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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 22.35

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“Nessun aiuto e in compenso il Comune mi manda i vigili”

Federica Corsi gestisce il parco di Cavalbianco e in commissione se la prende con gli assessori: “Costi insostenibili, nessuna agevolazione. Rivediamo la convenzione sennò chiudo definitivamente”. Replica: “La concessione l’ha firmata lei...”

Fra il pubblico anche Don Martini
“Nessun aiuto e in compenso il Comune mi manda i vigili”

La Spezia - Che ne sarà del parco pubblico del quartiere di Caval Bianco? Davanti agli occhi di Don Franco Martini e un pubblico record che occupa tutte quante le poltrone della sala multimediale, parla Federica Corsi, che da anni gestisce l’area del quartiere, in virtù di un contratto di concessione un scadenza ad ottobre 2020. La titolare però non ha intenzione di proseguire alle condizioni in essere perché l’attività è diventata a suo dire economicamente insostenibile. Agguerrita, accorata, sul pezzo, ha attaccato l’amministrazione: “Dopo che mi avete mandato i vigili non mi fido più di questa amministrazione. Il parco e sempre stato utilizzato per questioni sociali, per le esigenze delle famiglie che si sono organizzate in gruppi pur di continuare a farlo vivere. L’Isola Felice funzionava e devo dire che la precedente amministrazione ci ha aiutato: non sarà stato tanto ma abbastanza per coprire qualche spesa”. Quello che ha infastidito la Corsi è la lettera dell’assessore Brogi: “Hanno mandato sei vigili su richiesta di un fantomatico Comitato di cui noi non sappiamo niente. Senza una denuncia scritta peraltro, senza i nomi e i cognomi di chi protesta, sono stati quattro ore. Perché non li mandate a pulire il canale? Io invece oggi sono qui con decine di cittadini. Cosa mi si contesta? Per quel che concerne il rispetto degli orari previsti nel contratto, io sono una volontaria e se piove o nevica e nessuno viene, decido di chiudere. E nessuno mi può dire nulla. O rivediamo tutto, oppure il parco lo chiudo e tolgo tutto quello che c’è dentro”. Gli animi si surriscaldano subito, Brogi tiene i toni sempre pacati e dà una prima risposta agli attacchi: “Davanti a venti persone che mi piombano in ufficio non potevo che mandare i vigili ad eseguire i controlli sulle loro contestazioni. Quando lei ha firmato conosceva le regole. E comunque lei è in grado di fare attività di natura sociale ma anche commerciale”.

Alla commissione presieduta da Marco Frascatore, oltre a Brogi, c’è anche la neodeputata Manuela Gagliardi, ancora delegata al patrimonio: “Sono stata personalmente a gennaio sul posto cercando di capire se ci fosse una soluzione ma la gestione ha deciso di chiudere il parco, fermare il contratto e vendere il vendibile.
Il nostro interesse è che il parco non resti chiuso. Ecco perché ci siamo incontrati”. Attacca ancora Corsi: “Le borse lavoro sono state tolte senza dare alternative: un ragazzo disabile che ci dava una mano è stato preso e messo in mezzo ad una strada. Per quel che riguarda gli investimenti, ricordo che la nostra è una organizzazione di volontariato che ha già esperienze a Mazzetta dove abbiamo perso lo spazio della palestra. In compenso ci hanno dato un parco completamente abbandonato e all’epoca pieno di siringhe. Grazie alla solidarietà dei cittadini noi ci siamo costruiti da zero tutto il parco che è del Comune: peccato che non ci mette un euro. Solo di affitto paghiamo 1800 euro all’anno ma considerate le spese delle utenze, la manutenzione, le esigenze che maturano nel tempo. Ci siamo tassati con delle tessere d’ingresso per far fronte ad alcune delle tante spese. Sapete che vi dico? Domattina venga la Lega e gestisca lei il parco”.

Dai commissari i primi commenti, a partire da Lorenzo Forcieri che fa una proposta: “Dovremo dare un premio a Federica perché se il Comune dovesse fare da solo, spenderebbe cinque volte tanto. Io non gli farei proprio pagare le spese visto che è un attività sociale. Si pensi ad una nuova convenzione con affidamento e compiti e non pretendere affitto e utenze”. Gagliardi e il dirigente Curletto dissentono e richiamano Forcieri: “Non si può fare per legge”. L’ex presidente di Autorità Portuale però replica secco: “E chi l’ha detto che non si può modificare il contratto di concessione? Onorevole non dica stupidaggini, lei confonde le attività commerciali con quelle sociali. Non è vero che non si può fare: basta stipulare l’accordo con diritti e doveri e arrivare poi all’evidenza pubblica”. Controreplica del Comune: “Ma allora non è più concessione di un parco pubblico e si riparte da zero con un nuovo bando”. Corsi incalza: “Se e così tolgo tutta la roba, ricordatevi ciò che è stato fatto da noi in questi anni, solo con i nostri soldi. La verità è che non volete trovare soluzioni”. Gagliardi non ci sta: “Fino ad oggi mi è stata chiesta una concessione a 20 anni mentre oggi lei viene qui a chiedermi il parco gratis”.

Una storia che non finisce stasera, mentre i commissari non lesinano commenti: “C’è un contratto firmato - ricorda Fabio Cenerini, consigliere della lista Forza Italia -. Non sono d’accordo sulla gratuità perché ci vanno i bimbi. E allora quelli della Maggiolina, che pagano una cifra d’affetto ben diversa, cosa dovrebbero dire?”. Patrizia Saccone, diversamente dal collega di maggioranza, si distacca e raccoglie gli applausi dei cittadini: “Il Comune deve decidersi a toglierla dal patrimonio e rendere tutto più sostenibile: non si può chiedere un affitto a chi porta avanti certi presidi, fondamentali. E a Brogi dico che prima di mandare i vigili, si cerca una via diversa, conciliante. Poi voglio dire che ad altri una mano è stata data: quindi o a tutti o a nessuno. Ognuno allora faccia un passo indietro per fare un passo in avanti verso la cittadinanza. Ma è il Comune che deve pagare”. Massimo Caratozzolo, sempre piuttosto caustico verso la sua maggioranza, prende le difese degli assessori: “Ormai sono sette mesi che c’è una nuova amministrazione che subentra dopo quarant’anni. Noi stiamo dimostrando di poter essere degni di fiducia. Abbiamo sempre provato a risolvere i problemi e anche grazie a me, non è mancata l’autocritica che i precedenti amministratori si sognavano”.

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