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"Neve? Il piano di circolazione va completamente rivisto"

Per Cna Fita è necessario aprire delle conferenze permanenti e in particolare che ogni Prefettura istituisca la conferenza per l’area “Territorio, ambiente ed infrastrutture” e quindi promuova lavori di approfondimento e riflessione sull’efficacia.

le richieste di cna
"Neve? Il piano di circolazione va completamente rivisto"

La Spezia - Con l’approssimarsi del periodo invernale e delle precipitazioni nevose, facendo seguito a quanto già esposto al Ministro dell’Interno e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, l’associazione delle imprese dell’autotrasporto Cna Fita della Spezia presenta le proprie richieste per meglio gestire tali situazioni. In occasione di eventi meteo di particolare intensità, Cna Fita chiede che la “struttura di vigilanza delle concessionarie autostradali” organizzi periodicamente specifiche campagne d’ispezione prevedendo anche la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni di categoria degli autotrasportatori e che il censimento, relativo a risorse umane e mezzi che possono essere messi a disposizione dalle società di gestione delle autostrade, sia coerente con un efficacie intervento in occasione delle precipitazioni nevose.

L’organizzazione aziendale dei soggetti gestori delle autostrade dovrebbe avere la possibilità di svolgere in maniera efficace, l’affidamento in house del 40% dei lavori di gestione autostradale, compresi quelli necessari in caso di precipitazioni nevose. Inoltre, Cna Fita chiede un riscontro in merito alle eventuali convenzioni sottoscritte per l’affidamento a terzi dei lavori di salatura e sgombero neve. Si richiede che i rappresentati delle associazioni dell’autotrasporto siano contemplati e quindi integrati tra i soggetti che compongono sia “Viabilità Italia” che i Comitati Operativi Viabilità (COV), istituiti presso le prefetture. Il loro coinvolgimento permette, secondo Cna Fita, di mettere a fattore comune tutti gli elementi conoscitivi e operativi e contribuisce dunque in maniera determinante a superare particolari e specifiche criticità. La partecipazione diretta a questi organi di gestione risulta utile per contribuire alla pronta, diretta e massima diffusione tra gli autotrasportatori dei contenuti degli avvisi delle condizioni meteo avverse.

Per Cna Fita è necessario aprire delle conferenze permanenti e in particolare che ogni Prefettura istituisca la conferenza per l’area “Territorio, ambiente ed infrastrutture” e quindi promuova lavori di approfondimento e riflessione sull’efficacia del piano neve. Alcune disposizioni sono inoltre da rivedere ed aggiornare: il “protocollo operativo per la regolamentazione della circolazione dei veicoli pesanti in caso di neve”, fondato su presupposti che risalgono oramai alla data del 14 Dicembre 2005; i codici di emergenza neve, in modo tale da prevedere condizioni di circolazione più elastiche per i mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e ciò in funzione della loro innovate caratteristiche costruttive e, in particolare, dei loro accresciuti sistemi di sicurezza. Secondo l’associazione delle imprese dell’autotrasporto deve essere imposta la “constatazione della concreta percorribilità del piano viabile”, così come prevede la circolare del Ministero dell’Interno del 24 Novembre 2015, in modo da attuare interventi coerenti con le effettive condizioni meteo. Il “debriefing” per la revoca della sospensione della circolazione deve essere effettuato con tempi celeri e deve essere completata l’implementazione dell’archivio nazionale delle strade, in modo da facilitare l’individuazione di percorsi alternativi in caso di precipitazioni nevose.

Cna Fita ricorda che "l’emissione dell’avviso di condizioni meteorologiche avverse per precipitazioni nevose, non può costituire, da solo, elemento di base al quale disporre, in via preventiva, l'interdizione alla circolazione per alcune categorie di veicoli". In conclusione, bisogna rimarcare che i conducenti dei camion, ai quali è interdetta la circolazione, sono spesso costretti alla sosta in aree inadeguate, insicure, improvvisate, a ridosso di centri abitati o produttivi, sprovviste di servizi igienici in una pericolosa commistione di uomini, veicoli e merci trasportate, tra le quali quelle pericolose in regime A.D.R. "In questo caso il debito con la fortuna risulta fin troppo esteso", conclude CNA Fita.

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