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"La risposta di Patuanelli su Enel non deve illudere nessuno"

Il sindaco Peracchini commenta le parole del ministro dello Sviluppo economico che ha scritto di voler procedere a “trovare soluzioni alternative all’ubicazione del sito della centrale e di dismettere quanto prima l’utilizzo del carbone".

Passaggio di testimone

La Spezia - "La lettera del ministro dimissionario Patuanelli, seppur tardiva, ci conforta nella sua indicazione politica di voler procedere a “trovare soluzioni alternative all’ubicazione del sito della centrale Eugenio Montale della Spezia e di dismettere quanto prima l’utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica”, ma allo stesso tempo preoccupa che tutto questo stia accadendo nel mentre delle consultazioni per la formazione di un nuovo Governo". Lo afferma il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, in merito alla lettera con la quale il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha risposto all'amministrazione spezzina sulla dismissione della centrale.

"La speranza - prosegue il primo cittadino - è che il nuovo ministro allo Sviluppo economico raccolga questa ultima volontà del ministero Patuanelli affinché si dia seguito a quanto richiesto a gran voce dal territorio spezzino attraverso il consiglio comunale unanime e l’amministrazione che rappresento. Chiaramente, la missiva del ministro dimissionario è puramente politica, mentre quella di cui abbiamo avuto notizia è una atto ufficiale che dava di fatto via libera alla permanenza del carbone alla Spezia. La lettera di per sé non deve illudere nessuno perché non dà alcuna disposizione differente al direttore generale che ha firmato la conferma dell’utilizzo del carbone per la nostra centrale: il politichese è una lingua che ormai tutti conoscono e che non vogliamo sia utilizzata su argomenti così fondamentali per il destino del nostro territorio. Occorrono atti formali, non parole. L’augurio che sempre permane è che tutti i rappresentanti del territorio spezzino in Parlamento si facciano portavoce delle ragioni della nostra città per la dismissione della centrale Enel. Il nostro territorio ha pagato già tantissimo in termini ambientali e, al netto di tante promesse politiche, si merita una data certa della fine del carbone".

Nessun coniglio dal cilindro, dunque, come molti in città temevano (leggi qui).

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