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"Navi da crociera incidono tra il 4 e l'8% in inquinamento cittadino"

Presentati in commissione i dati raccolti da Arpal. La direttrice Colonna: "Effetti su una piccola zona". Casati: "Alle compagnie ho detto che la salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa".

Gli ossidi di azoto sono il punto critico
"Navi da crociera incidono tra il 4 e l'8% in inquinamento cittadino"

La Spezia - Quanto inquinano le navi da crociera? Quali soluzioni si possono mettere in pratica per limitare al massimo i rischi per la popolazione? Sono le domande che frullano nella testa di molti e intorno alle quali ruotano i lavori del tavolo tecnico che periodicamente si riunisce con i rappresentanti del Comune della Spezia, della Capitaneria di porto, dell'Arpal, della Asl, dell'Autorità di sistema portuale e delle compagnie di navigazione.
Ieri una parte delle risposte alle quali si è giunti sino a oggi sono state esposte nel corso di una commissione comunale.

L'assessore comunale all'Ambiente Kristopher Casati, ricevuta la parola dal presidente Marco Tarabugi, ha dichiarato che "sin da subito l'amministrazione ha posto attenzione al tema attraverso i tavoli tecnici. Abbiamo incontrato le compagnie alle quali abbiamo chiesto di mettere in campo una serie di accorgimenti per migliorare la situazione andando oltre al mero rispetto della norma".
Il comandante della Capitaneria di porto, Massimo Seno, ha spiegato che i suoi uomini hanno prevalentemente il ruolo tecnico di effettuare i controlli a bordo delle navi, mentre la governance dell'area portuale spetta all'Autorità di sistema portuale, ieri assente all'incontro con i commissari.
Illustrata la normativa italiana e la presenza di aree di rispetto di leggi più stringenti rispetto ai limiti di azoto e zolfo presenti nel carburante delle navi (rispettivamente dette Neca e Seca e circoscritte ai mari dei Caraibi e a quelli del Nord Europa), il comandante ha confermato che gli scafi che entrano in porto devono obbligatoriamente passare entro due ore dall'accosto all'utilizzo di bunker con zolfo non superiore allo 0,1 per cento.
"Dal 2015 - ha detto Seno - sono stati effettuati 53 campionamenti di combustibile e solo in 3 casi sono stati registrati sforamenti, peraltro modesti e non a carico di navi passeggeri".

"Nei rilevamenti del biossido di azoto - ha spiegato Fabrizia Colonna, direttrice di Arpal - utilizziamo una centralina nella zona di San Cipriano che è perfettamente in direzione della brezza. Nel 2016 abbiamo registrato un picco per quel che riguardava la presenza dell'ossido di azoto, e in misura minore di biossido, che sono gli inquinanti più critici presenti in città, perché presenti in quantità che oscillano intorno ai limiti di legge. Pertanto abbiamo iniziato a monitorare la situazione, tenendo in considerazione i picchi, i venti, gli ormeggi delle navi... Possiamo dire che l'inquinamento da ossido di azoto è presente in una piccola zona della città, con valori quasi sempre al di sotto dei limiti di legge, ma comunque rilevanti. Abbiamo valutato che l'impatto delle navi da crociera è tra il 4 e l'8 per cento su base annua. E bisogna sottolineare che la centralina di San Cipriano è l'unica che evidenzia superamenti dei limiti e che questo deriva dal traffico veicolare, dagli impianti di riscaldamento e dalle attività portuali nel loro complesso. Per quanto riguarda le navi da crociera, ovviamente, le emissioni più inquinanti provengono dalle unità più vecchie e da quelle che hanno il camino più vicino alla riva".
La centralina in questione, oggi, si trova in parte coperta dagli alberi che sono nel frattempo cresciuti intorno. E quindi Arpal sta valutando l'ipotesi di spostarla in Via Veneto, di fronte all'obitorio, ma dovrà prima attendere gli esiti della campagna di campionamenti che sta effettuando in quel punto con un mezzo mobile.

"Ricordiamoci che vicino alla centralina di San Cipriano, che è l'unica che registra sforamenti, c'è l'ospedale Sant'Andrea - ha esordito Daniela Patrucco, di Spezia via dal carbone - e inoltre dubito sia sufficiente girare i fumaioli per risolvere il problema, visto che ci sono i venti. La nostra città subisce l'inquinamento del porto e della centrale carbone insieme. Abbiamo visto che dopo l'Aia del 2013 la centrale Enel ha ridotto drasticamente le quantità di ossidi di azoto prodotti e questo ci dovrebbe servire da lezione, per chiedere che le contromisure alle emissioni inquinanti vengano prese quanto prima. Ritengo grave l'assenza dell'Adsp e propongo ufficialmente che si cerchi di arrivare alla stipula di accordi sulla falsa riga di quelli siglati a Venezia e a Civitavecchia, e che si chieda alle navi di passare al combustibile meno inquinante già a 12 miglia dalla città".
"Sono in corso i contatti con le compagnie per ottenere che vengano adottati atteggiamenti virtuosi, primo fra tutti quello di portare alla Spezia navi più nuove. Ma, come abbiamo visto, non c'è un problema legato agli ossidi di zolfo, come invece accadeva a Venezia e Civitavecchia".
"Stiamo lavorando per arrivare alla stipula di accordi volontari da parte delle compagnie: sul fronte ambientale le navi da crociera stanno rispettando le norme e imporre restrizioni ci porterebbe a violare la legge vigente. Per questo stiamo spingendo anche sull'elettrificazione delle banchine e auspichiamo che arrivino quanto prima le navi a Gnl. La nostra linea è chiara: abbiamo detto alle compagnie che per noi la cosa più importante è la salute dei cittadini, anche a discapito del turismo", ha concluso Casati.

Nelle prossime settimane altre associazioni ambientaliste e l'Autorità di sistema portuale saranno invitate per una ulteriore audizione.

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