ha osservato la maggioranza tirare fuori dal cilindro un ordine del giorno che ha aperto al gruppo a gas. Viene da pensare che l'intenzionalità di arrivare a questo punto ci fosse già, ma non si sa da dove sia partita".

Nel silenzio delle associazioni ambientaliste che in sede di rinnovo dell'Aia, negli anni scorsi, si erano date da fare per organizzare campagne di comunicazione e cortei, l'opposizione diventa così il soggetto che tenta di mobilitare e coinvolgere la cittadinanza.
Una stranezza che impallidisce di fronte alla denuncia di Lombardi: "Quattro anni fa è stato presentato un esposto alla procura in cui venivano evidenziate in maniera dettagliata tutte le violazioni svolte da Enel nella movimentazione del carbone, ma non è accaduto nulla".
"Ci viene negato anche il percorso in commissione: l'amministrazione si rifiuta di presentarsi, mentre Enel si è resa disponibile solamente dopo il 26 giugno, con un percorso amministrativo già in corso presso il ministero dell'Ambiente - hanno proseguito i capigruppo di minoranza -. Inoltre è l'amministrazione comunale che deve commissionare gli studi epidemiologici. Ce ne erano tre in corso, ora pare che tutto sia fermo e che non siano state messe a disposizione le risorse necessarie per proseguire nell'inserimento dei dati. E ricordiamo, infine, che la convenzione socioeconomica firmata dall'amministrazione Federici prevedeva l'accordo per la dismissione della centrale dopo otto anni".

L'opposizione sottolinea che il fatto che Enel sia proprietaria dell'area non significa che può fare il bello e il cattivo tempo. "E' il Comune che ha il ruolo pianificatorio e anche l'obiezione che non ci sono investitori non sta in piedi: gli investitori si cercano. Peracchini è un ottimo avvocato delle cause altrui, quelle degli spezzini non le tratta. Chissà che non siano i 4 milioni di Imu annui una delle spiegazioni di questa situazione... C'è bisogno di un dibatto aperto, trasparente, che coinvolga la città in tutte le sue articolazioni. Questo territorio è stufo di subire imposizioni. Oggi scontiamo una colpevole inerzia del sindaco e l’assenza della Regione. Da Spezialand al nulla. I nostri punti sono chiari: sì alla cessazione definitiva della centrale, alla bonifica integrale delle aree, a progetti di riconversione per insediamenti produttivi e centri di ricerca legati alla green e blue economy, salvaguardando l’assetto occupazionale del personale addetto; no al progetto di mantenimento della centrale ancorché con il passaggio dal carbone al gas; futuro industriale delle aree con Enel o senza Enel. E' stato un grave errore aver abbandonato il Tavolo inter-enti istituito tra Comune, Regione, Governo ed Enel. Ci chiediamo cosa pensino davvero Peracchini e la maggioranza. A novembre 2018 hanno votato un documento che prevedeva lo scenario della Centrale a gas: oggi sono sempre di quell’idea? Il sindaco ed il Governatore Toti erano a conoscenza del progetto di Enel presentato al ministero dell’Ambiente?", hanno concluso i capigruppo.

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