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Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Settembre - ore 21.00

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"Mille giorni di te e di me", approvata la variante al progetto di Piazza Verdi

Dopo 991 giorni di screzi istituzionali e battaglie legali c'è l'ok degli uffici del ministero dei Beni culturali sulla revisione: anfiteatro meno profondo e otto magnolie di sette metri in più. Il resto non cambia.

Otto magnolie in più
"Mille giorni di te e di me", approvata la variante al progetto di Piazza Verdi

La Spezia - Lunedì riprenderanno i lavori del cantiere di Piazza Verdi, con l'obiettivo di concluderli senza ulteriori complicazioni burocratiche o di natura istituzionale entro l'estate.

Il Comune della Spezia ha infatti ricevuto tra ieri e oggi due comunicazioni ufficiali da parte della Soprintendenza ligure, due atti che sanciscono di fatto la pace tra l'amministrazione comunale spezzina e gli uffici del ministero per i Beni e le attività culturali, al termine di una lotta combattuta a suon di sospensive e ricorsi iniziata il 17 giugno 2013 e durata ben 991 giorni.
Da Genova è giunta ieri l'ok alla richiesta di revisione della sospensiva che le scorse settimane aveva imposto lo stop all'interno dell'intero perimetro del cantiere. Un provvedimento che è stato, per modo di dire, "impugnato" da Palazzo Civico, che, chiarita la sua posizione riguardo alla misura specifica, ne ha ottenuto la cancellazione.

L'altra comunicazione, il cui contenuto va in parallelo con il permesso di riprendere l'intervento, è giunta dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, che ha valutato e accettato, con il benestare dei vertici romani, la variante al progetto presentata dal Comune in accordo con l'equipe del progettista Giannantonio Vannetti e con l'artista Daniel Buren. Nel documento l'ente di tutela sottolinea la richiesta del rispetto di una prescrizione, in vero già contenuta nell'ultima versione del progetto, ovvero che la parte centrale della piazza rimanga sopraelevata rispetto ai resti emersi nel corso degli scavi, che verranno preservati ma coperti, garantendone così la conservazione.
Come anticipato da CDS la depressione dell'anfiteatro, pensato dagli architetti per ricordare il Teatro Politeama che sorgeva proprio in quel punto, sarà meno profonda di quanto previsto inizialmente di circa un metro: il dislivello rispetto al livello stradale sarà di 40 centimetri, ma l'effetto "conca" sarà recuperato realizzando lungo il perimetro uno scalino sopra terra alto altri 40 centimetri.
Per il resto le variazioni saranno pressoché nulle, eccenzion fatta per la piantumazione di otto ulteriori magnolie alte sette metri, per rispondere alla richiesta della Soprintendenza di compensare l'abbattimento dei pini in fatto di volume delle chiome. Una scelta di cui sinceramente facciamo fatica a comprendere il principio, visto che Tar e Consiglio di Stato avevano considerato il filare dei dieci pini un elemento avulso dal progetto originario, e che l'assenza di piante ad alto fusto era stata valutata da tutti, compresi gli oppositori del progetto, una caratteristica positiva della nuova piazza, garantendo la possibilità di osservare il proscenio dei palazzi ottocenteschi a tutto tondo. Ma l'importante, lo sanno bene i residenti e i commercianti della zona, non è più capire chi abbia ragione e chi no, ma arrivare alla fine di questa vicenda che esemplifica tutto il peggio della macchina statale italiana.
Le otto magnolie - essenza che era già presente nel progetto iniziale sui lati corti della piazza - saranno collocate a corona dell'anfiteatro, in linea con le quattro previste lato arsenale e lato prefettura.
Sparisce, infine, la richiesta della Soprintendenza di marcare con siepi o pavimentazioni differenti, il perimetro del Politeama: al suo posto ci saranno totem informativi che ne ricorderanno la storia.
I portali e obelischi di Buren saranno al loro posto, nella parte centrale dell'area, e non ci saranno variazioni nemmeno sul fronte della viabilità, che resta per il momento il punto più critico del progetto.

Rimangono in corso le verifiche sulla fragilità di una parte delle lastre di travertino collocate e andate in frantumi nel giro di pochi mesi. Il Comune è alla ricerca dei responsabili (fornitore, responsabile dei lavori o ditta edile) e promette che a risponderne, anche in termini economici, sarà chi ha commesso errori.

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