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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 18.17

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"La vita in Cristo non è... una App"

Riceviamo dalla Diocesi.

"La vita in Cristo non è... una App"

La Spezia - Si è svolta l’altro sabato alla Spezia la Veglia diocesana per la giornata mondiale della gioventù, che quest’anno si è tenuta a Panama. La Pastorale giovanile della diocesi, insieme al Centro diocesano vocazioni, aveva infatti organizzato un fine settimana “alternativo”, per dare la possibilità ai giovani della diocesi di poter in qualche modo partecipare anch’essi, anche se a distanza di un ... oceano, a quell’evento così importante. I giovani si sono ritrovati attorno alle 20 nell’oratorio dei Salesiani, in via Roma, per iniziare la lunga “notte del Papa” con una frugale cena di fraternità, consumata insieme al vescovo Luigi Ernesto Palletti. Alle 21, sulla base di domande elaborate in precedenza nei diversi gruppi giovanili parrocchiali, si è tenuto un incontro con don Rossano Sala, un sacerdote salesiano della Brianza che è stato segretario speciale al Sinodo sui giovani, svoltosi a Roma nell’ottobre scorso. Don Rossano ha raccontato la propria esperienza come componente dell’assemblea sinodale, offrendo utili provocazioni ai tanti giovani presenti, invitati ad interrogarsi sul senso della loro appartenenza alla Chiesa e sulla fede, sul senso della vocazione e sulla necessità per la Chiesa di saper ascoltare i giovani, tutti i giovani.

Al termine dell’incontro, tenendo conto del proseguire della serata e delle temperature abbastanza rigide, è stato offerto un “rinfresco” caldo, poi i giovani si sono riuniti ed è stata presentata loro la testimonianza dei seminaristi diocesani, quest’anno impegnati nella nuova esperienza genovese: una testimonianza basata sulla bellezza del rispondere “Sì” alla chiamata del Signore, proprio come aveva fatto Maria, “Eccomi, avvenga di me secondo la Tua Parola!”. I giovani poi, un centinaio in tutto, hanno preso parte in silenzio alla Veglia, svoltasi in collegamento con Panama. La Veglia, iniziata mezz’ora dopo la mezzanotte, si è prolungata sino alle due del mattino, quando, poco dopo la benedizione del Santo Padre, anche il vescovo monsignor Palletti ha benedetto i presenti con il Santissimo Sacramento, esposto nella chiesa della Neve. Dopo, tutti hanno potuto riposare nei sacchi a pelo sistemati nei locali dell’oratorio salesiano. Ma il riposo è durato poco: la mattina di domenica scorsa, per tempo, sono riprese infatti le riflessioni nei gruppi dove i giovani hanno potuto mettere a dibattito le loro impressioni e le curiosità suscitate nella serata precedente, sia per le parole di don Rossano, sia per l’intervento di Papa Francesco a Panama.

Come è noto, il Santo Padre, con espressione tipica del linguaggio giovanile di oggi, ha ricordato come Maria sia stata “influencer” presso Gesù, grazie alla confidenza ed alla preghiera. Allo stesso modo il Papa ha invitato i giovani a seguirne lo stile e l’esempio: saper dire un Sì consapevole a Dio, in una storia d’amore generata e vissuta nella Promessa di essere veramente uomini e donne, perché veramente liberi. “Abbracciate la vita nelle sue fragilità e contraddizioni, perché solo quello che si ama può essere salvato e solo quello che si abbraccia può essere trasformato”, ha detto il Papa. Alle 11.30, a conclusione di “due” giorni intensi di fraternità e di spiritualità, il vescovo Palletti ha presieduto la celebrazione della Messa nella chiesa di Nostra Signora della Neve, concelebrando con don Sala, con il responsabile diocesano della Pastorale giovanile don Luca Palei, instancabile organizzatore di questo evento, e con altri sacerdoti. Il vescovo ha ribadito la bellezza di non essere seguaci di un idea, bensì “discepoli” nutriti dalla Parola di Vita ed incamminati per mano con il Maestro. La Vita in Cristo, ha spiegato Palletti, non è un’”app” in attesa di essere scaricata, né un “tutorial” per le ultime novità, ma è l’unica risposta che dà senso alla nostra esistenza e che davvero ci mette in gioco. È in questa nuova Luce, che noi siamo“l’oggi di Dio”.

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