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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 12.08

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"Migranti e meningite? Una bufala. Precedenza alle fasce a rischio"

Boom di richieste di vaccinazione alla Asl. Maddalo, direttore della struttura di Igiene e sanità pubblica: "Situazione ordinaria. Nessun motivo di vaccinare su richiesta chi non rientra tra le catogorie previste".

`Migranti e meningite? Una bufala. Precedenza alle fasce a rischio`

La Spezia - Timori ingiustificati e collegamenti con i flussi migratori inesistenti. Questo è quello che dice la scienza. Il drammatico caso di Gennaro Canfora, il giovane di 25 anni colpito mortalmente da una forma acuta di meningite, ha seminato apprensione tra gli spezzini. Sin dalla serata di venerdì in molti si cono chiesti che cosa dovessero fare per non rischiare e per tutto il fine settimana gli uffici del servizio di Igiene di Via Fiume e il reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sant'Andrea sono stati letteralmente presi d'assalto da centinaia di utenti che chiedevano la possibilità di essere sottoposti alla profilassi antibiotica. La mattinata odierna non è stata da meno, con una pioggia di richieste di vaccinazione.

"Abbiamo ricevuto moltissime persone che volevano essere vaccinate - conferma il dottor Francesco Maddalo, responsabile della struttura complessa di Igiene e sanità pubblica della Asl 5 -. Ci siamo trovati a dover rispondere spesso che i vaccini sono cose serie, che vengono somministrati quando ce n'è davvero bisogno, per fini epidemiologici e in determinate fasce di età, non a macchia di leopardo, cosa che altererebbe anche la situazione epidemiologica. Non abbiamo elementi che ci spingano a procede ad esaudire le richieste di vaccinazioni spontanee: abbiamo un piano regionale che rispecchia un piano nazionale (leggi qui per approfondire) al quale attenerci".

Che cosa prevedono le linee guida che seguite?
"La vaccinazione viene effettuata gratuitamente su alcune fasce di età. Ovvero il primo anno per il meningococco B, il secondo anno e il quattordicesimo anno per il meningococco C. Poi non vengono previsti altri richiami. Sia la Regione Liguria che il ministero della Salute hanno specificato che non è da offrire, non c'è alcuna necessità: non ci sono indicazioni epidemiologiche per estendere la vaccinazione a soggetti adulti, anche se il ragazzo deceduto ieri aveva 25 anni. A meno che non sussistano condizioni di rischio dovute a situazioni patologiche sanitarie sofferte da un bassissimo numero di soggetti, come quelli affetti da immunodeficienza o privi della milza. Condizioni che i medici di famiglia conoscono bene. Queste sono le linee guida, ribadite anche a inizio gennaio dal ministero".

Per tutti gli altri?
"Nel resto della popolazione agiamo con le annuali campagne di vaccinazione previste e con i richiami per chi non avesse risposto a quelli precedenti. Non c'è nessun motivo per sovraccaricare le strutture pubbliche. Quest'anno, come struttura di Igiene e sanità pubblica, abbiamo già avviato l'appello di chi entra nel quattordicesimo anno di età, e non andremo a somministrare il vaccino in anticipo su altri ragazzi. Chiediamo a chi avesse la necessità di accedere a informazioni specifiche di telefonare allo 0187534542, il call center attivato per valutare le richieste che pervengono alla Asl in base alla situazione vaccinale di ognuno. Risponde una voce registrata ed è sufficiente lasciare i propri dati per essere richiamati. Purtroppo l'enorme richiesta di questi giorni fa trovare la linea occupata e rallenta i tempi di risposta, ma, ribadisco, non c'è motivo di essere allarmati".

Alcune persone che frequentano il territorio toscano riferiscono di aver ricevuto l'indicazione di venire a vaccinarsi gratuitamente...
"Per chi va spesso in Toscana, non in maniera occasionale, ma per periodi di alcuni giorni, come i lavoratori o gli studenti pendolari, si seguono le regole previste dalla sanità regionale toscana, che prevedono la vaccinazione gratuita su richiesta per alcune fasce di età (leggi qui)".

Una situazione davvero complessa...
"Restiamo aperti ai bisogni dell'utenza, ma ci è imposto di dare la precedenza alle fasce di età previste dal calendario vaccinale regionale. La valutazione dei singoli casi può essere effettuata con precisione attraverso il call center: ci è capitato di ricevere richieste di vaccinazione anche da parte di chi, in realtà, era già stato vaccinato in passato. Abbiamo le risorse necessarie per far fronte al lavoro ordinario, anche perché ci troviamo in una situazione ordinaria, pertanto seguiamo coscientemente una scala di priorità, che deve mettere in cima alla lista le categorie più a rischio".

Sui social network qualcuno ha parlato di focolai all'interno del locale nel quale lavorava il ragazzo, sconsigliandone la frequentazione. C'è effettivamente qualche rischio?
"Il locale non è mai stato sottoposto a provvedimenti restrittivi, lo si può frequentare in assoluta sicurezza. Il meningococco ha una scarsa resistenza ambientale. Non ci sono focolai, non c'è da preoccuparsi".

Secondo altri "commentatori" ci sarebbe una correlazione tra la meningite e l'afflusso di migranti e profughi da altre parti del mondo. C'è qualcosa di vero?
"Per quanto in mia conoscenza si tratta di una bufala, di una leggenda metropolitana che periodicamente riemerge quando si verificano casi come quello che si è verificato in questi giorni alla Spezia. Meningite, tubercolosi e le altre malattie infettive serie spesso sono accompagnate da considerazioni di questo tipo, che non trovano alcun riscontro scientifico".

Ci sono altre malattie che invece possono essere trasmesse da chi arriva da altri Stati?
"Le patologie che possono essere veicolate da altri Paesi sono ben note, tanto che esistono strutture specificamente dedicate alla Medicina dei viaggi, per evitare che i nostri connazionali che si muovono per vacanza o lavoro al loro rientro introducano in patria malattie come la malaria, la febbre gialla, l'epatite A... per questo vengono sottoposti a vaccinazioni specifiche nei nostri laboratori. Allo stesso modo ai figli degli immigrati viene consigliata la vaccinazione per alcune patologie, per evitare che le contraggano nei periodi di lunga permanenza nei Paesi di origine".

E i profughi?
"Profughi e i richiedenti asilo vengono sottoposti a screening e a test di Mantoux (specifico per la tubercolosi) per escludere che ci siano febbri, polmoniti o altre malattie in corso, anche in considerazione delle condizioni di viaggio, spesso molto difficili".

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